Narrativa italiana Romanzi Eravamo solo bambini
 

Eravamo solo bambini Eravamo solo bambini

Eravamo solo bambini

Letteratura italiana

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Lo chiamano "il nido degli angeli" perché è un istituto che accoglie bambini senza famiglia. Mario è uno di loro, ha dodici anni, è stato abbandonato alla nascita ed è solo al mondo. Quando vi arriva, ha già alle spalle una lunga esperienza di brefotrofi e collegi, ma spera di trovare finalmente calore umano e affetto. La realtà è ben diversa. Quello che dirige con spietata crudeltà è un vero e proprio inferno in cui i bambini devono fare i conti con la fame, il freddo, i maltrattamenti, le infami punizioni corporali. Fino a quando un carabiniere coraggioso non riesce a fare irruzione nell'istituto. E a scoperchiare l'orrore. Molti anni dopo la liberazione da quell'incubo, durante i lavori di demolizione di quel luogo di dolore, il ritrovamento di un corpicino avvolto nel cellophane riapre una ferita che non si era mai rimarginata.

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Eravamo solo bambini 2011-08-02 03:30:55 ant
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ant Opinione inserita da ant    02 Agosto, 2011
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I bambini non vanno trattati così...MAI

Libro duro e crudo con risvolti di aberrazione del genere umano che portano allo sconforto totale
Vi assicuro che è poco
leggete e ve ne accorgerete.
La trama:
Si parla di una cosa(molte triste) realmente accaduta, lo chiamavano il "Nido degli angeli" un Istituto(il Santa Rita) di Grottaferrata realizzato per l'accoglienza(??????????...diciamo per le torture è meglio, così ci capiamo) di bambini disabili o cmq con grosse difficoltà, gestito da una persona aberrante Maria Diletta Pagliuca che infliggeva sevizie e trattamenti a dir poco disumani a tutti i piccoli ospiti.
L'io narrante è Mario(personaggio che divenne anche famoso, dopo vi dico chi è) che fino a 12 anni ebbe la sfortuna di dover soggiornare al Santa Rita e narra e descrive le sue giornate all'interno dell'istituto.
Quello che spicca, a mio parere, in questo romanzo è la capacità dello scrittore di far emergere cmq e sempre anche di fronte a situazioni terribili come quelle descritte e subite da tanti bambini nel libro: la speranza.
Infatti tra sevizie varie(bambini legati al letto, malnutriti, bambini con la febbre lasciati al freddo e senza medicine etc) nasce una tenera amicizia tra il protagonista Mario e Francesco altro orfano rinchiuso in quest mini lager; così come sono molto delicate le pagine in cui Mario ci parla dell'affezione verso un gatto che gironzolava nell'Istituto e soprattutto il non perdersi mai d'animo e coltivare sogni di rivalsa, il tutto racchiuso nell'esternazione rischiosissima fatta da Mario ad una nuova insegnante delle sevizie celate e subite da tutti i bambini ospiti(cosa che si rivelerà determinante poi in seguito per la chiusura di questo luogo degli orrori).
Così come questa speranza di fondo e tangibile permea queste pagine
allo stesso tempo la ns società a tratti disgustosa e marcia ci rimbalza in faccia e ci tocca nel profondo(spero, per chi ha un minimo di animo sensibile).
La direttrice, con appoggi notevoli e importanti, dopo essere stata capace per tante volte di far vedere la realtà camuffata(sapeva in anticipo di eventuali blitz di carabinieri etc) viene incastrata e ingabbiata e...
si apre il processo!
Non vi dico come verrà giudicata e condannata quest'arpia
voglio solo dire che conosceva ed era molto amica del vescovo, del prefetto, di politici((fa il nome di uno famosissimo..spero che questo abbia smentito la conoscenza, me lo auguro vivamente)di tanti apparteneti alle forze dell'ordine etc
Ed è nauseante e stupefacente allo stesso leggere della sentenza
non vi anticipo niente
è da gustare la cosa(per dire come a volte gli esserei umani per miseri tornaconti personali
siano capaci di stravolgere anche cose abominevoli facendole passare quasi per banalità..)
Per concludere devo dire una cosa brutta
ma d'altronde voglio essere sincero fino in fondo
a me questo libro ha scatenato istinti omicidi(ahimè ci sono persone sia sul lavoro, che conscenti vari, qualche vicino di casa etc che a volte mi fanno pensare: ma questo/a deve proprio stare al mondo? Mah) , sarei un falso se non lo scrivessi.
Allo stesso mi ha fatto riflettere
sul quanto sia importante per tanti ragazzi straviziati di oggi saper apprezzare quello che hanno e quello che potrebbero non avere se solo la ruota della (s)fortuna avesse girato in un altro senso.
Infatti ho pensato(c'è sempre la mugliera adesso da convincere ..) di farlo leggere ai miei figli
pur essendo un libro sconvolgente
è bene che si sappia la vita che risvolti tremendi ha
Bel libro, con pagina commoventissisma finale
avevo già letto di Polidoro "il profeta del reich" molto scorrevole e suggestivo anche quello(ambientato nel mondo del circo durante la 2 guerra mondiale)
e con questo testo intensissimo Polidoro, per quanto mi riguarda, non fa altro che confermare la sua abilità scrittoria(ricordo che Polidoro è uno dei fondatori del Cicap di Pavia insieme a Piero Angela, quelli che smascherano i ciarlatani per intenderci)
Consigliato sicuramente
(ah Mario chi è?
l'ei fu Mario Appignani detto Cavallo pazzo
infatti i trattamenti subiti al santa Rita lasciarono il segno...)
Saluti

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romanzi dove le persone addette a ruoli di primaria importanza(in questo caso una direttrice di un Istituto x bambini) si comportano da bestie
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Eravamo solo bambini 2010-08-23 21:07:59 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    23 Agosto, 2010
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agghiacciante e vergognoso

Ho letto questo libro in due sere, quando lo incominci non riesci più a mollarlo perchè vuoi arrivare al punto in cui queste persone così terribili vengono finalmente punite.
E' una storia vera successa in Italia verso la fine degli anni sessanta, è la storia di tanti bambini alcuni orfani e alcuni no( ma lasciati presso questa struttura parchè diversamente abili) queste povere creature varcata la soglia dell'istituto hanno subito violenze fisiche e psicologiche da una ex suora e dai suoi collaboratori, bambini legati al letto , lasciati giornate intere in ginocchio sui sassi perchè magari di notte avevano bagnato il letto, queste povere creature hanno patito la fame la sete e sono stati costretti a lavorare e a vivere in una totale carenza igienica, in poche parole agghiacciante!Grazie alla tenacia e all'intuito di un commissario tutto questo è venuto a galla e qualcuno (non tutti) ha anche pagato la propria colpa, ma non credo che qualche anno di carcere sia sufficente. Alla fine del libro si scopre con stupore il personaggio narrante , di questo bambino, mario, tutti noi o quasi abbiamo sentito parlare.
Una lettura forte e sconvolgente che sono contenta di aver fatto.

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A chi ama le storie vere ma forti
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