Narrativa straniera Gialli, Thriller, Horror La regina dei castelli di carta
 

La regina dei castelli di carta La regina dei castelli di carta

La regina dei castelli di carta

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La regina dei castelli di carta è il terzo e ultimo capitolo della triologia Millenium, che in Europa ha venduto otto milioni di copie. Lisbeth Salander è sopravvissuta al fuoco, ma è ancora lontana dall’avere risolto i suoi problemi. Persone potenti cercano di ridurla al silenzio per sempre. Intanto, Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul suo terribile passato ed è deciso a pubblicare un articolo di denuncia che farà tremare il governo, i servizi di sicurezza e l’intero paese. Forse, esiste davvero una possibilità per la giustizia di trionfare.

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La regina dei castelli di carta 2018-09-11 15:50:17 Rollo Tommasi
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Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    11 Settembre, 2018
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Il complotto è servito!

Con “La regina dei castelli di carta”, la trilogia di Millennium giunge al suo terzo ed ultimo capitolo.
Se “Uomini che odiano le donne” era incentrato sulle vicende del giornalista Mikael Blomkvist e “La ragazza che giocava con il fuoco” su quelle dell’efebica e “disagiata” Lisbeth Salander, il terzo episodio si presenta molto più corale: il personaggio attorno a cui ruota è sempre Lisbeth – costretta in un letto d’ospedale (dopo il “regolamento di conti” familiare che ha chiuso il volume precedente) e ancora in guerra con la metà delle istituzioni svedesi – ma la storia è incentrata sul gruppo, estremamente eterogeneo, di persone che tentano di scongiurare la sua segregazione in un istituto di cure psichiatriche.
Al centro della vicenda c’è la preparazione del processo a porte chiuse nel quale stabilire la sanità mentale della ragazza, e il suo pirotecnico svolgimento. Ma è il contesto storico-politico a giocare un ruolo ben preciso: gli eventi vanno a toccare gli anni della “guerra fredda” (con una penisola scandinava geograficamente sin troppo vicina all’Unione Sovietica), il ruolo e i metodi dei servizi segreti e, ancora una volta, la ragion di Stato.

Arrivati all’ultima parte della storia, è forse utile soffermarsi sul suo significato complessivo.
L’argomento forte della trilogia di Stieg Larsson è la violenza sulle donne, nei suoi aspetti sia psicologici che fisici (sino agli abusi sessuali più crudi e umilianti). Come lo stesso autore si prende la briga di dimostrare – soprattutto nel primo libro – le statistiche ci dicono che nella civilissima Svezia (al pari di tante altre nazioni del Vecchio Continente) episodi di violenza a danno del genere femminile si consumano con una certa frequenza.
Da un punto di vista letterario, la carta vincente di Larsson è l’inserimento di tale argomento all’interno di una trama precisa e ben costruita: al rigore del primo libro (che tende più verso il giallo), fa seguito nel secondo una decisa virata verso l’azione, sino al suggello del terzo volume, che apparecchia gli ingredienti classici della “teoria del complotto”. Il tutto con acume e una straordinaria capacità di appassionare senza stancare (per quanto riguarda l’ultimo volume, siamo a circa 850 pagine!)
E al termine Lisbeth Salander, minuta ma non indifesa, asociale nella realtà quanto protagonista nella rete virtuale, apparentemente anaffettiva ma in verità appassionata bisessuale, si ritaglia di prepotenza (in ogni senso) un posto nell’immaginario letterario della nostra epoca.
Tre libri da leggere (con una sicura preferenza per il primo della serie).

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gli altri due capitoli della trilogia: "Uomini che odiano le donne" e "La ragazza che giocava con il fuoco".
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La regina dei castelli di carta 2015-12-03 16:24:56 evakant
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evakant Opinione inserita da evakant    03 Dicembre, 2015
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La fine...o forse no?

Dopo aver lasciato “sedimentare” un po' i primi due capitoli, dopo aver preso in mano ed abbandonato l'ultimo capitolo “La regina dei castelli di carta” attratta da altro, un po' per il poco tempo, un po' per chissà che cosa, finalmente qualche settimana fa ho ripreso tutto in mano e ho deciso fermamente di arrivare alla fine.

