Narrativa straniera Romanzi storici La moglie del colonnello
 

La moglie del colonnello La moglie del colonnello

La moglie del colonnello

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Lapponia, notte. Davanti al caminetto, una donna ripercorre la lunga vita che ha alle spalle: in primo piano la sua lacerante storia d'amore, sullo sfondo oscure pagine di storia della prima metà del Novecento, quelle di una Finlandia schiacciata tra Russia e Germania. Per lei che, bambina negli anni Dieci, ha respirato in famiglia il nazionalismo anticomunista dei «Bianchi» e ha imparato ai campi estivi delle volontarie per la patria la lezione sciovinista e maschilista, il passo per infatuarsi del nazismo è breve. Ed è facile trovarne poi l'incarnazione erotica e sentimentale nel ricco, potente e autoritario Colonnello, molto più grande di lei e conosciuto dal padre in Germania, quando là ci si addestrava in segreto per combattere i russi. Le voci di abusi e stupri che lo accompagnano non la scoraggiano: come una creatura selvaggia delle sue amate paludi lapponi, è felice di abbandonarsi all'ebbrezza d'amore e al proprio naturalistico, vitalistico eros. Ma il lungo fidanzamento sarà solo l'apice euforico di una parabola che dopo il matrimonio inevitabilmente precipiterà. Riportata con la cruda, accurata, spiazzante sincerità di una donna ormai anziana che nella vita ha trovato la sua libertà tanto nella natura quanto nella scrittura, la traiettoria personale si snoda tra figure e fatti storici delle tre guerre finlandesi collegate alla Seconda guerra mondiale: militari, intellettuali germanofili, Himmler e Hitler in persona, gli orrori dei lager e della Polonia occupata del '39.



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La moglie del colonnello 2020-09-10 13:56:22 68
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68 Opinione inserita da 68    10 Settembre, 2020
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Il volto tormentato della vita

Questo romanzo di Rosa Liksom ricostruisce un’ autobiografia immaginaria dando voce alla scrittrice lappone Anniki Kariniemi ( 1913-1984 ), una donna divisa tra l’ amore viscerale per un militare ( il colonnello ) e la passione politica per la propria terra, la Finlandia, ( indipendente dalla Russia dal 1917 ), contesa tra i potenti stati confinanti e scossa, nella prima metà del ‘900, da lotte intestine filogermaniche e anticomuniste.
Una voce che riconsegna la protagonista a se’ stessa dopo un viaggio turbolento, al limite del masochismo, rivissuto da una donna al tramonto, stanca, finalmente rappacificata.
Oggi e’ una scrittrice evasa da uno stato di immobilismo sentimentale, da una prigionia che ne ha pregiudicato il sapore dell’ esistenza, da un reale-ideale solo immaginato ma scosso da violenza, soprusi, da un amore impossibile, da tirannia e ricatti sentimentali rivolti all’ autoannientamento, smarrito ogni riferimento, estraniata da se’ e dagli altri.
Ci sarà un momento di rottura, doloroso e definitivo, un lutto imperdonabile calato in un limbo di attesa, nel cuore della Lapponia, circondata da una natura consolatoria, tra le braccia di un giovane che pare riprodurne il passato, devota alla scrittura e all’ insegnamento, immersa nella cura di parole e racconti.
Nella ricostruzione meticolosa del passato emerge una madre che l’ha cresciuta nella paura, con il desiderio di sfuggirne sguardo e regole, per contro un padre amorevole la cui scomparsa segnerà in lei un vuoto incolmabile e un indirizzo da seguire.
Saranno gli anni giovanili della passione politica, filogermanica e anticomunista, auspicando una figura forte al governo del paese, ma anche di un corpo violato, il desiderio di evadere dal passato sposando un uomo qualunque, un matrimonio finito sul nascere.
Un futuro idealizzato nel nazismo e nel Fuhrer, nell’ incontro con un uomo tutto d’ un pezzo, il colonnello, una passione senza nome e un lungo fidanzamento, nonostante la percezione dell’odio nei muscoli tirati del suo volto, nei suoi discorsi, nel rumore dei suoi passi, nel suo modo di sedersi e di camminare, nella sua irrequietezza, annebbiata dalla certezza di poterlo guarire con il proprio amore.
Un giorno ne sarà la moglie, con annessi e connessi, vivrà un ideale d’ amore, ignara di un avvertimento, una figlia della Finlandia Bianca trasformata in una nazista.
Per lui sarà disposta a morire, a esaudirne i desideri, anche sessuali, ignorando se’ stessa, plasmata e trasformata in quella che egli vuole che sia.
Poi la guerra, l’alleanza finlandese con la Germania, il timore e l’ odio nei confronti di russi ed ebrei, la sconfitta, finalmente il matrimonio, dopo anni di fidanzamento, una coppia che si costruisce il proprio rifugio, che accarezza le foglie, passeggia nei boschi di querce, lei così bella e desiderabile, una donna immatura di quarant’anni che crede ancora nella speranza e nella volontà, sicura della felicità.
Il colonnello sarà percosso da una rabbia indomabile, tormentato, insoddisfatto, deluso dalla guerra, dalla sconfitta, dall’ incubo di un tradimento, in preda a pulsioni inconcepibili, e continuerà ad accanirsi su di lei, vittima designata, coprendola di lividi, odiandone debolezza e sottomissione, fino a farla morire dentro.
E lei, ancora una volta, si immergerà nel mare del perdono ritenendo che, se l’ amore tornasse, e così il rispetto, tutto si sistemerebbe, pensando che lui l’ ami a suo modo e che un amore, pur malato, sia tutto ciò di cui si ha bisogno.
Gli anni la manterranno ancora tra i vivi fino a un momento di non ritorno, sommersa improvvisamente da dolore e depressione.
Il presente e’ cambiato, rigenerato, in parte dimenticato, e la protagonista non si vergogna più di se’ stessa, porta con fierezza il proprio vecchio corpo morente, ha una vita interiore arricchita dall’età, convive con i personaggi dei propri libri, con cani e gatti, così facili da capire.
Vive nel cuore della Lapponia, al sicuro come nella pancia di un luccio, un’ anima pacificata che ogni tanto piange senza motivo, in un estremo atto purificatorio.
“ La moglie del colonnello” è un romanzo toccante, nei temi e nei contenuti, ovattato da una scrittura piana e diretta ma completamente calato nella tormentata storia di uno stato nascente e nella passione inconcepibile di un amore mai nato, la raffigurazione di una vita al femminile così intensa nel proprio desiderio e così amaramente violata, per anni.
Il cuore degli accadimenti diviene il fulcro della propria storia, parti inscindibili, dolorose, un desiderio autopunitivo con radici lontane, e quando ogni cosa è perduta, per sempre, si pensi al frutto più grande di un amore, non c’è possibilità di perdono, di redenzione, di espiazione se non guardandosi dentro, nell’ isolamento, nel silenzio e nell’ascolto, il solo modo per sopravvivere al dolore più grande e ricominciare.




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