Attentato Attentato

Attentato

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Epiphane Otos è un uomo afflitto da una bruttezza senza speranza. Cos'altro gli rimane se non venerare una donna i cui tratti sono la perfezione assoluta? Moderna favola dell'amore impossibile, la Bella e la Bestia di Amélie Nothomb sono riscattati da un umorismo spietato che racconta una società attenta solo alle apparenze.



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Attentato 2020-11-10 12:33:27 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    10 Novembre, 2020
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Epiphane Otos

«Ora, uno può pure odiarsi dalla testa ai piedi, ma ciò non toglie che si esiti ad abbandonare il proprio intero involucro. Avevo bene o male abitato quella pelle per vent’anni, questo creava un legame tra me e lei. Se non mi restava più nulla di originario, quel corpo avrebbe potuto considerarsi comunque mio? Eliminare anche uno dei suoi difetti non equivaleva forse alla mia morte? Non ne facevo una questione morale, ma un problema metafisico: fino a che grado di metamorfosi si resta se stessi? La sola certezza che abbiamo di fronte alla morte è la scomparsa dell’involucro carnale. Che siano il bisturi o i vermi a incaricarsene, forse non fa differenza.»

Epiphane Otos, detto Quasimodo per le sue fattezze tanto orripilanti e così in contraddizione e contrapposizione con il suo essere esteta incantato della bellezza più pura e cristallina, è innamorato di Ethel. Conosciuta per caso durante un provino per un film ella è divenuta l’oggetto del suo decantare, della sua bellezza, del suo vivere quotidiano. Amata, desiderata seppur platonicamente, idolatrata: è lei la destinataria di quell’elogio tanto ricco di profetiche parole quanto sentimentale. Ma può una creatura così bella affiancarsi all’uomo più brutto del Creato?
Da qui prende il via una delle più canoniche vicissitudini già note in letteratura e oggetto di cliché in cui tutti per una ragione o per l’altra siamo incappati sin dall’infanzia anche semplicemente con le favole più famose. Eppure, è dietro il paradosso e l’apparente ovvio che si nasconde la non affatto scontata riflessione davanti alla quale ci conduce Amélie Nothomb in quello che è un romanzo che è un elogio alla bellezza, una riflessione su questa e il concetto ampio di bruttezza ma anche sul sentimento, sul cuore, sull’animo, sui legami, sui risvolti che questi possono portare, sulle delusioni, sulle conseguenze. Perché mai Ethel prenderà davvero sul serio i sentimenti del nostro Quasimodo. Lo riterrà essere il suo migliore amico, il suo confidente, colui che come nessuno sa decantarne le qualità ma che al contempo mai prende in considerazione quale possibile compagno. Per partito preso, perché non i conosce il suo amore, per un altro cliché dettato dal fatto che una così bella non può prendere in considerazione uno così orribile? Che sia per qualunque o per nessuna di queste considerazioni, di fatto il lettore è chiamato ad interrogarsi. All’inizio entra all’interno della mente dell’uomo, risente l’impostazione di opere quali Gabriele D’annunzio, riassapora la scuola dell’estetismo e della contemplazione del bello e irraggiungibile, se ne distacca in una seconda fase a cui consegue il desiderio di andare oltre questo dato e di entrare davvero in quello che il retroscena, giunge poi all’esser schiacciato quando poi la bella si innamora dell’altrettanto bello suo simile tanto che sembra che il dogma sia di fatto improcrastinabile, infine, giunge a quella che è l’esternazione del sentimento e infine all’inevitabile epilogo. Perché se è vero che si può attingere a un dono della parola e dell’intelligenza per compensare alla condanna, perché se è vero che nessun amore è impossibile e allora possibile può essere, è altresì altrettanto vero che la ferita lacerante, il dolore della delusione, il disincanto della perdita dell’oggetto amato, portano alla conseguenza più nefasta e all’epilogo più cruente.

«Non è quello che mi colpisce di più. Detesto l’autorità con cui ci vogliono inculcare la norma del bello. Se la bellezza smette di essere soggettiva, non vale più nulla.»