Tirando le somme, posso dire senza indugio che il primo capitolo resta il migliore in assoluto.
Abbiamo lasciato la nostra hacker Lisbeth Salander ferita gravemente con una pallottola alla testa, ferito anche il famigerato Alexander Zalachenko (alias Alex Bodin). Dopo violenze di ogni tipo, sparatorie e inseguimenti vari i due antagonisti vengono portati in ospedale e ricoverati a poche porte uno dall'altra, mentre lo psicopatico Ronald Niedermann è in fuga e lascerà dietro di sé un'agghiacciante scia di sangue.
Artefice del salvataggio di Lisbeth è il solito Mikael Blomkvist, che come tutti gli eroi che si rispettino è sempre al posto giusto al momento giusto, cosa che lo aiuta molto visto cheè è un giornalista d'assalto oltre che amico di Lisbeth.

Posso affermare che in questo volume, dalla ragguardevole mole di più di 600 pagine, non accade granché. Si passa dal ricovero dei due antagonisti, all'assassinio di Zalachenko per mano di un agente segreto sotto copertura (che ben presto viene smascherato e che non è chiaramente il delirante psicopatico malato terminale che sembrerebbe essere), per arrivare sino al processo che vede imputata Lisbeth, assistita dalla sorella di Mikael, processo in cui tutti i vecchi amici di Lisbeth si danno un gran da fare per smascherare la cospirazione ai suoi danni, incriminando la famigerata “sezione speciale” dei servizi segreti svedesi.
Non c'è nulla di più ma il brodo viene allungato (direi al limite della sopportazione) nella prima parte e con un salto indietro di anni per spiegare la nascita della sezione, tanto che il volume è difficilissima digestione almeno sino a pagina 250.
Poi si riprende grazie all'introduzione nella vicenda di un nuovo personaggio oltre al duo Salander-Blomkvist: l'agente Moniga Figuerola, un'altra sorta di wonder-woman dal fisico scolpito, che già al primo incontro con il nostro reporter d'assalto finisce nel suo letto mettendo a rischio tutta l'inchiesta e portando avanti una storia di sesso (o forse amore?) con il nostro allegro reporter...allegro perchè nel frattempo lui continua la sua relazione anche con la ex redattrice di Millenium Erika Berger, amante storica, che è sposata da anni ma da anni tiene anche il piede in due scarpe.
La narrazione prende un po' di vita, se non altro per il fatto che accade almeno qualcosa.
Si arriva al processo, che a differenza di tutto quanto accade prima viene descritto quasi frettolosamente, anche se in modo efficace, e grazie al cielo senza perdersi in miriadi di digressioni, e senza colpo ferire si arriva alla sentenza e all'epilogo.
Nel frattempo Niedermann è sparito dalla faccia della terra e ricompare nelle ultime 30 pagine per fare una fine alquanto scontata.
Ovviamente non vi dirò se la nostra Lisbeth sarà dichiarata colpevole o innocente, ma non serve essere dei geni per intuirlo.

Nel mezzo indagini complicate, pedinamenti, appostamenti, telefoni sotto controllo, scandali vari, Blomkvist che si muove come un moderno James Bond che non si fida di nulla e di nessuno e riesce a seminare i cattivi (che ricordiamolo, fanno parte dei servizi segreti) come se fossero teppistelli alle prime armi.
I buoni sono buonissimi e integerrimi, i cattivi sono cattivissimi e idioti, ricordiamolo, fanno parte dei servizi segreti, ma vengono messi nel sacco esattamente, idem come sopra, come se fossero dei teppistelli alle prime armi.
Il tutto in un ambiente torbido e alquanto mafioso per essere nalla ridente e civilissima Svezia.

Finalmente assistiamo alla fine di innumerevoli e tristissimi pasti tipici svedesi a base di tramezzini e caffè. E a dialoghi intricati, notizie scottanti, rivelazioni più o meno scabrose, la cui conclusione finale è sempre la stessa laconica risposta: “Aha”.

