Narrativa straniera Romanzi storici Gli angeli muoiono delle nostre ferite
 

Gli angeli muoiono delle nostre ferite Gli angeli muoiono delle nostre ferite

Gli angeli muoiono delle nostre ferite

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Yasmina Khadra racconta l'educazione sentimentale di un giovane arabo nell'Algeria degli anni Venti e Trenta. In un'epoca di contrasti in cui la povertà e la disuguaglianza preparano i conflitti futuri. "Mi chiamo Turambo e all'alba verranno a prendermi". Già dalle prime pagine un fatale conto alla rovescia attende il protagonista di questo romanzo. Siamo in Algeria nel 1937, e un ragazzo di 27 anni, arabo e musulmano, è in carcere ad aspettare l'inferno. Nei pensieri e nell'animo di questo giovane intravediamo qual è stata la sua vita, dall'infanzia in una contrada umilissima alla corsa furiosa verso il patibolo. Turambo cresce nell'Algeria coloniale degli anni Venti, e il suo destino sembra condannarlo alla miseria. Ma è bello, forte, passionale, dotato di un raro candore, e attira simpatie immediate. Grazie a questo dono riesce a varcare le porte del mondo francese, abitualmente precluso agli arabi.



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Gli angeli muoiono delle nostre ferite 2015-06-28 06:49:58 mauriziocasamassima
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mauriziocasamassima Opinione inserita da mauriziocasamassima    28 Giugno, 2015
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Un pugno nello stomaco

La lettura di questo libro è un pugno nello stomaco, come quelli che sa assestare Turambo, un pugile diventato adulto tra gli stenti e la povertà di una Algeria alla ricerca della propria identità, della propria libertà. Così questo bambino dolcissimo, curioso, intelligente, cresce nella ricerca di una vita migliore, inseguendo il sogno di diventare campione del mondo di pugilato, e lo sfiora. Ma i due valori di riferimento, le due uniche cose che contano, quelle che rappresentano la risposta ad una vita di stenti e all'orrore della grande guerra, sono per lui l'amore e l'amicizia, che insegue tra il dolore stretto tra i denti e l'utopia di un ring. Tuttavia talvolta i nostri angeli muoiono delle nostre ferite, mentre restiamo intenti a curarle, in attesa di prendere decisioni importanti stringendo le loro mani. E la vita senza angeli è il calvario dell'umanità.
Bellissimo, toccante, unico. Un romanzo da leggere.

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