Tante le tematiche che la Nothomb riporta in questo titolo classe 1997 e che per effetto rimandano ad un altro componimento più recente dell’autrice, ovvero “Riccardin dal ciuffo” (Voland 2017) con le dovute differenze del caso. Se anche in questo secondo titolo proposto ella torna a parlarci del concetto di bellezza in antitesi a quello di bruttezza, in “Attentato” si va oltre, si parla questo ma anche di banalità, di superficialità, di cattiveria implicita e spesso spuria, di quotidianità troppo spesso lasciata dilagare.
Il tutto con quell’inconfondibile spirito critico, affilato, violento, ironico, satirico, umoristico ed erudito che è proprio della belga. E badate bene, nulla è lasciato al caso nemmeno lo stesso nome del protagonista.
Un titolo che si legge con rapidità ma che non lascia indifferenti, al contrario. Lo si ultima in poche ore, lo si ricorda per tempo ininterrotto.

«In verità, non fui capace di alcuna riflessione: ci vuole un minimo di vuoto in sé per riuscire a traslocare le idee e a trovar loro un buon posto. Ero troppo pieno. Ignoro quante ore sono rimasto sprofondato in questo pantano interiore.»

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Attentato 2013-02-16 15:42:07 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    16 Febbraio, 2013
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MARGARITAS ANTE PORCOS

“Nessuno dovrebbe essere autorizzato a parlare della bellezza, solo i mostri”.
Cosi’ argomenta platealmente l’uomo piu’ brutto mai nato, Epiphane Otos, detto - guarda caso - Quasimodo. Tanto orripilante quanto esteta ed innamorato della bellezza , nel qui presente libro incarnata dall’angelica madonna Ethel.
Ed ecco nascere un curioso elogio della bellezza da un poco comune elogio della bruttezza.
Perche’ quale modo migliore di fare risplendere ancor di piu’ la belta’ fatale di una donna se non accostandola all’orrore dell’uomo piu’ disgustoso del mondo ?
E l’amore ahhhhh l’amore, che c’e’ di strano se il deforme Epiphane dimostra un portentoso quanto sublime sentimento per la sua deliziosa creatura ? Attingere da un dono per compensare a una condanna…Certo poteva scegliersene una meno attraente, ma lui anela alla bellezza e tutto il mondo e’ paese, no ?
Nessun amore e’ impossibile. Allora e’ possibile ?
No, e’ Amèlie Nothomb, chi la conosce sa cosa intendo .

Bersagli colpiti ed affondati in questo libro gli argomenti della superficialita’ dilagante e della banalita’ dirompente, la polemica di Nothomb e’ sempre inopinabile e narrata con quel suo tratto di inconfondibile cattiveria ibrida, poco femminile e poco maschile - chissa’ da dove le viene - affilata e violenta e allo stesso tempo ironica ed umoristica.
Per chi ama l’autrice un altro pompelmo ben maturo, nutriente e acido al punto giusto da cogliere dal suo prolifico albero e adagiare nel cestino, pronto per essere spremuto fino all’ultima goccia. Buona lettura e attenzione agli occhi, pizzica.

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Attentato 2012-07-24 09:57:15 Ally79
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Ally79 Opinione inserita da Ally79    24 Luglio, 2012
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Pussa via brutto mostro!

La bella e la bestia.
La principessa che bacia il ranocchio.
La racchia che conquista il più figo della scuola.

Uuuuuuuuh e quanta di questa roba ci hanno propinato negli anni!
Perché lo sappiamo no?? Dai su!Ripetiamolo tutti in coro:”QUELLO CHE CONTA E' L'ANIMO DI UNA PERSONA!!!!”
Vero eh?
Verissimo,ma soprattutto politically correct.
Certo. Finché non arriva la Nothomb (che col politically correct ci lava la biancheria)e ci racconta la realtà.
La realtà è che se tu sei un mostro orribile io proprio non ti voglio!
Magari siamo amici.Magari ti voglio bene.Magari mi sei anche simpatico.
Però non ti azzardare a toccarmi che mi fai schifo!
E sai cosa mi fa ancora più schifo?Che tu brutto come sei pretendi che io ti ami per la tua personalità…però al contempo vuoi me che sono figa da far paura!
Ma vatti a cercare una brutta come te e vediamo se hai il coraggio di amarla!