Che posso dire: non mi è piaciuto, ma non mi è nemmeno dispiaciuto, lo stile è quello solito di Larsson, freddo, efficiente, lineare, allunga il brodo molto bene, le pagine avvincono, ma alla fine non resta molto.
Diciamo che in questo romanzo la storia è in funzione dei personaggi, se non ci fossero stati Lisbeth e Mikael sarebbe rimasto ben poco, personaggi comunque sempre e molto uguali e se stessi: il nostro reporter d'assalto che ha una fortuna, ma una fortuna...è sempre nel posto in cui accadono i fatti, ed è immischiato fino alla testa, anche troppo e anche in modo poco credibile.
La nostra hacker con un palmare e un cellulare in mano è in grado di entrare in tutti i computer del mondo, carpire indagini secretate dei servizi segreti, manco fosse Mandrake.

Va letto giusto per arrivare alla fine della trilogia.

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va letto se non altro per terminare la trilogia.
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La regina dei castelli di carta 2015-09-02 23:37:24 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    03 Settembre, 2015
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Terzo capolavoro

“ La regina dei castelli di carta “, terzo e ultimo capitolo della serie Millennium scritto da Stieg Larsson, riprende i fatti dalla fine esatta del precedente romanzo.

Lisbeth Salander è in ospedale e lotta tra la vita e la morte con tre pallottole in corpo senza foro di uscita di cui una nel cranio in conseguenza dello scontro con il gangster ed ex sicario dei servizi segreti russi nonché suo padre, Alexander Zalachenko.
Il giornalista Mikael Blomqvist sa come sono andati i fatti, ha finalmente intravisto un barlume di luce nella fitta nebbia che affligge il passato di Lisbeth ed è deciso a scoprire tutta la verità.
Una verità scomoda, che coinvolge i servizi segreti svedesi.

Se dal punto di vista dell’ intrattenimento questo romanzo eccelle così come i due precedenti, Larsson ha compiuto un ulteriore passo in avanti quanto a completezza, profondità e complessità della trama.
Il primo capitolo, a tinte gialle, intrigava per la scoperta dei personaggi e per la presenza di un serial killer, il secondo mirava a consolidare l’ affetto dei lettori nei confronti dei protagonisti e a porre nuovi interrogativi sulle loro storie, il terzo è un fenomenale mix di generi ineguagliabile per numero di situazioni e vicende narrate.
857 pagine che alternano il thriller classico al tema dello spionaggio, dei servizi segreti e del giornalismo visto come deus ex machina capace di smascherare crimini e reati.
Ma la storia conquista non solo per il vasto numero di generi letterari affrontato, tanto meno per la trama che affascina ma non apporta novità degne di queste nome, quanto per i personaggi forti e carismatici come pochi altri.
Lisbeth Salander e Mikael Blomqvist conquistano ancora una volta, l’ una con una storia e una personalità uniche e l’ altro con il coraggio e la testardaggine di chi è pronto a tutto pur di scoprire la verità e punire i colpevoli, figura in cui Larsson ha probabilmente riportato qualche tratto della propria personalità.

“ La regina dei castelli di carta “ è un romanzo straordinario di un grande scrittore, una meravigliosa opera d’ intrattenimento che non per forza deve essere simbolo di una denuncia sociale né far conoscere l’ altra Svezia oltre a quella pacifica che tutti immaginiamo come spesso ho sentito affermare, ma che molto probabilmente parla di abusi e servizi segreti, in questo caso deviati, che è facile immaginare non siano troppo lontani da alcune dure e sfuggenti realtà.

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La regina dei castelli di carta 2013-12-05 10:38:39 saurafumi
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saurafumi Opinione inserita da saurafumi    05 Dicembre, 2013
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Il gran finale... purtroppo!

Già, purtroppo questo è l'ultimo! L'ho divorato letteralmente in tre giorni, durante una vacanza. Non riuscivo a staccarmi, ce l'avevo continuamente davanti! Nonostante all'inizio possa sembrare un po' lento, mi ha comunque appassionato, sia per l'intricata trama, che Larsson riesce comunque a legare con un filo logico impeccabile, sia per la suspance sempre più alta. E alla fine trionfa la giustizia! Sembrerà banale da dire, ma dopo tutte le disavventure di Lisbeth, si tifa letteralmente per lei.
Invidio fortemente chi deve ancora cimentarsi nella lettura di questi tre libri, libri che comunque a breve riprenderò in mano.
Ovviamente consigliatissimo.

