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Calliope, detta Callie e poi Cal, è una bambina come le altre, o così crede, ma un giorno scopre che nel suo Dna si nasconde un gene misterioso che attraversa come una colpa tre generazioni della sua famiglia e ora si manifesta in lei. Callie è colpita da un' eccentricità biologica che fa di lei un raro ermafrodito. Un viaggio travagliato nel cuore di un passato che nasconde segreti del suo destino. Jeffrey ci restituisce un mondo scintillante e drammatico in cui il senso del destino e l'eredità familiare si mescolano e si oppongono alla volontà di essere artefici di se stessi, di dar voce ai propri desideri, alla propria sessualità, ai propri sentimenti.

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Opinioni inserite: 11

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Middlesex 2016-09-06 05:05:57 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    06 Settembre, 2016
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Il viaggio di una mutazione...



Questo libro è un viaggio...
Un viaggio attraverso il tempo, lo spazio...ma soprattutto attraverso il corpo.
Il corpo di Calliope.
Il viaggio di una mutazione genetica del 5° cromosoma, che dalla Grecia d'inizio '900 arriverà in America negli anni '60, sopravvivendo per tre generazioni e portando con sé tutta la storia di una famiglia.
Tutto inizia con Desdemona e Lefty, fratelli (e non solo) che riescono a salvarsi e a scappare dall'incendio di Smirne ad opera dei turchi.
Sarà una nave e una scialuppa di salvataggio la culla del loro amore proibito...e lì si riinventeranno, si racconteranno una storia in grado di legittimare i loro sentimenti e di mettere a tacere (ma mai del tutto) il loro senso di colpa e la paura...
Quel giorno, su quella nave, inizierà anche il viaggio di un gene recessivo che, 60 anni dopo, a Detroit, sceglierà proprio Calliope per manifestarsi.
Cresciuta per 14 anni come "femmina"...affronterà la pubertà con lo sconvolgimento di chi, ignara di quello che realmente accade dentro il suo corpo, non si riconosce nello sviluppo delle sue pari, niente seno, niente ciclo, altezza e magrezza eccessive, attrazione ingiustificata verso "l'Oggetto" dai capelli rossi...
Vive la tempesta emotiva di chi non sa esattamente cosa ci sia di sbagliato in lei, ma percepisce chiaramente che qualcosa non va...
Fino al giorno della scoperta...
Dottori come se piovesse, luminari di genetica che faranno di lei il proprio personale fenomeno da baraccone, e poi la certezza di non voler essere "trasformata" da un bisturi, ma solo dal coraggio di accettare la propria naturale trasformazione in "maschio", in quel maschio che è sempre stata, senza saperlo.
Ma per farlo deve essere sola, lontana da chi l'ha sempre amata come "figlia": ucciderà Calliope davanti allo specchio di un barbiere...e farà nascere "Cal", l'ermafrodita.

"Il mondo esterno era finito. Ovunque fossi andato avrei sempre incontrato me stesso".

Una vita difficile, sempre in bilico fra la voglia di essere un uomo come tutti e l'imbarazzo di dover spiegare alle donne della sua vita chi fosse, cosa fosse...
Una donna mancata, un uomo a metà...una persona.
In questo romanzo non c'è solo la storia di Cal/Calliope, ma c'è "la storia" della sua famiglia, della Grecia, dell'America, di usanze, superstizioni, rapporti familiari...e tanto tanto ancora.

"...per andare avanti bisogna tornare indietro dove si è cominciato".

Eugenides, approfittando della narrazione in prima persona, si diverte un po' a sballottolarci avanti e indietro nel tempo, a suo piacimento, ma lo fa con un coinvolgimento tale (e una sottile ironia di fondo) che glielo perdoni senza pensarci troppo.
Il romanzo inizia con un incipit forte, d'impatto...e la cosa che più mi ha colpito è stato constatare che per ben 600 pagine rimane solido su quel livello, nessun cedimento, nessuna caduta.
E non è facile.
Un romanzo ricco, che t'inghiotte...che ti rapisce dal primo rigo, ma che (almeno su di me ha avuto questo effetto) non riesci a divorare, ti richiede tempo, assimilazione, senza mai essere pesante.
Ma merita tutto il tuo tempo, merita di essere assaporato.

