Narrativa straniera Romanzi Le sei reincarnazioni di Ximen Nao
 

Le sei reincarnazioni di Ximen Nao Le sei reincarnazioni di Ximen Nao

Le sei reincarnazioni di Ximen Nao

Letteratura straniera

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Primo gennaio 1950. Ximen Nao è stato giustiziato dai suoi mezzadri alla vigilia della rivoluzione cinese e da due anni vive nel mondo delle tenebre. Sebbene subisca torture e dolorosi supplizi, rifiuta di pentirsi: è convinto di essere stato condannato ingiustamente. Il signore della morte, stufo delle sue lamentele, alla fine gli concede la possibilità di reincarnarsi dove ha vissuto. Ma c'è una cosa che Ximen Nao non sa: prima di tornare nel suo corpo, la notte del 31 dicembre 2000, si dovrà reincarnare in asino, toro, maiale, cane, scimmia. Durante questi cinquant'anni Ximen Nao sarà partecipe degli eventi piccoli e grandi che hanno contribuito a trasformare la Cina.



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Le sei reincarnazioni di Ximen Nao 2016-07-19 07:47:32 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    19 Luglio, 2016
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Difficile vivere, difficile morire

Con il suo incedere tragico e disgraziato, realistico e fortemente satirico, Mo Yan propone piu' di un cinquantennio di storia cinese ripercorrendo gli eventi della riforma agraria, delle comuni popolari, quindi la morte di Mao Zedong e la  piu' recente apertura al capitalismo.
Lo fa attraverso il massiccio e magistrale sviluppo di un personaggio chiave, Ximen Nao, ricco proprietario terriero condannato a morte e destinato a reincarnarsi per ben sei volte.
La vicenda e' tremendamente corposa e guarnita di numerosi personaggi , impareremo sfogliando le pagine ad odiarli o ad amarli, mentre le vite di Ximen Nao si succedono l'una dopo l'altra.
L'asino tanto amato, il toro fedele fino alla morte, il buon maiale guerriero, l'assiduo cane, la piccola scimmia mordace ed infine, purificato da ogni traccia di odio, la rinascita umana.
Il volume e' di mole impegnativa e Mo Yan tratta argomenti di disperato clangore sociale, eppure l'armonia letteraria dispensata tra le pagine imbeve la lettura di grazia ancora piu' iridescente tra tanta miseria, offrendoci pezzi di rara bellezza e figure indimenticabili .
Privo di false speranze che addolciscano l'accanimento del destino, le atrocita' del sistema e la crudelta' insita nell'uomo, la neve bianca e soffice non e' preludio di una fiaba quando la fame ed il freddo smorzano i sogni nel grembo di un bambino vestito di stracci.

Cambia talvolta il soggetto narratore ed il filo temporale non sempre e' lineare, ma quando l'abilita 'dello scrittore e' inattaccabile ogni cavillo si supera scivolando in  bassa marea.
Caustico, epico, amabile, e' stato un compagno di tanti giorni che mi e' spiaciuto salutare e a cui perdono gli ultimi capitoli un po' troppo frettolosi.
Sara' che le  righe, man mano si avvicinano all'epilogo, se ne vanno così, come una caramella al rabarbaro.

Buona lettura.

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Le sei reincarnazioni di Ximen Nao 2014-12-03 08:37:54 Mephixto
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Mephixto Opinione inserita da Mephixto    03 Dicembre, 2014
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Le sei reincarnazioni di Mo Yan

