Il guardiano Il guardiano

Il guardiano

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Harry e Michel, in servizio nel garage sotterraneo di un lussuoso condominio, scandiscono giornate sempre uguali tra turni di guardia e giri d'ispezione finché qualcosa di insolito spezza la loro routine: improvvisamente tutti i residenti ― tranne uno ― lasciano il palazzo in gran fretta. Sicuramente in città è successo qualcosa di terribile, forse un'esplosione nucleare, forse un virus, forse addirittura una guerra; ma Harry e Michel non possono saperlo, perché dall'esterno, al di là del blindatissimo cancello d'ingresso che non possono varcare, non arriva nessun rumore. Fuori, un mondo indecifrabile, un «deserto dei Tartari» muto e inquietante; dentro, una fortezza inespugnabile dove Harry e Michel, ligi al dovere, non possono che aspettare gli ordini dell'onnipotente Organizzazione da cui dipendono, ma che sembra essersi dimenticata di loro. Con divertita ironia, Peter Terrin tratteggia i tic dei due protagonisti nella semioscurità claustrofobica del seminterrato deserto: il veterano Harry, così compreso nel suo ruolo da vedere il pericolo anche nell'arrivo del furgone delle provviste, e lo spaesato Michel, maniaco dell'ordine e della pulizia, che fa il bucato, cuoce il pane ed è più attento allo sgocciolio dello sciacquone che al pericolo di un attacco esterno. Come Vladimiro ed Estragone, Harry e Michel aspettano il loro Godot, ma quando finalmente qualcosa succede, con l'arrivo di un terzo guardiano, la paranoia di Harry prende il sopravvento e la situazione precipita. In un crescendo di suspense, Michel si ritrova coinvolto, e i lettori con lui, in una spirale di eventi che mettono a nudo la fragilità di un uomo lasciato solo a decidere il proprio destino quando tutto intorno è incomprensibile.



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Il guardiano 2021-04-01 13:38:56 68
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68 Opinione inserita da 68    01 Aprile, 2021
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Claustrofobica presenza

In una dimensione claustrofobia due guardiani di un palazzo di lusso con il servizio di un albergo a cinque stelle nel cuore di una città senza volto, in cui la notte non è diversa dal giorno, svolgono la propria professione al servizio dei residenti. Ma qualcosa improvvisamente cambia, sovvertito da un oscuro presagio, la città intorno è deserta, buia, silente, le autorità hanno proclamato il coprifuoco, il condominio si svuota, non resta che un solo residente da proteggere.
Che cosa è realmente accaduto? Un virus, una guerra, un disastro nucleare, un attacco atomico, un attentato, non è dato saperlo, si attendono eventi immaginando l’ impossibile.
Michel e Harry sono un’ unità, vivono una convivenza complementare, dipendono l’ uno dall’ altro, lavorano tutto il tempo dormendo cinque ore a notte, sorvegliano il seminterrato evitando domande inutili, in attesa di una promozione, alle dipendenze di un’ Organizzazione senza volto che pianifica un futuro già scritto, una semplice azienda di prodotto che applica il controllo di qualità con degli standard da raggiungere. Potrebbero essere scampati a un pericolo mortale o essere semplicemente immuni, all’ orizzonte una nuova guerra mondiale con un nemico senza volto.
Indossano uniformi spazzolate con cura ogni giorno, sono meticolosi, prudenti, maniacali, osservatori, la loro missione è lì, all’ ingresso, perché le regole sono sacre ed è l’ uniforme che fa il guardiano. Due uomini in un seminterrato a garantire la sicurezza a una élite che nemmeno conoscono, un luogo non luogo dove tutto è costruito affinché gli abitanti non siano costretti a subire la reciproca compagnia.
Un pericolo incombe, ma quale? Forse l’ Organizzazione vuole una prova del loro operato, forse i due non sono sufficienti e per questo è stato allertato un altro guardiano, forse egli non è che una nuova minaccia, o solo una prova per valutare la loro capacità di resistere in una situazione estrema, forse i guardiani devono la loro esistenza a un potenziale pericolo rendendolo reale.
Realtà o finzione, difficile dirlo quando la solitudine incombe, il proprio ruolo ha preso il sopravvento e ciascuno si comporta e si muove seguendo un protocollo. Forse non c’è più nessuno da difendere o semplicemente si sono dimenticati di loro.
La diversità fiuta il pericolo, l’ imprevisto è inammissibile, le armi difendono una costruzione mentale, la paura incombe, cresce, divora, e allora ci si incammina verso l’ alto ( ai piani superiori ) alla ricerca di chi neppure sa della loro esistenza ne’ ha bisogno di essere protetto.
Brandelli di vita, pezzi di un’ umanità disadorna, assente, lontana, che si sfiora per lasciarsi, continuamente, l’ imprevedibile alle porte, è già entrato, non resta che disporre delle proprie forze, disorientati da un caos incomprensibile, un senso di claustrofobia presenza.
Un romanzo che nega l’ umano sentire per riabbracciarlo nella solitudine più estrema, quando a contare è il se’. Un crescendo di suspense in un microcosmo di incertezza, vizi e virtù di un reale dissolto che pone l’ uomo di fronte alle propria fragilità esposta.
Un viaggio psicotico e allucinogeno di un protagonista solo rivolto all’ interiorità, circondato da un reale particolareggiato e minuziosamente disadorno, in attesa di tornare al proprio destino di sempre.

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