Narrativa straniera Romanzi storici La signora con la lampada
 

La signora con la lampada La signora con la lampada

La signora con la lampada

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Nel 1818, William Nightingale, nipote ed erede del ricco, eccentrico Peter Nightingale, sposa una donna di grande bellezza: Frances Smith, detta Fanny, figlia di un influente membro del Parlamento britannico. Durante il Grand Tour nei luoghi allora prediletti dai giovani ricchi inglesi, la coppia mette al mondo due figlie. Nel 1819 nasce a Napoli Parthenope, la primogenita chiamata così in onore della capitale del Regno delle due Sicilie. Il 12 maggio 1820 viene invece alla luce a villa Colombaia, vicino a Firenze, la secondogenita, battezzata naturalmente Florence. Crescendo le due ragazze rivelano caratteri antitetici come le città di cui portano il nome. La prima, Parthenope, si preoccupa solo di vivere giorno per giorno, in completa fatuità; la seconda, Florence, è invece riflessiva, introversa, tormentata da questioni esistenziali. In un castello al centro del distretto di Matlock, una dimora magnifica, circondata da splendidi giardini e composta da una quindicina di stanze, le due ragazze diventano giovani donne. Florence è la più attraente, agile e snella, con i capelli di un cupo color castano e gli occhi verdi. Nulla sembra predisporla a vivere diversamente da ciò per cui è stata educata: un buon matrimonio, grande ricchezza, un'oasi nel cuore della campagna inglese, rigore e controllo di sé. E quando incontra Richard Milnes, futuro Lord Houghton, un giovane di trentatré anni, figlio unico ed erede di una vasta proprietà nello Yorkshire, il suo destino sembra segnato. Tuttavia, a conferma dell'idea che i grandi uomini e le grandi donne rifiutano il destino al quale sono stati preparati e se ne inventano uno nuovo, intessuto della trama dei loro desideri, Florence declina la proposta di fidanzamento di Richard Milnes e annuncia alla famiglia di volersi dedicare alla cura di malati e indigenti, abbracciando il mestiere di infermiera, un'attività, anzi una necessità degradante allora, buona solo per le donne di infima condizione e indegna di una ragazza perbene.Il 21 ottobre 1854, autorizzata da Sidney Herbert, ministro della difesa, parte con 38 infermiere volontarie per la Turchia e ai primi di novembre giunge a Scutari, quartier generale della spedizione britannica in Crimea, presso Sebastopoli. Durante quell'atroce guerra viene chiamata «la signora della lampada» dai feriti e dai malati che lei assiste con assoluta abnegazione, girando per le corsie dell'ospedale militare con una lampada a petrolio tra le mani. Muore in un giorno del 1910 e il Times scrive che «con Miss Nightingale scompare una delle più grandi eroine della storia britannica». La signora con la lampada è il romanzo della sua vita, il ritratto di una donna eccezionale che ha segnato profondamente la storia del XIX secolo.

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La signora con la lampada 2020-03-22 09:10:11 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    22 Marzo, 2020
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la luce dietro la lampada

Nell’Ottocento la figura dell’infermiera era scarsamente considerata, vi si avvicinavano di solito donne di malaffare, prive di qualsiasi formazione. Florence Nightingale, nata in una famiglia inglese estremamente facoltosa, cresciuta in un ambiente elitario tra incantevoli magioni e viaggi finanziati dal padre, visse con un’unica ostinata missione: aiutare e curare i deboli ed i reietti.

“Curare è un’arte, una delle belle arti. Vorrei dire di più, l’arte più bella”.

Costantemente in contrasto con i genitori che mal vedevano la sua vocazione, Florence con coraggio e testardaggine riuscì a redimere il ruolo, divenendo la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna.
La sua biografia e’ ricostruita in questo romanzo di Gilbert Sinouè attraverso il lavoro di Mr Brink, un americano che la conobbe e ne restò affascinato al punto da volerne scrivere un libro per renderle gloria.
Si tratta quindi di un lavoro di ricerca in cui Brink incontra chi la conobbe, analizzando lettere e documenti (reali) che man mano emergono.
Frammentaria la prima parte del testo, anche a causa di un uso bizzarro delle note, nella seconda metà decolla con la narrazione del servizio prestato dalla Nightingale in Crimea. Concessole il permesso di partire -mossa la famiglia da un impeto di patriottismo-, riuscì a radunare un piccolo esercito di trentotto infermiere volontarie da lei istruite, approdando nell’inferno di Scutari.

“Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”. (Divina Commedia, Inferno, canto III)

La situazione dell’ospedale militare era inenarrabile, la sua opera fu di un valore inestimabile e riuscì a sovvertire le regole, diffondendo il concetto fondamentale di igiene, somministrando pasti caldi ai malati, mitigando la brutalità dei medici militari con l’umanità sua e delle sue infermiere.

Nonostante le incertezze iniziali, Sinouè cuce con la leggerezza della narrativa un racconto arricchito di citazioni di Miss Nightingale e di fonti documentate. Un personaggio accattivante, una storia toccante.

In piena notte, nel delirio delle febbri e tra i miasmi della cancrena che lo stavano consumando, si intravede una figura inginocchiata vicino al soldato in lacrime. Con una mano sorregge la lanterna a petrolio, con l’altra gli sfiora la fronte sussurrando Queste carezze sono da parte della tua mamma.


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