Sei reincarnazioni, sei animali, sei storie, sei periodi storici della seconda metà del novecento cinese, sei punti di vista; un anima sola, un'unica famiglia. Le sei reincarnazioni di Ximen nao, alle quali è condannato da Yama(il signore degli inferi) è un romanzo accattivante che con astuzia Mo Yan usa per denunciare o per meglio dire raccontare la sua verità sul peggio e il meglio di una Cina che in sessant’anni ha subito tante mutazioni e cambiamenti, in termini sociopolitici culturali, da confondere e disorientare anche i suoi stessi abitanti.
Un romanzo che mi ha dato tanto: ha saputo divertirmi parecchio, e commuovermi altrettanto ; ogni reincarnazione che Mo Yan mi proponeva mi regalava nuovo entusiasmo, per una nuova avventura e per una nuova magia. I personaggi fioccano e sono tratteggiati con astuzia e sapienza, i nomi cinesi però non aiutano a tenere il filo, ma il libro è talmente avvincente (nonostante l’epilogo scontato di ogni esistenza proposta) che i nomi ad un certo punto non vi serviranno quasi più, riconosceremo i protagonisti del momento grazie alle peculiarità di ognuno di loro.
Personalmente dubitavo un pochino la tenuta della trama, non certo dello stile. Vivere le sei rincarnazioni animali di un personaggio che cavalca la storia nella pelle di un maiale prima, di un asino dopo ecc. ecc mi sembrava pretenzioso e alla lunga ripetitivo e invece si è rivelata istruttivo, divertente e incantato.
Lo consiglio vivamente e allo stesso modo consiglio anche di avvicinarsi al testo svuotati il più possibile degli stereotipi occidentali riguardo le figure animali, in quanto per esperienza personale potrebbero stridere un pochino. Non è il migliore romanzo di questo scrittore, rimane però un romanzo di altissima qualità e spessore, anche se (per ovvi motivi) può risultare leggero e alle volte politicizzato, ad un lettore poco attento.

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Le sei reincarnazioni di Ximen Nao 2013-08-26 12:37:48 Enrico Bo
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Opinione inserita da Enrico Bo    26 Agosto, 2013

Ispirato ai classici con moderna ironia.

Mo Yan, specialmente dopo il conferimento del Nobel nel 2012, è stato spesso criticato, specialmente in Cina, per non avere preso una posizione critica netta nei confronti del regime. Chi afferma queste cose, ha probabilmente letto con superficialità le sue opere. Questo magnifico libro ne è l'esempio. Nel 1950 un proprietario terriero viene giustiziato per crimini contro il popolo. Ritenendo di aver subito una grossa ingiustizia, lui che si ritiene uomo probo e onesto ottiene dal re degli inferi di reincarnarsi per chiedere giustizia. Ma Yama gli gioca un brutto scherzo. Si dovrà reincarnare per almeno 5 volte in veste di animali diversi, un asino, un maiale, un toro, un cane e una scimmia, prima di stemperare il suo odio e la sua animosità e potersi finalmente reincarnare di nuovo nei panni di un uomo. Così la storia degli animali ripercorre 50 anni di vita politica cinese nelle campagne, dall'epoca delle comuni alle guardie rosse, alla morte di Mao e al seguente esplodere dello sviluppo economico così diverso dagli inizi della rivoluzione. Una storia descritta con un sarcasmo ed una raffinatezza smagliante, vista dagli occhi degli animali che via via si succedono.

Una grande saga familiare dove si seguono i personaggi fino alla loro tragica fine. Ma il romanzo non si legge soltanto come una intricata e splendida storia, condita da tutte le frecciate ad un mondo così particolare come quello del comunismo cinese, pur descritto con l'affetto di chi ha vissuto anche la sua parte eroica e di ingenue convinzioni, assieme ai suoi aspetti più duri e pesanti. Infatti la critica pungente scorre anche nella fase successiva dei nuovi ricchi, che hanno sostituito i vecchi poteri con i nuovi e spesso niente affatto migliori. Lo stile è poi davvero interessante. Segue infatti i canoni della vecchia letteratura cinese con i capitoli scanditi dalle indicazioni delle gesta dei personaggi. Pare di leggere Il sogno della camera rossa in tutto e per tutto. Sarebbe davvero bello conoscere a sufficienza la lingua per poter leggere l'originale e confrontarlo con questo testo classico a cui certamente si ispira. Non manca, oltre alla davvero fantastica visone onirica del racconto, una continua autoironia, con i continui riferimenti a se stesso, personaggio anch'egli del racconto, dipinto come un tipo insopportabile a cui non bisogna dar credito essendo uno spassionato contafrottole. Davvero consigliabile per avere uno spaccato non consueto della moderna letteratura cinese.

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Il sogno della camera rossa
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Le sei reincarnazioni di Ximen Nao 2013-05-28 12:08:18 faithpirate
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faithpirate Opinione inserita da faithpirate    28 Mag, 2013
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La magia di Mo Yan è stata scrivere questo belliss

Un romanzo che racchiude in sè un mix di storia, politica ed immaginazione al 100%.
La letteratura cinese, come in genere quella orientale viene affrontata poco nelle scuole, dunque solo da soli (scusate la ripetizione) si possono cogliere queste chicche che ti rimangono impresse nel cuore e nella mente, ed è un vero peccato perché tutti i lettori dovrebbero conoscere anche questo lato del mondo.

