Narrativa straniera Romanzi storici La reliquia e la croce
 

La reliquia e la croce La reliquia e la croce

La reliquia e la croce

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Londra, 1587. Sono le mani delicate a tradire le nobili origini della fanciulla: non sarebbe altrimenti riconoscibile il suo corpo, tanto è martoriato. Chi le ha dato la morte si è accanito barbaramente su di lei e sul feto che portava in grembo. Fino a marchiarla con evidenti segni di profanazione: una croce incisa sulla schiena con una lama; un frammento di osso, forse una reliquia, e un crocifisso d’argento introdotti con spudoratezza nelle sue membra.



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La reliquia e la croce 2011-10-10 11:50:53 st_bruno
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    10 Ottobre, 2011
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Peccato non sia stato tanto pubblicizzato!

Non fatevi ingannare dai capitoli iniziali! I personaggi citati, come per esempio la madre a cui è stato scambiato il neonato con un "mostricciattolo", è solo un preambolo per presentare una vicenda ben più intricata del giallo del ritrovamento del cadavere della cugina della regina Elisabetta.
Siamo di fronte ad una storia di spionaggio ai più alti livelli, in un periodo in cui la sovrana, dopo aver deposto la rivale cugina cattolica Maria Stuarda, sta con fatica consolidando il suo regno, minacciato come non mai dagli spagnoli di Filippo I e dalla chiesa di Roma.
In questo contesto, assume particolare importanza la rete di informatori creata dal segretario di sua maestà, il conte di Walsingham (considerato il padre dello spionaggio moderno), con il compito di evitare attacchi sia degli "infiltrati" gesuiti, sia delle navi spagnole, fino a qual momento efficacemente contrastate dal viceammiraglio Drake.
Il protagonista della storia è John Shakespeare, uno dei principali collaboratori di Walsinghm, idealista e uomo di legge in netto contrasto con Topcliffe, uomo e forse amante della regina, che perseguiva gli stessi obiettivi, ma con metodi brutali, come l'uso della tortura.
Ecco quindi che il romanzo diventa una sorta di caccia all'uomo, in cui le prede sono i padri gesuiti mandati dalla Chiesa romana per sostenere e incitare i cattolici inglesi fedeli a Maria Stuarda e i predatori sono costtituiti dagli uomini della regina (possiamo definire Shakespeare un "gatto" e Topcliffe una "belva"). In particolare padre Southwell, accusato a torto di aver ucciso la cugina della regina e nel contempo di essere il sicario inviato dagli Spagnoli ad uccidere il vice ammiraglio Drake.......
Come potete notare da quanto scritto emerge, rispetto alla sinossi, un racconto di molto più ampio respiro, dove buoni e cattivi si trovano in entrambe le parti (cattolici e anglicani), come dimostra la "guerra" personale fra i due servitori della regina, Shakespeare e Topcliffe.
La soluzione al giallo della morte della cugina della regina passa quasi in secondo piano, quasi coperta da un'avvincente narrazione storica molto ben approfondita, (leggete in fondo i riferimenti bibliografici utilizzati dall'autore), in cui potere e ragion di stato prendono il sopravvento e di fatto schiacciano (o meglio annegano) uno stato di diritto ancora debole ed inerme.
La descrizione di Londra di quel periodo è molto ben dettagliata, specialmente quella oltre le mura della città, così come la vita nelle carceri di quell'epoca, dove erano un pugno di monete consegnate ai carcerieri a fare la differenza fra la vita e la morte dei prigionieri.
Molto interessante è anche la descrizione delle caratteristiche della flotta di Drake, che sebbene fosse numericamente inferiore a quella spagnola, aveva una velocità e una potenza di fuoco tale da distruggere le navi nemiche.
Durante la lettura del libro si toccano momenti di altissima tensione emotiva, come nella descrizione della decapitazione di Maria Stuarda, resa ancor più brutale dall'incompetenza del boia e del suo aiutante.
A mio avviso questo libro è superiore, ad approfondimento e a veridicità storica a "Mondo senza fine" di Ken Follet.
Peccato non sia stato così altrettanto bene pubblicizzato!.

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Ken Follet: "mondo senza fine" e "i pilastri della terra"
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