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Middlesex 2016-04-15 06:56:00 Phoenix25
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Phoenix25 Opinione inserita da Phoenix25    15 Aprile, 2016
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Non il solito mattone

I romanzi che attraversano le generazioni non sono tra i miei preferiti perchè spesso li trovo pesanti e molto lenti come ritmo narrativo. Con questo romanzo sono stata smentita (nella seconda parte) in quanto l'autore, nonostante affronti un argomento "delicato", ha una capacità narrativa impalpabile..molto differente dai soliti mattoni.
Non ho apprezzato moltissimo la prima parte del romanzo e ho avuto paura di dover smettere, fortunatamente non l'ho fatto e ho potuto assaporare i pensieri e le inquietudini di Calliope.
Mi è piaciuto anche il modo in cui l'autore io narrante ha descritto e raccontato la sua condizione, senza pietismi nè frasi fatte; errore comune in altrettante storie simili.
Se si sia meritato o no il Pulitzer non spetta a me giudicare, non lo metterei sicuramente tra i miei libri preferiti, ma lo consiglierei sicuramente.

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Middlesex 2016-01-20 10:35:59 Donnie*Darko
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Donnie*Darko Opinione inserita da Donnie*Darko    20 Gennaio, 2016
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In the middle of sex

La storia parte da lontano, dai primi del '900 e da un piccolo villaggio a cavallo tra Grecia e Turchia. L'orrore della guerra si abbatte su quelle lande da sempre pacifiche e dedite ad esistenze semplici, consacrate all'agricoltura, all'allevamento dei bachi e ad atavici rituali.
Un uomo e una donna scappano, sono fratelli, fuggono verso l'America, in barba ad ogni morale si sposano sulla nave che li porta nel Nuovo Mondo e in quella terra lontana troveranno, non senza difficoltà, l'occasione per ripartire e formare una famiglia.
E' da questo momento che comincia la storia di Calliope Stephanides, ormai poco più che quarantenne in un corpo la cui identità sessuale prescelta è caduta su quella maschile, dopo un'adolescenza passata a vivere, vestirsi e comportarsi come una ragazza. Questo perchè Calliope, ora noto come Cal, è un ermafrodita. Un gene birichino ha determinato la sua "anomalia" eliminando ogni banalità dalla sua vita e aumentando il carico di insofferenze e problemi.
Il narrare di Eugenides, ricco di brio e spesso ironia, non è mai patetico, né volutamente strappalacrime, i momenti duri non mancano, ma questo perchè il romanzo abbraccia quasi un secolo di storia dove inevitabilmente i drammi sono parte integrante di ogni esistenza.
Cal inizialmente è mera voce narrante per poi ergersi a protagonista assoluta nell'incalzante racconto della sua adolescenza, si va delle prime cotte alla trasformazione del corpo che non avviene secondo le classiche leggi della natura, la scoperta del sesso fino al rifiuto della propria condizione.
Eugenides non sposa la causa di alcun freak, anzi, descrive l'essenza di un personaggio che nonostante la presunta inconsuetudine è un'ode al normale. Non ci sono mostri, solo una ragazzina prima e un adulto poi, alla ricerca di un posto nel mondo, col desiderio di non essere compatito elemosinando affetto o compassione.
Nonostante la lunghezza del romanzo l'autore dribbla quasi del tutto i momenti di stanca, scegliendo una cifra narrativa molto scorrevole in cui le enfatizzazioni gratuite sono bandite; lo sguardo sulla vita di Calliope/Cal è di quelli in grado di trasportare con entusiasmo il lettore nell'epopea di tre generazioni, dalla Grecia all'America, alla ricerca di una nuova vita, soprattutto della giusta identità. Prima i suoi avi, ora Cal, la costante è sempre la stessa: la ricerca, mentre gli anni passano e l'albero genealogico perde qualche ramo, altri invece crescono, e la storia del mondo corre in avanti con Cal ormai abile a tenerne il passo.

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Middlesex 2014-07-09 15:03:43 Elisabetta.N
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    09 Luglio, 2014
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Un premio Pulitzer meritato

Nonostante il mio fallito tentativo con “Il Cardellino” di Donna Tartt, ho voluto tentare con un altro premio Pulitzer… Non so ancora se il mio sia stato un atto delirante o se invece a spingermi sia stata la volontà di provare che per vincere quel premio non serve solamente riempire un numero spropositato di pagine…

Con Middlesex, mi trovo in una via di mezzo. Pur non avendolo amato alla follia, non l’ho nemmeno odiato.
Ho apprezzato l’evoluzione della storia, la descrizione, attraverso vari punti di vista, di eventi di importanza mondiale che si intrecciano con le sorti dei protagonisti, che sono sì tanti, ma ognuno ha una collocazione ben precisa sia a livello storico che a livello della storia di Cal.