Un lato magico, con delle tradizioni solide ed uno stile di vita del tutto diverso dal nostro. Inoltre da non sottovalutare che questo romanzo narra a livello politico e storico come dicevo prima ciò che segnò la Cina dal 1950 al Natale del 2000, cosa che non assolutamente presa sottogamba, perché si capisce l'orrore e la crudeltà dell'impatto del comunismo di Mao Zedong in Cina.

A livello narrativo è una storia fantastica, che narra di un ricco proprietario terriero di nome Ximen Nao, che viene ucciso ingiustamente per questo neo-ideale neo-comunista e viene spedito alla corte di Re Yama, re degli inferi che ha il potere di reincarnare le persone facendole passare per delle tappe essenziali così che queste possano essere liberate dall'odio e dal rancore che portano verso quelle persone che ingiustamente o sotto comando lo hanno ucciso, dove gli viene concesso di essere reincarnato in un essere umano..ma Re Yama lo frega..
Si reincarna per ben 6 volte prima di tornare ad essere un essere umano ed in tutte le sei reincarnazioni percorriamo la sua crescita interiore e la bellezza dei pensieri di ogni singolo animale che Mo Yan ci descrive, ed essi sono: asino, toro, maiale, cane e scimmia.
Di questi animali abbiamo un pensiero più o meno preciso e qui invece ne leggiamo le peculiarità di ognuno di loro e questo è a dir poco eccezionale.

Lo sfondo della massa nella quale vivono e si sviluppano i personaggi tutti cari a Ximena Nao in quanto parenti, amici e nemici mi ha fatto riflettere perché non mi aspettavo un romanzo del genere quando ho iniziato a leggerlo, e forse è proprio questo effetto sorpresa che rende il romanzo vincente e travolgente.

Che dire anche se sembra un bel mattone, non spaventatevi e leggetelo, tanto vi prenderà talmente tanto che lo finirete in un sol boccone!

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Le sei reincarnazioni di Ximen Nao 2013-03-26 16:21:43 Fioresilson
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Fioresilson Opinione inserita da Fioresilson    26 Marzo, 2013
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Male male

Non vorrei sembrare troppo duro con i voti e spero non mi sommergiate di insulti ma questo e' quello che penso dopo averlo letto:).
Un libro che vuole ripercorrere la storia della Cina attraverso una sorta di favoletta ironica. Il protagonista si reincarna in vari animali prima di tornare uomo e vede lo sviluppo e i cambiamenti della terra in cui ha vissuto nella sua"prima"vita. Il punto e' che risulta a tratti molto noioso e descrive cose di scarsissimo interesse. L'ironia e il modo di scrivere dell'autore a me non son piaciute per nulla. L'ho finito a fatica.
Forse, conoscendomi, ho sbagliato genere ma considerato il prezzo e il fatto che questo ha vinto il nobel mi aspettavo mooooolto di più!

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Le sei reincarnazioni di Ximen Nao 2013-01-09 16:16:13 ciabatta
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Opinione inserita da ciabatta    09 Gennaio, 2013

