L'autopompa fantasma L'autopompa fantasma

L'autopompa fantasma

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Stoccolma, 1968. Alla periferia della città scoppia un incendio devastante. Il poliziotto Gunvald Larsson, il più antipatico della squadra guidata dal commissario Martin Beck, riesce a salvare eroicamente alcune vite ma non può evitare la morte di quattro persone. Il poliziotto non si trova lì per caso: è lì da ore, a sorvegliare le mosse di un piccolo criminale che abita proprio nell'edificio e che è una delle vittime. Tutti gli indizi lasciano pensare che l'incendio sia scoppiato in seguito a un gesto disperato dell'uomo. Ma un piccolissimo dispositivo ad orologeria trovato dalla scientifica dimostra che l'incendio è doloso e che il criminale è stato assassinato. Le indagini appurano che appena scoppiato l'incendio qualcuno ha avvertito i vigili del fuoco, ma l'autopompa non è mai arrivata sul posto. Perché?

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L'autopompa fantasma 2012-02-10 15:10:49 lella gritti
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lella gritti Opinione inserita da lella gritti    10 Febbraio, 2012
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La "tranquillità" del crimine

La storia si svolge nell'arco di sei mesi, da marzo a settembre, in Svezia, fra Stoccolma e Malmo, con alcune puntate a Copenhagen, in una atmosfera idilliaca per quel che riguarda la natura di quei posti in primavera ed estate.
I protagonisti sono soprattutto la nutrita schiera di poliziotti, che alternano il loro lavoro alla vita domestica, per la maggior parte dei quali è descritta in modo minuto (con tanto di descrizione dei figli, delle mogli e di quelche fanno tutti nel tempo in cui stanno insieme). Da qui anche il "gioco" di fraintendimenti fra la scomparsa dell'autopompa - vera - dei vigili del fuoco e quella - finta - del giocattolo del bimbo di uno di essi.
I fatti criminosi si innestano su questa vita da poliziotti "quasi impiegati" (con orari precisi, ferie, fine settimana fuori città, mogli che preparano la cena, ecc.) come elementi della vita di tutti i giorni. Come lavoro di questi poliziotti-impiegati.
Non ci sono scene particolarmente truculente e nemmeno colpi di scena o assassini e assassinii efferati. Quel che colpisce di questi autori è appunto la "normalità" del crimine. Per certi versi la sua banalità. Ma proprio per questo così vera e così vicina alla vita di tutti i giorni.
Il libro è del 1969 e stampato da Sellerio 40 anni dopo. Lo stile è scorrevole e non dimostra la sua età. L'approccio al crimine è classico ed elegante. Niente a che vedere con la truculenza a tutti i costi di tanti autori dei giorni nostri.

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polizieschi scandinavi
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L'autopompa fantasma 2008-04-18 01:31:20 sergiopaoli
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sergiopaoli Opinione inserita da sergiopaoli    18 Aprile, 2008
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L'autopompa fantasma

Sjowall e Wahloo sono stati due indiscussi maestri del poliziesco. Moglie e marito, scrivevano in coppia, un capitolo a testa, a mano e sempre di notte.

Hanno realizzato il decalogo sul commissario svedese Martin Beck, come un "romanzo sul crimine" in dieci parti. Con la scusa, o l'intento, di analizzare la società del benessere, e di guardare alla criminalità in rapporto alle dottrine politiche o ideologiche della società. Sono dieci romanzi scritti tra gli anni '60 e '70 (Wahloo è morto nel 1975), che Sellerio sta ripubblicando interamente in Italia.

L'autopompa fantasma è stato autopompa fantasmapubblicato originariamente nel 1969, ed è il quinto della serie. E' un romanzo scritto in modo assolutamente moderno, che si fa leggere senza alcuna difficoltà. Ci sono scene potenti (come quella dell'incendio) ed una attenzione particolare alle relazioni tra le persone, all'individuo come parte di un gruppo, alla criminalità come espressione della società su un piano negativo. E' triste constatare come oggi, da noi, l'attenzione alla criminalità da parte del pubblico, sia sotto molti aspetti, indirizzata verso aspetti vouyeristici e spettacolartelevisivi (vedi cogne, erba e altri e ad es. Porta a porta), piuttosto che verso l'analisi, ed il tentativo di comprensione dei motivi dei gesti criminali.

In questo ottimo romanzo non ci sono effetti speciali, non c'è voglia di stupire, o di colpire, o di disgustare con scene forti. C'è una tensione narrativa "classica", interesse umano per i personaggi e realismo dei caratteri e degli scenari sociali. I due autori scolpiscono, psicologicamente e somaticamente i personaggi.

E' un gran bel libro.

Moderno e classico al tempo stesso, e scritto con passione e grande, grandissima preparazione tecnica.

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Camilleri, Simenon, Chandler
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L'autopompa fantasma 2008-03-10 08:33:12 Mara
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Mara Opinione inserita da Mara    10 Marzo, 2008
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Moderno e classico

In questo romanzo non ci sono effetti speciali, non c'è voglia di stupire, o di scioccare con scene esasperate. C'è tensione narrativa "classica", interesse umano per i personaggi e realismo dei caratteri e degli scenari sociali. E' un libro moderno e classico al tempo stesso. Buona lettura:)

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