Inizialmente troviamo Desdemona e Lefti e insieme percorriamo la loro giovinezza fino alla loro vecchiaia. Ma non ci sono solo loro, troviamo anche i figli e i figli dei loro figli, tra i quali, finalmente c’è Cal/Calliope.

“Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1970 in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell’agosto 1974, al pronto soccorso di Petoskey nel Michigan”

Beh, che dire di questo incipit? Da solo è riuscito a spingermi a intraprendere questa lettura verso la quale avevo profondi dubbi…

Mi è piaciuto molto lo stile dello scrittore.
Capiva sempre quando era il momento di fare una pausa dalla storia del passato per inserire un episodio del presente più recente. Non tanto, giusto un accenno per ricordarci la fine della storia e staccarci da un passato lontano che magari, aveva bisogno di un periodo di pausa.
Il ritmo del romanzo inoltre, mi ha ricordato quello della narrazione. Fluido sì, ma a volte interrotto da eventi che non si possono tralasciare perché stanno capitando esattamente in quel momento e non possono essere messi in pausa come quelli passati, ormai facenti parte della storia e ai quali si può attingere in qualsiasi momento.

Insomma, questo esperimento mi è stato utile per dimostrare che non contano solamente il numero di pagine per fare di un romanzo un buon libro, ma, a volte, anche la storia ha il suo peso.
Magari può anche non piacere, ma è innegabile che un romanzo così ricco di cultura e di storia si sia meritato il premio Pulitzer.

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Middlesex 2014-05-10 22:04:53 f.ilvi
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f.ilvi Opinione inserita da f.ilvi    11 Mag, 2014
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La scoperta di sè

Per comprendere davvero chi siamo, bisogna ricostruire la storia dei nostri antenati. Da questo presupposto parte il racconto di Cal Stephanides, che ripercorre le vite dei suoi nonni e poi dei suoi genitori per spiegare al lettore da cosa deriva la sua situazione anomala. Cal infatti presenta nel suo patrimonio genetico una rara anomalia che lo ha fatto nascere ermafrodita.
Il libro, all'apparenza pesante da affrontare per la sua mole (610 pagine) in realtà è piuttosto scorrevole, con uno stile leggero e con una trama piacevole. Il fatto che il protagonista esponga le storie di 3 generazioni, non appesantisce, anzi ottiene l'effetto di immergere il lettore nella storia, fornisce gli strumenti necessari per poter capire meglio le sensazioni e i sentimenti di una bambina che, crescendo, scopre di non essere quello che ha sempre pensato e che tutti attorno a lei sono sicuri di vedere.

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Middlesex 2013-08-22 19:26:00 BettiB
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BettiB Opinione inserita da BettiB    22 Agosto, 2013
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Un libro di crescita

E' difficile tracciare una linea omogenea di questo romanzo senza anticipare niente che non possa rovinare una prima lettura. Ho letto commenti inclementi e sinceramente poco carini verso questo libro, e mi chiedo in tutta oggettività come non lo si possa adorare: oltre ad essere una storia collettiva (di società diverse, di un'America che si evolve, della convivenza con chi è diverso) è la storia di una famiglia, attraversata da tre diverse generazioni, è una storia d'amore e di segreti mai svelati. Lo stile è scorrevole, curato, coinvolgente, quasi musicale. Mi sono sentita cullata per tutta la durata del romanzo, e credo sia una prova difficilissima per un autore che decide di pubblicare un libro così corposo (qualcosa come 600 pagine). E' un romanzo di formazione, una storia di crescita e, soprattutto, di scelta: la scelta di un(a) giovane adulto(a) e di ciò che vuole essere.

Qualcuno una volta ha detto: “Non sei altro che la tua storia”. E così Callie/Cal, pragmatico narratore che di sé stesso non dice niente fino agli ultimi capitoli, si racconta attraverso la “sua” storia. “Sua”, ma che comincia molto, molto tempo prima della sua nascita. Comincia in un piccolo paesino greco, minacciato dalla guerra e dai suoi orrori. Desdemona, fantastico personaggio complesso e ricco (una giovane innamorata, una donna tutta d'un pezzo e infine una nonna amorevole e un po' magica) e Lefty sono costretti a scappare da questa minaccia ed intraprendere un faticoso e pericoloso viaggio. Attraverso avventure, persone e sentimenti approdano in America, dove costruiranno insieme una famiglia, una nuova vita, una nuova storia, al passo con un'America che cresce e si evolve, un novecento ricco di cambiamenti, un dipinto yankee realistico e oggettivo. Alla base di questa nuova felicità c'è un intimo segreto, qualcosa di tanto personale che Desdemona sentirà il bisogno di seppellirlo infondo al cuore fino al suo ultimo giorno di vita.