narrazione a 360°

La trama del libro è apparentemente semplice; il racconto è ambientato in Cina, inizia esattamente il 1 gennaio 1950 e termina esattamente il 31 dicembre 2000, in entrambe le date è celebrata una (ri)nascita del protagonista.
Ximen Nao viene tragicamente condannato a morte per fucilazione durante il periodo dell'espiazione dei proprietari terrieri privati, reo di non aver consegnato i propri averi alla "comune". Poichè egli dà la vita pur di non obbedire alle nuove leggi, non può che morire con il cuore pieno di risentimento.
Giunto al cospetto di re Yama, signore degli inferi, il sovrano decide di reincarnarlo in un asino. Verrà poi reincarnato in un toro, un maiale, un cane ed una scimmia, finchè svanito tutto il risentimento verso il prossimo, si reincarnerà in un uomo.
La nascita e le vicende di questi animali si snodano sempre all'interno delle case o fattorie appartenenti ai discendenti di Ximen Nao e a prendersene cura sarà sempre un appartenente alla sua famiglia. Proprio per questo la Storia viene narrata parallelamente alla storia delle famiglia di Ximen Nao.
Figli, nipoti,zii, fratelli che vivono attraverso l’evoluzione del comunismo cinese.
ecco la ragione per cui mi sento di accostarlo a cent'anni di solitudine, ovviamente questo romanzo non ne raggiunge il livello, ma comunque diciamo ne interseca la linea narrativa.
Attraverso la descrizione e gli occhi di questi animali ripercorriamo un periodo storico importante della Cina, ne vengono definite le contraddizioni e le caratteristiche attraverso la descrizione di una piccola comunità che racchiude dentro di sè un'eterogeneità di pensieri e figure, cariche di sfaccettature volte a rappresentare i tanti volti della Cina.
le descrizioni degli animali sono fatte attraverso una linea demarcante, se l'animale pare innoquo (asino, maiale,scimmia) questo ha l'animo e l'attegiamento aggressivo; se l'animale ha invece fama e aspetto aggressivo (toro e cane)questo in realtà si dimostra molto più tranquillo di ciò che ci si aspetterebbe. altra caratteristica è che tutti gli animali sono fermamente devoti al proprio padrone, legati da un amore vero per essi che non si dissolve mai.
stessa cosa per quanto riguarda gli uomini e le donne di questo romanzo; quelli che presentano tratti estetici terrificanti sono le persone che mantengono nel bene o nel male ferme le proprie idee e seguono maggiormente il loro cuore, portandole avanti anche a costo della solitudine e dell'isolamento . al contrario quelli dall'aspetto più gradevole sono quelli che nel corso dei 50 anni cambieranno spesso opinioni e i loro modi di agire (e pensare se si può dire pensare)saranno guidati da ciò che fa la "massa".
man mano che Ximen Nao muore e si reincarna in un'altro animale appare evidente come l'odio tipico come sentimento umano si affievolisca fino a svanire nell'ultima reincanazione. questo a parer mio poichè lo scrittore vuole allegoricamente indicarci come chiave di lettura che solo i sentimenti puri portano l'animo ad essere libero, non schiavo della società che ci circonda e dall'odio cui essa è permeata.
diciamo comunque che il libro si evolve nella narrazione: inizialmente la descrizione si limita quasi esclusivamente alle avventure degli animali e della comunità di uomini con cui essi hanno a che fare. con il passare delle pagine alla narrazione cruda dei fatti è affiancata sempre più l'analisi delle emozioni e dei sentimenti, finchè questa prende il sopravvento sul resto. Per semplificare, più Ximen Nao reincarnandosi perde "odio" più il narratore si addentra nei sentimenti.
Sinceramente io ho amato la parti in cui viene descritta la vita reincarnata in asino e quella reincarnata in cane, poiché sono risultate per me le parti più intense.
Da asino infatti Ximen Nao è estremamente irascibile, iroso,inquieto, proprio perché risentito con le persone e con agli ideali che hanno posto fine alla sua vita.
Della sua vita da cane, invece, mi ha colpito soprattutto la capacità di cogliere i sentimenti delle persone al suo fianco, giustificandone anche i gesti più crudi nel nome del sentimento.

non aspettatevi comunque un libro dalla narrazione "pulita". in esso vengono utilizzati termini volutamente "rozzi" per demarcare alcune descrizioni crude. esse lo appaiono in maniera ancora maggiore poichè in contrasto le descrizioni degli alberi di albicocco, veramente indimenticabili per la loro bellezza.

credo comunque che la lettura possa essere fatta in due modi:
1 leggendo solo ciò che c'è scritto, leggendo quindi una sorta di "favoletta” per bambini
2 leggendo tra le righe, sotto lo strato delle parole le varie similitudini che vengono fatte, addentrandosi nelle parole, nei fatti descritti e nei sentimenti e a questo punto il libro diviene appunto un'analisi a 360° degli aspetti dell'animo umano e della "Storia" di cui esso è artefice e partecipe.

Unico neo: a volte la presenza di tanti nomi cinesi per noi occidentali può essere causa di confusione. I personaggi secondari sono tanti e i loro nomi a me hanno creato un po’ di confusione vista la loro somiglianza.
Comunque lettura consigliata, non fatevi spaventare dalle 700 pagine.

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cent'anni di solitudine
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