Narrativa italiana Romanzi La donna dal cappotto verde
 

La donna dal cappotto verde La donna dal cappotto verde

La donna dal cappotto verde

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice

È una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi. Lea Linder sta comprando il pane. Nel negozio la osserva una donna anziana. È avvolta in un cappotto verde. Le si avvicina e quasi urla: «Sei Lea, la piccola Lea di Auschwitz!». E fugge, scompare. Come ha fatto quella donna a riconoscerla dopo tanti anni? Chi è? Chi era? Lea non riesce più a darsi pace. La cerca. Vuole scovare quel fantasma. Si sforza di ricordare. Se conosceva il suo nome, può essere stata un'aguzzina nel luogo dell'ignominia? Riesce a individuarla. Incontrarla. E ancora a temerla come la bambina di allora, dibattendosi tra il perdono e la rivalsa. Edith Bruck, straordinaria testimone della più grande tragedia del nostro tempo, affronta con fine sensibilità e sapienza narrativa due temi chiave che segnano l'esistenza di tutti noi: la memoria e la pietà. La donna dal cappotto verde li indaga facendone il motore di una storia, la storia – possibile e impossibile – di due donne che si cercano, oltre il dolore e la colpa.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
1.0
Stile 
 
1.0  (1)
Contenuto 
 
1.0  (1)
Piacevolezza 
 
1.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
La donna dal cappotto verde 2012-04-18 12:21:32 Lady Libro
Voto medio 
 
1.0
Stile 
 
1.0
Contenuto 
 
1.0
Piacevolezza 
 
1.0
Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    18 Aprile, 2012
  -   Guarda tutte le mie opinioni

Qui ci vuole Anitra wc!

Sicuramente questo è il peggior libro che io abbia mai letto sull'Olocausto.
Tanto per cominciare in bellezza, la parola chiave (almeno in teoria) "Shoah" in questo romanzo viene scritta come "Shoà". So perfettamente che è un dettaglio insignificante, ma se si vuole scrivere un libro su questa tematica, mi si faccia il favore di scriverlo in lingua originale! Tra l'altro l'autrice è una sopravvissuta a questa catastrofe, quindi la cosa risulta ancora più deprimente. E'un po' come scrivere "I love you" come "ai lov iu", e se un romanzo non rispetta grammaticalmente il suo contenuto, è praticamente morto in partenza.
Ma la vera bruttezza giunge fin dalle prime pagine, a cominciare dalla protagonista scrittrice che paragona il blocco dello scrittore alla stitichezza, propinandoci una decina di pagine (e in totale sono centodiciannove!) in cui descrive che un gabinetto è fatto per espellere le feci (ma dai! Mi hai aperto un mondo! Grazie, Edith Bruck!) e dove discute con il marito su chi deve urinare per primo e su filosofiche questioni riguardanti l'apparato escretore.
Inutile dire quanto siano superflui questi deliziosi particolari, tra l'altro tutto il libro è accompagnato da un gergo forzatamente volgare, una volgarità che in alcune situazioni è assolutamente fuori luogo.
Quando poi la nostra protagonista incontra questa misteriosa donna, si trasforma in un essere paranoico, schizofrenico e terribilmente ansioso e odioso sguinzagliando per tutta la città poliziotti e agenti per trovare questa presunta kapò polacca e tutto quanto diventa un mediocre giallo da due soldi, che si conclude con un brutto evento che capita a Lea (che preferisco non dire, per paura di fare spoiler) e allora tutti i suoi amici e parenti cominciano a starle attorno come vespe sull'aranciata, sputando monologhi, confessioni, rimpianti...
E questo tanto esaltato incontro tra Lea e quella donna? Semplice: si risolve in due paginette!
Meno male che era piccolo, l'ho letto molto rapidamente e altrettanto rapidamente lo dimenticherò. Veramente brutto. Sconsigliatissimo.
Mi è venuta voglia di prendere un cappotto verde. Per pulirmi la bocca dal vomito.

Trovi utile questa opinione? 
183
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

In tua assenza
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La banda dei colpevoli
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La mappa nera
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La quarta profezia
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita paga il sabato
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (2)
Obscuritas
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli avversari
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Le sorelle Lacroix
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultimo figlio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Questo post è stato rimosso
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
I killeri non vanno in pensione
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Voci in fuga
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Domani e per sempre
Nova
Sonetaula
L'alba sepolta
Caffè corretto
L'appartamento del silenzio
Lingua madre
Per sempre, altrove
Il Duca
Cara pace
L'assemblea degli animali
Le madri non dormono mai
Sono mancato all'affetto dei miei cari
Divorzio di velluto
Cinquecento catenelle d'oro
Ritratto di donna