Le generazioni si susseguono, Desdemona diventa mamma e davanti ai nostri occhi vediamo questa giovane donna maturare, impariamo ad affrontare con lei i problemi di crescere un figlio, la preoccupazione di vederlo lontano e poi di vederlo diventare genitore a sua volta. Il punto di vista cambia, Callie smette di riportare le memorie della nonna e prende in mano “il microfono”. Ci racconta della sua infanzia, del razzismo americano, di un'ulteriore crescita della società e del mondo. Diventa adolescente ed è costretta ad affrontare i problemi di ogni suo coetaneo: la scoperta di sé stessi e del proprio corpo, con la sola differenza che Callie scopre, quasi per caso, di essere diversa. Diversa in ogni modo possibile: è un raro ermafrodito e da allora è costretta a vivere come cavia da laboratorio, sotto gli occhi avidi e curiosi dei medici e genetisti.
“Uno scherzo della natura, un gene nascosto nel DNA della sua famiglia da molti, moltissimi anni, che ha deciso di manifestarsi nella sua persona”, così descrive la sua particolarità. Il romanzo si conclude con la scelta personale, sentita, individualistica di Callie/Cal. Chi ha detto che la natura ci debba formare? Siamo noi stessi a creare noi stessi.
Non siamo altro che la nostra storia... e ciò che scegliamo di essere.

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Middlesex 2013-06-26 13:58:01 Nené
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Nené Opinione inserita da Nené    26 Giugno, 2013
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Meravigliosa epopea familiare

Middlesex è una storia di cambiamenti. La storia narrata da Cal(lie) non è solo il racconto di una trasformazione personale (da bambina/ragazza a uomo) ma della trasformazione di una nazione (gli Stati Uniti) e di un popolo (greci in questo caso, ma migranti da ogni paese) nelle varie fasi di adattamento ad una nuova casa e ad un nuovo stile di vita, sia fisico che metaforico.
Un bellissimo affresco dell'america del '900, raccontato attraverso la vita della famiglia Stephanides. In effetti, l'ultima parte del libro, quella piu' "personale" di Cal(lie), è quella che forse mi è piaciuta di meno, mentre ho adorato dalla prima all'ultima riga la storia intricata della sua famiglia e dell'America che cambiava insieme a lei.
Uno dei libri migliori che abbia letto negli ultimi anni, assolutamente consigliato.

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Middlesex 2013-06-21 19:48:01 Giovannino
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Giovannino Opinione inserita da Giovannino    21 Giugno, 2013
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La storia di Call/iope

