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Dicatator

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Dictator è il terzo romanzo della trilogia dedicata alla figura di Cicerone, dopo Imperium e Conspirata. C'era stato un tempo in cui Cicerone teneva in pugno Giulio Cesare. Ma ora è quest'ultimo ad avere il comando e Cicerone è un uomo distrutto. Si trova in esilio con il fidato segretario Tirone. Ma quando tutto sembra perduto, Cicerone decide coraggiosamente di far ritorno a Roma e per un breve e glorioso periodo riconquista il Senato, tornando a essere la figura politica dominante. Ma nessun uomo di Stato può proteggersi dall'ambizione e dalla corruzione degli altri. Con quest'opera formidabile l'autore ci regala anche il ritratto intimo di un uomo acuto e geniale, un eroe moderno, così come di grande attualità è l'interrogativo che egli ci pone: come si può salvaguardare la libertà politica dal pericolo dell'ambizione personale, degli interessi finanziari di pochi e dalla corruzione?



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Dicatator 2021-08-27 10:35:10 Karnà
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Opinione inserita da Karnà    27 Agosto, 2021

Maestoso, storicamente maestoso

La trilogia narra la vita di uno dei più celebri oratori e statisti della Roma Antica, della Roma Repubblicana: Marco Tullio Cicerone ; si tratta di una biografia del celebre senatore raccontata in terza persona dal suo schiavo più fidato, nonché segretario personale.
Se si dovesse descrivere brevemente questa trilogia, la definirei “Storicamente maestosa”.
IL racconto narra molto dettagliatamente la storia di questo giovane “avvocato” che, appartenente a una famiglia di origine molto umile, riesce a farsi strada molto rapidamente nel panorama politico del tempo (un fatto molto insolito se si pensa che la politica di Roma era gestita quasi completamente da figure appartenenti alle famiglie più illustri e influenti del tempo).
Fin qui nulla di nuovo, sembrerebbe la normale storia di una brillante carriera ambientata nell’epoca classica. Il punto focale è proprio il fatto che il protagonista, riuscendo con una innata abilità, a raggiungere l’apice del potere nel Senato Romano, ha influenzato parecchio le scelte politiche del tempo: pertanto la lettura porta indirettamente a vivere i momenti salienti della Storia che tutti noi conosciamo, da una prospettiva diversa: attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta realmente. IL narratore, Tirone, è stato per svariati anni il segretario personale di Cicerone, così personale a tal punto da conoscerlo molto più della moglie stessa. Pertanto ogni evento è percorso dettagliatamente e si vivono momenti straordinari: la vita in Senato, i rapporti con Pompeo e Crasso, l’ambizione di Cesare, l’intrigo di Catilina, la decadenza della Repubblica ecc… il tutto raccontato, sopratutto, attraverso le emozioni del narratore e del protagonista: non solo si vive la storia come se ci si ritrovasse realmente per le strade di Roma o all’interno del Senato, ma si vivono anche le gioie, le paure, le preoccupazioni di Cicerone; R.Harris in questo è stato eccezionale. Non mancano momenti di tensione nel racconto e leggendoli si viene letteralmente catturati da essi: tutto è imprevedibile, le situazioni si possono capovolgere da un momento all’altro.
Per questi motivi il libro viene vissuto con una sottile e avvolgente “eccitazione”.
Si tratta perciò di una lettura affascinante… scorrevole… emozionante.
Inoltre il racconto è pieno di riferimenti storici molto dettagliati, l’approfondimento in materia dello scrittore si scopre pagina per pagina.
Si viene a conoscenza che sono del protagonista celebri aforismi del tipo “Finchè c’è vita c’è speranza”.

Le uniche pecche, se proprio così si possono definire, sono:

• Una moltitudine estesa di personaggi: essendo una figura di spicco dell’epoca, Cicerone si troverà ad interfacciarsi con tantissimi personaggi; pertanto se dopo molto tempo si dovesse rileggere un nome potrebbe essere necessaria una “ripassata” dei trascorsi, specie se il libro viene letto con molta calma;

• Il “cursus honorum”: la carriera politica dell’epoca è brevemente riassunta nei ruoli di questore, edile, pretore e console, al quale sono affiancate altri figure come i tribuni. Se non si conosce molto l’argomento sarebbe bene informarsi a riguardo (il minimo indispensabile è più che sufficiente)… più che altro per avere in mente la scala gerarchica del potere.

Ritengo che per gli appassionati del romanzo storico, e non solo, questo libro non debba assolutamente mancare nella propria libreria.
Concludo questa recensione con una citazione che mi è piaciuta molto:
“Una casa senza libri è come un corpo senz’anima” (Marco Tullio Cicerone).

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Romanzi storici - Thriller
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Dicatator 2016-10-07 09:19:29 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    07 Ottobre, 2016
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Tirone libero

Ultimo della trilogia su Cicerone, Dictator rappresenta il culmine dei 12 anni di studi che Harris ha dovuto compiere per l'intera trilogia. Come nei romanzi precedenti è sin dall'inizio l'autore mette in chiaro la finzione del romanzo dove le fonti storiche non sono esaurienti. Tuttavia la bravuta dell'autore sta nell'assottigliare il confine proprio tra storia e finzione. Tre anni dal primo al secondo romanzo, sei tra il secondo e quest'uiltmo. E' evidente la stanchezza dell'autore che in alcuni punti affronta gli argomenti in modo molto frettoloso. Naturalmente una trattazione storica ancora più appronfondita avrebbe meritato una eptalogia, ma forse non era questa l'intenzione di Harris.

Come nei precedenti, è Tirone ad accompagnarci in questa biografia. Come Virgilio accompagnò Dante nell'Inferno e nel purgatorio, anch'egli ci accompagna attraverso le vicende che lo vedono prima schiavo - di Cicerone – poi libero.

Ho preferito i precedenti poiché mi hanno appassionato molto le sue battaglie in tribunale contro Verre (Imperium) e Catilina (Conspirata). In quest'ultimo un Cicerone sempre meno combattivo lascia spazio alla sua parte più filosofa che darà sfogo agli scritti di retorica che ormai sono curioso di leggere (o almeno a provarci).

Un degno finale di una trilogia che mi ha appassionato molto. Ho riscoperto il piacere di un periodo storico emozionante reso terrificante della verifiche ed interrogazioni dei professori di turno; per questo motivo eleggo Robert Harris come migliore professore di storia.

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