Narrativa italiana Romanzi Il mio regalo sei tu
 

Il mio regalo sei tu Il mio regalo sei tu

Il mio regalo sei tu

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Il mio regalo sei tu, romanzo di Sarah Spinazzola edito da Marcos y Marcos. Oggi vede suo padre per la prima volta. Sono diciotto anni che aspetta questo momento. Una settimana fa l'ha visto in televisione, l'ha cercato e ora eccola lì, che sposta il peso da un piede all'altro nella portineria di uno studio televisivo. Lui ha qualcosa da finire, le chiede soltanto un attimo; diciotto anni e un attimo. "Hai fatto bene a cercarmi tu, perché io non l'avrei mai fatto" le dice poi. Non ci sono abbracci. Gelido freddo invernale, dentro e fuori di lì. Ha un bel salire e scendere da autobus e tram, Lidia, per andarlo a trovare. Passano i mesi e non c'è disgelo. Ma il destino è disegnato nel cielo, ha un cappello bianco da cowboy, è da anni che la cerca dappertutto e ancora non l'ha trovata. Aspettami, non ti muovere, gli dice Lidia, ti troverò io. Va a cercarlo lontano, su una montagna a duemila metri, dove il lavoro principale è sorridere, e non fermarsi mai. E proprio lì, di colpo, una pioggia di sms cambia tutto. Per tanto tempo la vita non ha fatto che dirle no no no, dopo dopo dopo, e ora finalmente le dice sì sì sì, ora! ora! ora! Suo padre le scrive sono cambiato, prima non ero pronto e adesso sì. Adesso vuole stare con lei. Ha trovato il grande amore ed è pronto a cominciare una nuova fase della vita. Ecco come si stanno mettendo le cose. Davvero molto bene. Talmente bene che Lidia ogni due minuti si chiede: ma sarà vero? Non ci sarà qualcosa che non va? "Il mio regalo sei tu" è la storia di un amore negato: l'avventura di una piccola donna coraggiosa nelle spire di un padre serpente.

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Il mio regalo sei tu 2013-08-30 20:01:22 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    30 Agosto, 2013
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Come una piuma nel vento

Apparentemente è un libro semplice, scritto molto semplicemente, con contenuti e tematiche non troppo originali.
Eppure non è altrettanto facile trovare parole per descriverlo, perché la semplicità con cui è stato scritto rovina tutto, rendendo l’insieme un guazzabuglio disordinato e senza trama. Per paradosso, si potrebbe perfino affermare che la tanto esaltata semplicità lo renda irrimediabilmente e tristemente complesso.
Infatti la domanda che ci si pone leggendo “Il mio regalo sei tu” è la seguente: qual è il fulcro della storia? “Una figlia diciottenne che tenta di allacciare un qualsivoglia legame con il padre mai incontrato prima d’ora” sembra suggerire la quarta di copertina unita all’arguto e ovvio intuito del lettore.
E invece questo cosiddetto fulcro non si può definire tale, perché si comporta esattamente come una piuma sospinta dal vento e invano preda dei tentativi di cattura di chi legge: non si riesce ad afferrare in alcun modo.
La descrizione dell’evoluzione (o involuzione?) del rapporto tra il padre e Lidia è anonima, scialba, irrealistica e relegata in secondo piano.
Tra la protagonista che incontra personaggi totalmente inutili, privi d’anima e che scompaiono dopo due pagine, la protagonista che va in Francia a svolgere come lavoro estivo la professione di animatrice turistica, la protagonista che scrive lunghissime e ridicole lettere al padre riguardanti la descrizione della propria casa, la protagonista che dialoga con le stelle (sic!), la protagonista che vaga a caso per la città propinando al povero lettore esasperato “riflessioni filosofiche” (se tali possono essere definite) senza scopo, piazzate lì giusto per allungare il brodo e pompare i contenuti, il libro risulta nient’altro che un’accozzaglia confusionaria senza filo logico, senza continuità e assolutamente incapace di coinvolgere se si considera nell’insieme la più completa assenza di raffinatezza lessicale e stilistica, ivi ridotta a odiosissimi oltre che infantili colloquialismi verbali d’uso ormai comune e quotidiano.
Dulcis in fundo: un finale incomprensibile e che lascia addosso un senso d’amaro e di tristezza micidiale che fanno venire voglia al lettore di farsi restituire tutto il tempo perduto a leggere questo libro.
Decisamente sconsigliato.

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