Narrativa straniera Romanzi storici Il signore della guerra
 

Il signore della guerra Il signore della guerra

Il signore della guerra

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Wessex meridionale, fine del IX secolo. Uhtred di Bebbanburg ha perso tutto: non ha più la sua amatissima moglie. Non ha più le sue terre. Non ha più un re per cui combattere, perché Alfredo il Grande ormai è vecchio, incapace di respingere gli invasori vichinghi e ossessionato dall'idea di convertire il mondo alla fede cristiana. Uhtred di Bebbanburg non ha più nulla per cui vivere, eppure c'è qualcosa che gli impedisce di lasciarsi morire. E' la furia del guerriero. Una furia pagana, nata fra i danesi che lo hanno addestrato all'arte della guerra e coltivata sugli innumerevoli campi di battaglia che ha calcato. Ora la sua furia ha un obiettivo preciso: reclamare Bebbanburg, la fortezza che gli spetta di diritto e che suo zio possiede in spregio alla legge e agli dei. Ora Uhtred combatterà per se stesso e per il suo destino, il destino di un guerriero nato.



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Il signore della guerra 2012-02-12 15:39:25 rondinella
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rondinella Opinione inserita da rondinella    12 Febbraio, 2012
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Un salto nell'Inghilterra sassone

Benvenuti nell'Inghilterra che sarà, la grande isola in mezzo al mare del Nord, dove sassoni, danesi, scoti, celti e altri popoli combattono tra loro cercando di conquistarsi i territori migliori.
Dirigiamoci a sud, nella parte più florida dell'intera Albione, il Wessex, territorio sotto il controllo del re Alfredo, sovrano devotissimo al cristianesimo; un'occhiata rilevante merita questa nuova religione, che dilaga come una piaga, facendo nascere dissidi tra pagani e fedeli; e, in particolare, osserviamo i danesi, che arrivati con le loro navi sull'isola, ingannano il tempo razziando, distruggendo e stringendo ambigue alleanze.
E nel bel mezzo di tutti questi scontri concentriamoci sul personaggio Uhtred di Bebbanburg, signore rimasto senza moglie e senza terre, un uomo che non ha più nulla da perdere.

Cornwell è riuscito a creare un romanzo storico non eccellente ma di quantomeno di buona qualità. Attraverso studi e ricerche, e con l'ausilio di personaggi non totalmente di fantasia, ci fornisce un quadro storico del IX davvero verosimile. Alle vicende belliche, politiche e guerresche affianca parti tipiche del romanzo, amalgamando il tutto senza che ci siano virgole fuori posto.
Lo stile di scrittura non è ricercato, ma attinente ai contesti creati, con un lessico adatto, non difficile, piacevole, anche se a volte si fa un po' pesante, soprattutto nelle descrizioni esaurienti delle battaglie; i personaggi sono delineati distintamente, cercando di rispettare sia le caratteristiche fisiche dei vari popoli sia gli ideali dell'epoca. Le ambientazioni risultano veritiere, così come una buona parte delle vicende, per quanto si possa essere certi di aventi avvenuti più di mille anni fa.

Ho trovato pochi difetti, più che altro nella scorrevolezza della lettura in alcuni punti o di alcuni accadimenti rimasti in sospeso che non si sa come siano andati a finire, ma che comunque non erano fondamentali per la comprensione del testo.
Interessante la nota storica a fine libro.
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Il signore della guerra 2010-12-31 14:37:51 Gondes
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Gondes Opinione inserita da Gondes    31 Dicembre, 2010
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Il signore della guerra

A differenza del precedente lavoto di Cornewell "L'arcere di Azincourt" questo titolo risulta inizialmente un po complicato per l'innumerevole numero di personaggi, con nomi molto simili in quanto facenti perti di una stessa dinastia. Con il passare della pagine però tutto risulta più facile, e prevale la bravura nel saper raccontare degli avvenimenti storici di questo autore. Le ultime 200 pagine sono veramente emozionanti con le geniali strategie di Uhtred di Bebbanburg (il siglore della guerra) e le descizioni delle battaglie.

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