Narrativa straniera Romanzi Arance rosso sangue
 

Arance rosso sangue Arance rosso sangue

Arance rosso sangue

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La trama e le recensioni di Arance rosso sangue, romanzo di John Hawkes edito da Minimum Fax. Con questo romanzo i lettori italiani possono finalmente riscoprire John Hawkes, uno dei grandi maestri del postmoderno americano, dai cui corsi di scrittura sono usciti narratori del calibro di Jeffrey Eugenides e Rick Moody. La storia è ambientata in una contemporaneità sfumata, che assume quasi i contorni del mito, sulla costa di un paese mediterraneo dalla bellezza solare, primitiva e sensuale. Qui si svolge la vicenda di due coppie sposate: Cyril e Fiona, che abitano in una grande villa del posto, legati da un amore profondo ma aperto alla promiscuità, e Hugh e Catherine, che, bloccati nella zona da un imprevisto, vengono ospitati nella villa adiacente. Fra i quattro si crea subito un gioco di complicità: Cyril e Catherine diventano amanti, Fiona tenta apertamente di sedurre Hugh, che prima le resiste e poi cede; ma il gioioso clima di poligamia è percorso da profonde tensioni... Alternando toni lirici e scene di fresca carnalità, momenti idilliaci ed episodi cupi e brutali, Hawkes crea un ritratto anticonvenzionale dell’amore, un romanzo trasgressivo e spiazzante sulle passioni umane.

Autore di opere fortemente sperimentali, John Hawkes è stato uno degli esponenti più originali della narrativa postmoderna del secondo dopoguerra. Sfidando i canoni del realismo (impostazioni verificabili, trame logiche e temi riconoscibili), la sua scrittura utilizza largamente l’irrazionale e l’inconscio per costruire una prosa poetica che affermi il primato dell’arte e dell’immaginazione. La sua opera esplora la natura della finzione estetica, il potere del linguaggio e la forza del paradosso, il ruolo dell’erotismo e dei processi psichici nella vita degli uomini, con un’inconfondibile tonalità narrativa evocatrice delle sensazioni e del ritmo dei sogni.

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Arance rosso sangue 2012-08-14 07:37:32 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    14 Agosto, 2012
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Ménage à quatre

Ambientato in un luogo marittimo della Penisola Balcanica, un paesaggio lambito dal mare che offre all’orizzonte isolotti rocciosi, alle sue spalle aspre colline e piccoli villaggi dagli arcaici templi che spiccano con quell’aura di religiosa decadenza.
Gente semplice dedita alla pastorizia e all’agricoltura e poi l’epicentro del nostro racconto, una grande villa fredda ed in declino divisa in due unita’, a separarle un pergolato.
Un incidente ed un torpedone si inabissa nelle acque di un melmoso canale , ne esce incolume una famiglia con tre figli. Sull’argine una coppia di coniugi ad osservare .
Cyril e Fiona, legati da un amore profondo ma deliberatamente poligami e promiscui.
Hugh e Catherine genitori di tre bambine, due sposi il cui matrimonio temprato e fedele sta scivolando nel baratro della noia. La villa ospitera’ entrambe le coppie, i virtuosi ed i promiscui diventeranno un tutt’uno fino all’inevitabile epilogo.

Un romanzo trasgressivo ed a tratti estremamente sensuale, rischiava di riuscire finalmente a sfamare la mia bucolica ricerca di un libro erotico che non decada nelle rozze e banali descrizioni di sesso omologante ed omologato.
Hawkes - diamogliene atto - sa elaborare e trasmettere Il Fremito, un brivido inverosimile che stuzzica ogni follicolo della tua pelle alla descrizione di un contatto, un gesto, un pensiero.
Scrittura fitta e ricca di vocaboli ed aggettivi, la lettura va affrontata lentamente per non lasciarsi sfuggire nulla di questi meravigliosi accostamenti: “Per lei , lo sapevo, le mie ammonizioni erano come stelle o mezzelune di cioccolato, scure palline di miele.”
Peccato dopo la meta’ diventi per un centinaio di pagine decisamente prolisso, poteva essere perfetto, invece mi ha annoiato per poi fortunatamente risalire di ritmo nel finale. Peccato.
Poco adatto a chi ama la scrittura tradizionale, potrebbe essere un’opportunita’ per chi ha voglia di sperimentare un romanzo di caos erotico e narrativo.

Buona lettura.

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