Narrativa straniera Romanzi Capitani della spiaggia
 

Capitani della spiaggia Capitani della spiaggia

Capitani della spiaggia

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Joao Grande e Pedro Proiettile, il Professor Bella-Vita, il Gatto e Gamba-Zoppa, il negretto Barandao e la piccola Dora, il Siccità e il Lecca-Lecca sono i membri di una pericolosa banda di ragazzi che infesta il porto di Bahia in un'epoca di oppressione e di rivolta. Sono i bambini delinquenti, i reietti. Molti di loro vengono travolti, ieri come oggi, ma, ricorda Amado, ci sono anche quelli che la fortuna può assistere. E se Dora e Almiro soccombono, se Gamba-Zoppa cerca e trova la morte, se il Siccità si fa cangaçeiro, se il Gatto diventa magnaccia, l'immensa sete di tenerezza e d'amore che mal si nasconde nell'aggressività dei "Capitani" produce anche la vocazione religiosa di Lecca-Lecca, quella artistica del Professore, quella politica di Pedro Proiettile e Barandào, quella marinara di Joao Grande.



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Capitani della spiaggia 2012-12-07 08:59:34 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    07 Dicembre, 2012
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Piccoli uomini crescono.

Bahia terra di sabbia e mare, di musica e colore.
Tra la sabbia ed il mare ci sono anche loro : Joao Grande, Pedro Proiettile, Bella Vita, Lecca Lecca, Gamba Zoppa, Dora. Piccoli figli di nessuno, orfani per malattia o per abbandono.
Nati piccoli uomini, perche’ cio’ che rende un bambino tale e’ l’innocenza . E’ il senso di abbandono che inconsapevolmente ti pervade quando qualcuno si occupa di te. Ma loro all’innocenza non hanno avuto accesso, inselvatichiti dalla strada che non offre cibo, ma insegna come procurarselo.
Mascalzoni, ladri , aggressori e stupratori sono un gruppo di ragazzini uniti, che del nulla di ognuno fanno una famiglia.
Arriva la notte a Bahia, in un vecchio magazzino abbandonato e fatiscente infestato dai topi, eccoli qui, Lecca Lecca inginocchiato a pregare immagini sacre, il Professore a leggere i suoi amati libri al misero lume di un mozzicone di candela, Gamba Zoppa a lottare con i suoi incubi.
Sono piccoli, dormono sotto un tetto di luna.
Imbrogliano e rubano, odiano, accoltellano e vengono arrestati, le bastonate della polizia, le torture fisiche, l’odio per quei reietti sui quali i benestanti sputano disgustati.
Sono piccoli, arriva una giostrina decrepita, le lucine colorate, un organetto suona, i cavallini scoloriti girano. I Capitani della Spiaggia osservano estasiati, tornano ad essere bimbi, negli occhi lucidi di gioia quel gioco e’ come una carezza sul viso, quella musica un bacio della mamma che non hanno mai avuto.

Ambientato nel Brasile degli anni ’30 e scritto nello stesso periodo, la scrittura non e’ scorrevolissima e a tratti ripetitiva. Probabilmente a causa della traduzione della mia vecchia edizione (il mio generoso punteggio sullo stile va al traduttore, non all’autore), spero che in edizioni piu’ recenti si sia fatto un passo avanti. Ma cio’ poco importa poiche’ quel che colpisce in questo libro non e’ tanto la forma della prosa, il suo stile e’ apparentemente distaccato, non trovo che la scrittura di Amado sia sentimentale. L’impatto emotivo e’ oltre la penna, e’ nel cuore. Perche’ Amado ama profondamente Bahia, ed il suo amore trapela da ogni singola parola. E di Bahia ama anche i piu’ poveri, anche i piu’ piccoli, anche i suoi bimbi.
Perche’ nessuno se ne dimentichi. Perche’ purtroppo non c’e’ solo il samba.
Non lo scordero’ mai questo libro, buona lettura.

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