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La regina dei castelli di carta 2013-10-08 08:14:29 Silvia
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Opinione inserita da Silvia    08 Ottobre, 2013

Peccato sia l'ultimo!

Degna conclusione della trilogia Millenium: Lisbeth ottiene l'agognata giustizia e "i cattivi" finiscono come meritano!
Lati negativi: trama molto intricata, con troppi nomi e troppi personaggi secondari che fanno talvolta perdere il filo della storia e la rallentano un po'. Ma grazie allo stile di Larsson, difficilmente si riesce a finire un capitolo senza la voglia di cominciare subito il successivo!
Peccato che non abbia avuto il tempo di scrivere un sequel, che, secondo me, si sarebbe potuto sviluppare dal finale; nonostante la trama della trilogia sia compiuta, la storia dei protagonisti avrebbe potuto progredire ancora (almeno, a me sarebbe piaciuto!).
Rispetto ai precedenti della trilogia è decisamente il libro più pesante ed impegnativo, ma se avete letto gli altri due, non potete non avere la curiosità di sapere come si chiudono le peripezie della signorina Salander e del suo eroe Kalle!

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Uomini che odiano le donne
La ragazza che giocava con il fuoco
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La regina dei castelli di carta 2013-06-02 11:25:50 marty96
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marty96 Opinione inserita da marty96    02 Giugno, 2013
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TROPPO TROPPO BELLO!!!

troppo troppo bello!!!! non in particolare questo libro, ma tutta la trilogia, non ho voluto inserire una recensione ai singoli libri, ma sentivo il bisogno di esternare il mio pensiero dopo il terzo!!!! mi piange il cuore pensando che il mio autore preferito in questo genere è morto e non potrà regalarci altri capolavori come questo!!! rispetto ai due libri che lo precedono questo è forse più pesante e lento, penso che risulti tale perché Stieg Larsson nel suo ultimo romanzo abbia tirato le somme sui personaggi, sulla loro crescita e maturazione, Lisbeth finalmente si è riscattata dal suo passato e nonostante la personalità eccentrica e un po' scorbutica (alla quale non puoi fare a meno di affezionarti) riuscirà a dare più fiducia alle persone che le sono vicino. Mikael diventa più maturo e grande arriva a pensare all'Amore, con la A maiuscola! è stato un epilogo epico!!!! l degna conclusione per qualcosa di per sé già perfetto!!!

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a chi ha letto i precedenti libri!!!!
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La regina dei castelli di carta 2013-05-20 21:40:31 Matte92
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Matte92 Opinione inserita da Matte92    20 Mag, 2013
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Un finale perfetto

Continua a raccontare senza soste tutta l'avventura di Mikael e Lisbeth, e aggiunge anche un tocco di "spy story" e alcune scene che si svolgono dentro il tribunale che danno quel tocco in più al libro.
Azione continua, e quando non c'è azione non se ne sente la mancanza perché l'autore ti fa proprio immergere nel libro. I personaggi introdotti nel precedente libro vengono studiati ancora più nei dettagli e il finale è più che degno di quella che a mio avviso è una delle più belle trilogie del giallo.
L'unico rammarico? La morte improvvisa di Stieg, che aveva già cominciato un quarto e un quinto libro con Mikael e Lisbeth, e che ha definitivamente concluso questa magnifica storia.

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i primi 2 della trilogia, libri gialli (ma dopo aver letto i primi due libri)
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La regina dei castelli di carta 2013-05-20 20:45:30 verdat
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verdat Opinione inserita da verdat    20 Mag, 2013
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Epilogo di un capolavoro...

E' il momento di tirare i fili di questa intricata storia...

Avvincente, bella, al punto da stordire chi legge, che si catapulta nel libro...uno spattatore muto che vorrebbe esserne uno degli attori.

Siamo Mikael, vorremmo essere Lisbeth.....forse invidiamo il menage a trois di Herika...

