Narrativa straniera Romanzi Cabot Wright ci riprova
 

Cabot Wright ci riprova Cabot Wright ci riprova

Cabot Wright ci riprova

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Cabot Wright, giovane impiegato di Wall Street afflitto da fatica cronica, si rivolge a uno pseudo-analista per guarire dalla sua stanchezza. Conseguenza non troppo imprevista della cura è la mutazione di Cabot in stupratore seriale, con più di trecento violenze carnali all'attivo.Cabot è in realtà il protagonista di due romanzi: il primo è quello che Bernie Gladhart, un mezzo fallito venditore di auto usate, decide di scrivere sul grande stupratore, e che la casa editrice Goliath vuole trasformare nel prossimo best-seller; il secondo è quello di James Purdy che, con humour nero swiftiano, narra di come l'industria culturale si voglia impossessare del "caso Cabot Wright": una satira corrosiva del "sogno americano" (Matrimonio! Divertimento! Denaro!), che consacrò Purdy nel 1964 come il più irriverente e spregiudicato scrittore del dopoguerra.Se oggi la true story, il racconto-verità, è diventata una categoria fissa di televisione, stampa ed editoria, quando Cabot Wright ci riprova fu pubblicato, il genere era ai suoi albori, e merito di Purdy è di averne intuito subito le potenzialità mistificatorie. Il vero pericolo per Cabot Wright, infatti, è di essere trasformato in un eroe da romanzo, di essere declassato a fenomeno da baraccone. La sua salvezza sta nella volubilità della moda, che fa passare in secondo piano lo stupro, dietro l'incalzare di nuove e più moderne efferatezze. Nella nota che Purdy ha scritto per questa nuova edizione italiana, lo scrittore americano rincara la dose e, con toni che alla nostra assuefazione suonano apocalittici, lancia i suoi strali contro tutti i media, colpevoli di distruggere il "concetto di realtà", di impoverire il linguaggio, e di seguire in definitiva un precetto degno di P. T. Barnum: "Non dire mai la verità, ogni qualvolta sia possibile raccontare una bugia".



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Cabot Wright ci riprova 2019-06-15 04:47:10 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    15 Giugno, 2019
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Un paese di meduse congelate

Cabot Wright è un tipo davvero strano: “Sembrava… molto Wall Street e molto noioso, nonostante le fitte goccioline di sudore sul labbro superiore: segno sicuro, lo sapeva, di giovinezza e di forza. Erano i capelli rossi, quasi di fiamma nell’ombra, e la bocca, troppo piena per essere quella di un agente di cambio, gli unici segnali frenologici di pericolo.”

È molto ambito da aspiranti scrittori come Bernie Gladhart, o come Zoe che lo incontra in modo rocambolesco (“La sua caduta dal lucernario doveva essergli sembrata una forma di coraggio temerario”), disposti a tutto pur di raccontare la storia del violentatore seriale (“Cabot aveva riconosciuto solo le violenze principali… ma oltre a queste c’erano altre trecentosessanta violenze carnali”) divenuto perfin leggendario (“Cabot Wright adesso leggeva che lo chiamavano l’Anonimo Uomo Nero”): la sua è una storia sicuramente destinata a divenire un caso letterario, salvo smentite dell’ultima ora…

In realtà la narrazione – sempre condotta sul filo del sarcasmo e del surrealismo – si aggancia alla critica feroce dell’America del YMCA, perbenista e ipocrita (“Questo è un paese di meduse congelate…”).

Giudizio finale: satiriaco, priapico, surreale.

Bruno Elpis

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Cabot Wright ci riprova 2013-06-24 10:39:54 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    24 Giugno, 2013
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Princeton editore

"Princeton può fiutare un vero libro e un vero scrittore da lontano e allora si mette subito all'opera per far sì che non si senta più parlare di lui. E' come l'America: si oppone alla qualità"
Se sei un aspirante scrittore e aspiri più agli incassi del best seller che all'immortalità dell'arte, Princeton è l'editore che fa per te. La sua ricetta è semplice. Per prima cosa serve un negro (leggi scrittore mediocre) che abbia l'idea. E in effetti al povero Bernie, spinto dall'ambiziosa moglie è venuta proprio l'idea perfetta: scrivere un libro su Cabot Wright, stupratore seriale. Poi serve il vero scrittore che rimaneggi un po' il materiale, cioè l'intelligente Zoe. A lei Princeton spiega così il suo compito nella stesura dell'opera: "Abbiamo solo bisogno di altri fatti, di particolari e qualcosina di diverso dalla mentalità di Bernie che lui chiama immaginazione".
Peccato però che il soggetto metta tutti in crisi. Il povero Cabot Wright è infatti un particolare tipo di stupratore. Anzi il suo ruolo di stupratore è soprattutto simbolico. In realtà le donne si offrono abbastanza volontarie per il rapporto fisico. Lo stupro ha più che altro il valore di uno "smascheramento". Cabot è come un medium capace di mettere ognuno davanti a uno specchio mostrandogli il suo vero io. Da qui il trauma: chi impazzisce, chi si suicida e non solo le donne ma anche il povero Princeton viene messo in crisi, l'americano che si è fatto da sè (Warby), i vari scrittori che nel tempo si propongono di scrivere la storia e forse anche l'intelligente Zoe che alla fine deciderà di non scrivere il libro pur desiderando farlo.
Il romanzo contiene pagine (bellissime) di critica feroce alla società americana di cui l'editoria è suddita. "Nessun altra nazione ha mai messo una faccia così falsa sopra la maschera umana"
"Oggigiorno il vero orgasmo sessuale ha luogo nel sacchetto dei popcorn del tuo vicino di cinema o davanti al televisore guardando una partita di baseball e masticando hamburger con l'80% di grasso. Ecc..."
E alla fine l'intelligente Zoe arriverà alla inevitabile conclusione:
"Non ho nessuna intenzione di essere uno scrittore in un posto e in un'epoca come questi."

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Consigliato a chi ha letto...
Commedie di Woody Allen
Consigliato in particolare a scrittori, aspiranti scrittori, editori (e a tutti i lettori)
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