Narrativa straniera Romanzi La schiuma dei giorni
 

La schiuma dei giorni La schiuma dei giorni

La schiuma dei giorni

Letteratura straniera

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Colin, giovane parigino agiato quanto annoiato, trova finalmente in Chloe la felicità: è l'amore, il sogno, il viaggio-verso-il-Sud; decide anche di coprire di denaro l'amico del cuore, Chick, ingegnere senza risorse e accanito seguace di Jean Sol Partre, di cui colleziona tutto, suscitando nella fidanzata Alise una crescente avversità per il filosofo. In una Parigi a metà tra la Metropolis di Fritz Lang e il Paese delle meraviglie dell'Alice di Lewis Carroll, i sogni dei quattro (cui va aggiunto almeno il servitore Nicolas, nonché un mondo allucinante, sebbene ancora ingenuo) vanno in frantumi.

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La schiuma dei giorni 2016-12-07 16:26:51 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    07 Dicembre, 2016
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Stordisce e non incanta

Sarà che il surreale non è nelle mie corde e che il concetto di “favola per adulti” mi è sempre sembrato un ossimoro poco convincente, sta di fatto che in questo romanzo la noia la fa da padrona mentre l’autore spinge sul pedale dell’assurdo senza misericordia.
Non sarebbe del tutto impropria una similitudine con i quadri di Chagall, come ha scritto qualcuno, se non fosse per la piega deprimente e l’atmosfera claustrofobica che la narrazione ad un certo punto assume, mentre l’ironia e la satira cedono il passo alla tragedia.
La descrizione di un amore, tratteggiato con grazia nella sua parabola drammatica, riserva qualche passaggio emozionante, e la percezione soggettiva dell’ambiente, antitetica a qualsiasi visione empirica, è riportata con indubbia maestria.
Boris Vian, insomma, sa quel che fa mentre deforma la materia presentandoci una visione caricaturale della realtà, un quadro dalle pennellate accese e fosche e dalle sfumature sulfuree.
Ma il prodotto finale alla lunga stanca e stordisce senza incantare.

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La schiuma dei giorni 2016-07-16 11:37:46 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    16 Luglio, 2016
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Illeggibile e strampalato

Difficilmente stronco un libro ed ancora più difficilmente ne interrompo la lettura, perché, da lettrice penso di avere sempre qualcosa da imparare da qualsiasi autore e penso che un qualsiasi autore, semplicemente anche solo per il fatto di avere scritto un libro, sia stato molto più bravo di me che lo leggo solamente. In questo caso però mi vedo costretta a bocciare del tutto un libro che non ha né capo né coda. Già all’inizio mi sembrava assurdo che raccontasse la storia di giovani, evidentemente ricchi ed annoiati, che passano il tempo fra ricette assurde e passatempi sconclusionati. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivata la giovane donna a redimere il giovane viziato. A partire da questo incontro tutto, se possibile, diventa ancora più assurdo, al punto che, a metà libro, ho chiuso il tutto e sono passata ad altro, perché trovavo la lettura fastidiosa, irritante, veramente indigesta, perchè comunque il tempo di un lettore ha un valore e questo libro non meritava ulteriore tempo.

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La schiuma dei giorni 2015-06-19 10:39:36 Rob89
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Rob89 Opinione inserita da Rob89    19 Giugno, 2015
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Inno alla vita

Vian descrisse ironicamente in modo insipido la vicenda che voleva narrare come la storia d’amore tra Colin e Chloé, lei si ammala, muore e Colin non vivrà a lungo senza di lei. É la narrazione della storia vissuta dai personaggi, ma che rappresenta la vita di ognuno di noi, solo raccontata in modo onirico e fiabesca, elementi surreali e immagini fantastiche si succedono facendo calare il lettore nel mondo dell'autore. Si tratta di una narrazione surreale che, come una qualsiasi fiaba, trae ispirazione dalla realtà per raccontare una storia fantastica da cui il lettore può trarre un insegnamento sulla vita reale.
Colin è un uomo ricco che vive agiatamente senza bisogno di dover lavorare, vive le sue giornate in allegria, tra i piatti preparati dal suo cuoco, ma anche amico e consigliere Nicolas, gli amici Chick, Alise e Isis con i quali va spesso a pattinare. Tutto però cambia quando Colin, alla festa di Isis, conosce lei, la sua anima gemella Chloé. I due si innamorano e nel giro di poche pagine si sposano. Qualcosa però comincia subito ad andare storto, Chloé all'uscita dalla chiesa, comincia a tossire, è l'inizio della sua malattia. Una ninfea sta crescendo dentro il suo polmone destro, Colin tenta di tutto per salvarla e per seguire le cure che il dottor Manducamanica suggerisce: le compra tanti fiori da ricoprirla, il dottore dice che così la ninfea si spaventa e appassisce; va a lavorare, il suo ultimo impiego sarà annunciatore delle sventure, 24ore prima annuncia le cattive notizie alle persone, tutto procede bene, ma un giorno su quella lista c'è il nome che Colin non avrebbe mai voluto leggere, ovvero quello di Chloé.
Questa è stata descritta come la più struggente storia d'amore mai scritta, è vero, ma è anche vero che dietro le righe ci si può leggere la storia di una qualsiasi coppia di innamorati che si trovano a lottare contro un male incurabile. E' anche una storia piena di vita, di colori, musica, tanta musica e gioventù che appassisce solo a contatto con le responsabilità. Allora quale più grande inno alla vita di questo? Godere della vita finché se ne hanno le forze!