Un libro assolutamente da leggere, e non solo per conoscere l'esito della storia, ma perchè prende molto sul lato umano, forse perchè specialmente negli ultimi anni ci sono troppi "uomini che odiano le donne" e ripeto spesso vorremmo essere Lisbeth, ed erigerci a giustizieri.

Ed ora capisco la tristezza che aveva nel cuore mio figlio quando stava per finirlo... leggi le ultime pagine con lentezza perchè sai che sta finendo....e che non ci sarà un quarto libro...

Questi tre libri sono l'eredità di Larssen, grande scrittore.

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La Trilogia
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La regina dei castelli di carta 2012-02-05 21:45:29 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    05 Febbraio, 2012
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La fine di una trilogia perfetta

Si rende conto, però, di una cosa: sarà difficile trovare un altro libro, un altro poliziesco, allo stesso livello dei libri di Larsson. E sapere che purtroppo non ne potrà scrivere più altri (in quanto morto a 50 anni di infarto, mentre era in redazione: esattamente come morirà uno dei suoi personaggi, Morander, che vivono per il lavoro, pur avendo un male incurabile) è una fitta cuore. Scusate il gioco di parole! Per molto, molto tempo, mi vedrò costretta a sospendere questo mio hobby di leggere polizieschi ed altro, poiché niente è in grado di equiparare questi polizieschi.
Dopo Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco, eccomi qui a parlarvi di questo poliziesco che assume caratteri internazionali e presenta donne che hanno una tale forza e coraggio che ogni altra vorrebbe essere uguale.
Però, c'è altro da dire, per avvertire chi vuole entrare nel mondo presentato da questo libro: considerando le oltre 800 pagine, preparatevi ad avere una tendinite o a fare sollevamento pesi. O_O
Stavolta, nonostante Lisbeth Salander sia immobilizzata in un letto d'ospedale, la fantasia di Stieg Larsson riesce a creare una nuova avventura che è il seguito delle precedenti e riprende esattamente da dove l'avevamo lasciata nel secondo volume, ma ad essere coinvolti nella storia e nelle indagini ci sono tanti nuovi personaggi e molte più donne, oltre a quelli già conosciuti.
Può essere utile, anche qui, prendere nota dei personaggi, prima di trovarne così tanti da non ricordarne con esattezza le funzioni, l'essere pro o contro.
Non lo so se vi ho trasmesso la passione che i libri di Larsson mi hanno trasmesso a tal punto da arrivare a dire: "Kevin, voglio essere come Lisbeth Salander!"
Ma come mi è saltato in mente? Lei è un metro e cinquanta con il corpo di una bambina, le tette rifatte, un caratteraccio da sociopatica e nel complesso deve essere bruttarella forte, nonostante a lei ci si affezioni perché complessivamente è una persona speciale. Alcuni in lei vedono addirittura una lesbica satanista, psicopatica, schizofrenica e paranoica, ma lei è sempre quella che riesce a leggerti dentro e può arrivare fino a tatuarti addosso "Io sono una sadico porco, un verme ed uno stupratore", cioè un bastardo.
Ecco ricominciamo il percorso con chi sa perfettamente di cosa parlo, in quanto si è lasciato coinvolgere da questi libri.
Lisbeth Salander, come abbiamo visto alla fine del secondo tomo (vista la consistenza del numero di pagine), è stata ferita mortalmente. Anzi per un momento abbiamo anche pensato che ormai sarebbe rimasta sotterrata dietro la casa di suo padre, ma invece, non si è arresa ed è stata anche fortunata riuscendo a venire fuori dalla buca in cui era stata sepolta. La sua fortuna aumenta, perché l'uomo che lei ama, Mikael, riesce a trovarla in tempo per avvertire i soccorsi che tempestivamente la portano dove rimmarrà per quasi 800 pagine. Ma il mondo per una come lei non è mai così limitato, poiché le bastano un cellulare ed il suo palmare per riuscire ad aiutare gli altri. Alla fine è sempre lei che mette i risultati delle ricerche sulle labbra degli altri. Però, Larsson, nelle scene d'azione, ha inventato nuovi personaggi, sempre donne, sempre super donne, diverse da Lisbeth, come la sensuale e spregiudicata Erika, la muscolosa e gelosa Monica, la dolce ed agguerrita Susanne, la professionale ed empatica Annika e l'intelligente ed intuitiva Sonya. Ce ne sono anche altre con parti minori, ma comunque utili all'evoluzione delle vicende. Sono tutte donne che portano avanti l'evoluzione della storia, mentre Mikael Blomkvist cerca di trarre le conclusioni dei criptici messaggi di Lisbeth. Questi personaggi la dicono lunga su come Larsson apprezzava le donne e su quali fossero i suoi gusti femminili (illimitati). ;-)
Ancora una volta Lisbeth e Mikael si inseguono, di pagina in pagina, senza mai incontrarsi veramente. Soltanto a pagina 807 si incontreranno, ma Lisbeth avrà altro da fare prima. Affinché il cerchio, che ha come centro lei, possa chiudersi, deve trovare eliminare tutti i cattivi che dal secondo sono arrivati al secondo libro, ma alla fine non si trasforma in un'assassina. Sceglie sempre la legge e riacquista dignità agli occhi dell'opinione pubblica.
Anche in questo libro, sono intricate le vicende amorose fra i vari personaggi. Mikael è l'uomo con la pancetta che fa impazzire le donne, è l'intellettuale coraggioso e perspicace che ha bisogno della più brava hacker che conosce. La rispetta, ne è affascinato e si ostina a difenderla a tutti i costi, ma in fondo non sa esattamente nemmeno lui cosa vuole. Passa da una relazione all'altra ed alla fine confessa alla sua amante ventennale di essersi innamorato di Monica e di volere con lei una storia seria.
Lisbeth, invece, dopo essere fuggita da Mikael, nel secondo tomo, perché è certa di amarlo, pensa e ripensa a lui, ma anche a Myriam Woo, la sua compagna lesbica, ma poi confessa anche a lei di non amarla e va sino a Parigi per dirglielo. Nel frattempo seduce uomini d'affari e ci prova anche con il suo avvocato, che però è donna e quindi denota di avere i gusti molto ampliati, rispetto alla maggior parte del genere umano.
Poi, inaspettatamente, il fidanzatissimo Mikael si presenta da lei e fa proposte ammiccanti di amicizia che si posso facilmente fraintendere e lei, pur ammettendo a se stessa di non provare più niente per lui, lo lascia entrare. Qualcosa nel suo carattere da sociopatica è cambiato o forse lo ama, ma non vuole ammetterlo, oppure semplicemente, quando arriva sera, ha voglia di fare sesso e chiunque le capiti a tiro e rientri nei suoi gusti è il benvenuto, uomo o donna che sia.