Insomma con la sua solita schiettezza (no,non è cinismo),con il suo linguaggio colto come non mai,con la sua perenne originalità e con la sua solita pazzia,la bella e inquietante Amèlie ci distrugge pezzo pezzo la favola del “non è l’aspetto quello che conta”.
Conta.Eccome se conta.

(Io ad esempio il ranocchio non l’avrei mai baciato.Se ne andasse a concepir girini con qualcun’altra!)

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Attentato 2012-04-11 13:09:41 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    11 Aprile, 2012
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Viva la bruttezza!

Per addentrarmi per la prima volta in vita mia nel mondo di questa scrittrice, ho scelto un libro con un tema a me caro, per quanto il titolo mi rimandasse al terrorismo islamico.
Una sola parola per descriverlo: stupendo!
Prima di tutto tengo a precisare che "Attentato" non è una sbobba piagnona, patetica e sdolcinata, anzi, tutt'altro.
Epiphane, il protagonista, è un uomo bruttissimo "con una faccia che somiglia ad un orecchio, la pelle che gli penzola dalle ossa e il paradiso dell'acne sulle scapole" ma non per questo complessato: il dispiacere che prova per il suo aspetto è praticamente minimo e ne va quasi fiero, adorando vedere le reazioni che lui stesso suscita in ogni persona che incontra il suo volto.
E' tuttavia un uomo molto colto, raffinato, intelligente e riflessivo, sempre con la risposta pronta, spesso sarcastica.
Una persona d'ammirare, insomma, testimoniato anche dal fatto che sarà sempre rispettato, soprattutto nel lavoro che si troverà (che non dico, perchè è talmente scioccante e comico che rovinerei la sorpresa).
Inevitabilmente s'innamorerà di Ethel, un'attrice che lui stesso definisce "la più bella donna del mondo", che lo considera come un fratello e niente più, essendo innamorata di un altro uomo (stupido e arrogante) e il povero Epiphane sarà costretto a soffrire in silenzio facendo buon viso a cattivo gioco... almeno fino alla fine!

Bello, bello, bello. Amelie Nothomb è stata una vera rivelazione per me! Questa mitica donna è riuscita a prendere in prestito un tema molto delicato per farlo sfociare in un misto di satira, comicità e grande cultura, nonchè in una perfetta rappresentazione della società attuale che finalmente qualcuno riesce a mettere a nudo senza tanti preamboli.
Il suo stile è semplice ma incisivo, e lascia profondi segni nell'anima, oltre che essere terribilmente divertente e macabro insieme.
La cosa che più mi ha divertita nel libro è stata la profonda critica di Epiphane nei confronti di Quasimodo, il celeberrimo campanaro gobbo di Notre Dame: tutti lo definiscono buono d'animo, ma secondo lui non è vero, perchè se lo fosse si sarebbe dovuto innamorare di una vecchia brutta e sdentata ma gentile, invece che di una bellissima ma superba zingara, dando in questo modo un buon esempio.
Essendo io grandissima ammiratrice del capolavoro letterario di Victor Hugo, mi sono spanciata dalle risate leggendo quest'osservazione anche se non sono totalmente d'accordo (ma d'altronde, se non prendiamo in giro le cose che ci piacciono di più, non si sopravvive in questo mondo!).
Oppure quando racconta, a seconda delle persone che ha davanti, varie versioni della storia della sua vita, tra cui quella di essere nato dalle feci di sua madre dopo che questa si ubriacò al casinò di Montecarlo.
L'unica cosa che un po' mi ha delusa è il finale che ho trovato molto amaro e inaspettato, soprattutto perchè ha rivelato la vera natura di Ethel che avrei volentieri preso a schiaffi in quel momento.
Però da quanto mi sembra e da quanto ho capito, tutto questo è tipico della Nothomb e se il finale fosse stato diverso molto probabilmente sarebbe caduto nel banale togliendogli un po'della sua bellezza.

In conclusione: questo libro merita davvero tanto e lo consiglio a tutti, sia a chi ama Amelie, sia a chi non ha mai letto niente di lei.
Risate, cultura, sarcasmo e macabro non mancano di certo!

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