ps: consiglio una lettura per approfondire i temi trattati, il tempo e le caratteristiche del romanzo, ad esempio il tipo di linguaggio usato. Vian è poco conosciuto in Italia e forse dipende proprio dalla traduzione del suo linguaggio, chiamato langage/univers, chiamato così perché le parole che utilizza e il loro significato sono inscindibili dalla cultura di partenza, la traduzione in italiano è ben fatta, ma inevitabili sono state numerose perdite di senso. Consiglio infatti a chi conosce la lingua di leggerlo in francese.

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La schiuma dei giorni 2014-12-22 10:50:03 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    22 Dicembre, 2014
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Il tempo

Il romanzo surreale è difficile da capire: non va preso alla lettera, è freddo in un certo senso,porta a ridere magari descrivendo situazioni tragiche, è iperbolico, la realtà è deformata per rendere un'idea. E' fondamentalmente una scrittura astratta. A me è un genere che attira molto. Soprattutto se il surreale si coniuga con il sorriso e con l'ironia, in certe parti e in certi momenti. In questo caso, tutto il romanzo si legge sorridendo per le idee che si susseguono, per le immagini brillanti. Il romanzo si fa più bello andando avanti nella lettura, man mano che la situazione si fa più tragica fino alle pagine finali che sono geniali, veramente, incredibilmente geniali soprattutto il funerale, il colloquio con Gesù in chiesa, il dialogo tra gatto e topo che chiude il libro in modo perfetto. In queste pagine mi pare di riconoscere la sensibilità dell'autore emergere tra le idee balorde prepotentemente e dare un tocco gentile e delicato alla storia. Descrivere la trama di un romanzo surreale non ha molto senso, perciò l'accenno solo. E' una storia d'amore tra due ragazzi appena sposati con la ragazza Chloe che si ammala subito di un male strano e gravissimo. Il disagio per la sofferenza non è reso dai dialoghi, sempre leggeri e brillanti, ma dalla casa che si restringe, dalla luce che non entra più, dai soldi che finiscono. Dalla necessità di comprare fiori.
Chloe potrebbe essere una figura simbolica: l'amore coniugale per cui la sua morte rappresenterebbe la fine di questo amore. Nemmeno i fiori, regalo tradizionale tra innamorati, servono a rianimarla. Bellissimo il funerale ma forse è meglio non raccontarlo per non togliervi il piacere della lettura. E la sofferenza del topo nel vedere la sofferenza altrui è qualcosa di geniale. E' come dire che morto l'amore non sopravvive niente, nulla ha più senso, la religione non ha niente da dire in proposito. Bellissima la figure di ALise che incendia tutte le librerie che vendono Partre dopo che il fidanzato Colin l'ha lasciata perchè preso da Partre. La filosofia che allontana dalla vita e assorbe tutte le risorse di una persona. Ma la cosa più bella è il finale del gatto e del topo.