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La regina dei castelli di carta 2011-11-04 11:44:40 Sordelli
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Sordelli Opinione inserita da Sordelli    04 Novembre, 2011
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Chapeau!

E così siamo giunti alla fine!
Quando si inzia a leggere ci sono mille quesiti che frullano nella testa: ce la farà Lisbeth? E come farà a cavarsela con tutte le accuse a suo carico? come nei precedenti romanzi, la lettura è più che scorrevole e accattivante.
Presto vi troverete a fare il tifo per l'astuto Blomkvist, quasi cercando di avvisarlo quando vedrete chi cercherà di mettergli i bastoni fra le ruote.
Intrigante e sorprendente fino all'ultima pagina; di nuovo Larsson ci proprone un argomento interessantissimo, ovvero quello che i servizi segreti hanno combinato, combinano e (chissà) combineranno.
Premettendo che amo questa trilogia, penso che quest'ultimo libro sia il mio preferito. Questo credo sia dovuto a diversi fattori: trovo particolarmente coinvolgenti le indagini di Blomkvist sui servizi segreti e i pericoli che corre; adoro il processo a Lisbeth, con la sorella di Blomkvist che adotta una tattica unica e spiazzante (soprattutto per l'accusa); e potrei continuare all'infino, perchè non c'è un dettaglio che io non abbia colto e apprezzato.
Un'atmosfera cupa, intensa e violenta da assaporare pagina per pagina, lasciandosi coinvolgere e travolgere dall'immensa bravura di Larsson, che sta proprio nel farci sentire parte del suo romanzo.

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Uomini che odiano le donne, La regina dei castelli di carta
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