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Il maestro e Margherita, Malcom di Purdy
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La schiuma dei giorni 2014-10-08 09:25:30 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    08 Ottobre, 2014
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L'Écume des jours

Parigi. Il ricco e annoiato Colin trascorre le sue giornate tra inverosimili ricette culinarie, strimpellando opinabili strumenti di sua invenzione e bighellonando con il suo migliore amico Chick, uno sperperone ingegnere collezionista delle opere di Jean-Sol Partre. E come dargli torto quando l’ambiente in cui si vive non è altro che quello di una città annoiata e atipica in cui l’uomo non lavora perché farlo sarebbe degradante, un luogo dove la superficialità e i vizi sono all’ordine del giorno e regnano sovrani. Fino a quando non incontra Chloé. L’amore prende il sopravvento nella sua quotidiana futilità e nell’arco di pochi giorni i due decidono di sposarsi. Non hanno tempo nemmeno di iniziare godersi il loro status di novelli sposi che la giovane si ammala. Al ritorno infatti dal viaggio di nozze inizia ad avere difficoltà respiratorie, le sue condizioni peggiorano di giorno in giorno, di ora in ora. Un tremendo male si annida nei suoi polmoni e la sta consumando al tempo di una scarica elettrica. Il parigino ha solo una possibilità per salvare la moglie dalla malefica ninfea che si annida nel suo polmone destro: riempire la sua stanza di fiori. E’ l’unica cura per la patologia di Chloé. Tutto cambia, le stanze da faraoniche diventano microscopiche, il tempo sembra scorrere in modo irrefrenabile, la fortuna di Colin si depaupera a ritmi sconcertanti per sopperire alle costose cure della donna e per la prima volta nella sua vita l’uomo deve lavorare per mantenersi. E mentre la rovina si scaglia sulle loro esistenze il mondo circostante perde colore e forma; niente più sole alle finestre, quadri e tappeti dalle tinte accese non esistono più, la stessa casa si deforma e restringe in funzione dell’infelice ed inevitabile destino che li attende.
Un’opera che sembra convivere con in genio di Buñuel e il pennello di Dalì, un romanzo dove l’amore è il fulcro dell’esistenza dell’individuo che tramite il sogno e la follia supera le convenzioni sociali per sentirsi libero dagli schemi: la vecchia favola di loro che si innamorano, vengono stroncati dalla malattia e dove il sopravvissuto cerca di salvare il colpito dalla inevitabile morte perché il loro amore dovrebbe regnare per tutta la vita ed oltre, nel romanzo di Vian non è solo la storia che tutti conosciamo, ma è soprattutto un sogno, una favola, un disegno, un pentagramma. Colin è al tempo stesso serio ed egoista, generoso ed impulsivo. Come non si fa problemi a trattare il cuoco Nicolas “uno di famiglia”, non si fa scrupoli nel prestare denaro a Chick pur consapevole che non riavrà mai il suo prestito a causa dell’ossessione dell’amico e se alla pista di pattinaggio un uomo muore o in generale qualcuno viene ucciso, pace, sono cose che capitano, le loro morti sono indifferenza per Colin. Ma non lo è invece quella di Chloé che è al contrario una inconcepibile tragedia. Un protagonista con mille e più contraddizioni che è emblema di tutte le caratteristiche insite nel genere umano.
Vian, autore di questa novella, nasce nel 1920 e muore a soli 39 anni al cinema mentre stava scrivendo il libro intitolato “Sputerò sulle Vostre Tombe”; la sua è stata un’esistenza caratterizzata dal desiderio di abbracciare tutte le arti, smania che ha trasmutato universalmente nelle sue opere compresa quella in questione. Il suo romanzo è lo specchio dell’amore spasmodico che nutriva per tutto ciò che lo circondava, e con il suo scrivere lo ha reso tanto parole, quanto drammi quanto musica. E’ surrealismo, allegro cinismo, follia.
Classe 1947, “L'Écume des jours”, titolo originale della fantasticheria perché non è possibile definirla in altro modo, è stilisticamente caratterizzato da dialoghi elementari, sintassi ridotta al minimo ma significativamente ricco di un senso tanto profondo e colmo di sfaccettature quanto la sua comprensione. Per poterlo sinceramente apprezzare il lettore deve partire dal presupposto di un mondo crudele inquadrato dall’ottica di un bambino, del male raccontato attraverso immagini trasognate e poetiche. Non è infatti facile relazionarsi con un mondo dove i topi sono in benvenuti, i cocktail sono miscelati da un pianoforte e la porta aperta da un orologio, ma se l’opera può lasciare dubbi al primo acchito ha le capacità di conquistare il cuore in un secondo tempo.

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a chi ha desiderio di leggere qualcosa di diverso ma anche molto surreale. Il lettore che si relaziona a quest'opera deve essere consapevole che l'universo che gli si presenterà davanti sarà ricco di immagini al limite dell'inimmaginabile e dove il senso profondo dell'opera è ovattato da situazioni apparentemente paradossali. Ma esiste e affiora tra le righe...
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