Mi sono avvicinato a questo libro in maniera un po' scettica, sono onesto, sia per motivo delle tante pagine (606), sia per l'argomento trattato, che pensavo non potesse interessarmi e coinvolgermi più di tanto. Beh, ho completamente sbagliato ogni previsione. Il libro tratta un tema molto complesso che è quello dell'identità sessuale e delle varie discriminazioni che, chi non nasce uomo o donna, è costretto a subire. La storia del nostro protagonista (userò il genere maschile perché alla fine Cal decide di essere Cal e non Callie o Calliope) ci viene raccontata dall'autore in prima persona tramite un unico grande flashback con sporadiche uscite nel contemporaneo, durante le quali Cal ci racconta della sua frequentazione con Julie. L'idea del narratore onnisciente che racconta la storia tramite flashback, a mio avviso, è stato un gran colpo di genio, infatti non solo ci permette di capire chiaramente ogni singolo avvenimento, partendo dal 1920 ad oggi, ma perché lo stesso Cal prende parte al racconto trasmettendo le sue emozioni al lettore, rassicurandolo a volte e altre volte spiegandogli dettagliatamente ogni particolare (capita spesso infatti che il protagonista si rivolga al lettore con "caro lettore" o simili). Nello specifico il romanzo inizia nel primo decennio del 1900, quando i nonni di Cal, Desdemona e Lefty, sono costretti a scappare dalla Grecia a causa della guerra, e decidono di rifugiarsi a Detroit, dove viveva una cugina. Nel corso della traversata oceanica Lefty e Desdemona si sposano. Tutto normale direte voi. Beh, no, non tanto, Desdemona e Lefty sono fratelli. Arrivati in America decidono di dire il loro segreto solo alla loro lontana cugina, per il resto in America tutti non sanno del fatto che sono fratelli. Iniziano così a lavorare, Lefty ma mille lavori diversi, passa dalla Ford al contrabbando di liquori durante al proibizionismo, fino ad aprire un bar (sotterraneo) tutto suo. Nel mentre però, tra un lavoro ed un altro, Desdemona e Lefty, hanno due bambini, Zoe la più grande e Milton, il più piccolo. Desdemona è ossessionata da questi due bambini, in quanto teme che il loro legame impuro possa causare danni genetici ai bambini, fortunatamente però così non è. I due bambini crescono, e Milton stringe un legame, inizialmente d'amicizia ma che poi diventerà altro, con Tessie, figlia della cugina della madre. Milton fa mille lavori, proprio come il padre, alla fine arriverà addirittura ad aprire una catena di ristoranti e a raggiungere finalmente il sogno americano, diventare ricco, cosa che gli permetterà non soltanto di girare in Cadillac, ma addirittura di comprarsi una grande casa in un quartiere residenziale prestigioso che, ironia della sorte, si chiama Middlesex. Middlesex che tradotto liberamente è il "sesso di mezzo" o meglio l'intersesso. Dico ironia della sorte proprio perché dal matrimonio tra Tessie e Milton nascono: Chapter Eleven, fratello maggiore, e Calliope, protagonista del romanzo. Calliope, o in futuro Cal, a causa di un gene recessivo del quinto cromosoma (dovuto ai continui accoppiamenti tra persone con stretti legami sanguigni) è un ermafrodita. Ora non proseguo oltre con il racconto della trama perché credo che questa parte vada letta, sia l'iniziale crescita di Callie come bambina, sia quando Callie si accorge che in realtà non è una bambina come tutte le altre, sia la fuga, la "trasformazione" in Cal e il conseguente ritorno a casa. Non avevo mai letto un romanzo di Eugenides e devo dire che il suo stile è meraviglioso, mai eccessivo nella prosa, sa scrivere e sa essere avvincente e accurato nelle descrizioni senza mai annoiare il lettore. Ottimi specialmente i viaggi interiori che Cal fa alla scoperta di se stesso e delle sue emozioni. Non era facile trattare un tema così delicato come quello dell'ermafroditismo o più in generale dell'identità sessuale, Eugenides riesce invece a farlo con grande intelligenza riuscendo a farci entrare perfettamente mella mente del protagonista ed analizzando ogni sensazione in maniera estremamente limpida, e il tutto si conclude con una frase a mio avviso meravigliosa che dice "Ognuno di noi nasce con geni maschili e femminili, e se il sesso è biologico, il genere è culturale". In tutto ciò, Eugenides riesce anche a farci fare un viaggio interessante nell'America che cambia e si trasforma, iniziando dal 1920, passando per il proibizionismo, arrivando alla crisi del petrolio, fino ai nostri giorni, e non mancano gli eventi storici sempre raccontati in maniera dettagliata e completa. Insomma non è un caso se questo romanzo nel 2003 ha vinto il Pulitzer per la narrativa, sicuramente uno dei migliori autori contemporanei. Applausi.

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Middlesex 2013-05-20 15:27:51 paola
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Opinione inserita da paola    20 Mag, 2013

lo rileggerò per la terza volta

Bel libro, letto due volte circa tre anni fa.
Anch'io come altri lettori ha trovato un pò deludente la parte finale, nella quale il protagonista, Cal, avrebbe dovuto aprirsi un pò, spiegando i suoi stati d'animo.
Probabile che il problema fosse proprio nella sua incapacità di aprirsi, strascico lasciato dal vissuto del protagonista.
Ho trovato interessante nella prima parte l' aver sfiorato lo sterminio dei Curdi da parte dei Turchi, a Smirne,l'ambientazione nell'America del proibizionismo, delle prime fotografie, dei predicatori.
Ciò, come spesso accade mi ha stimolato a cercare ulteriori informazioni.
Molto bello il racconto del vissuto di questa ragazza, ragazzo. Ricordo nel periodo in cui ero studentessa, di aver visto sui testi le foto di queste persone, ermafroditi, senza rendermi conto del significato che poteva avere per loro essere così. Diversi.Incompresi.
Bello comunque, un libro da leggere quasi in un fiato, col dispiacere di doverlo finire, come spesso accade.
Paola

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Middlesex 2012-12-01 14:52:13 kudra276
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kudra276 Opinione inserita da kudra276    01 Dicembre, 2012
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peccato essere arrivati all'ultima pagina

ho amato molto questo libro, mi ha fatto ridere e mi ha fatto piangere, regalandomi ad ogni pagina grandi emozioni.
Gli argomenti trattati sono molto delicati
l'ermafroditismo
e la saga dei popoli costretti ad emigrare con tutte le difficoltà del caso (una grande nazione come gli Stati Uniti che ha accolto tutti ma il prezzo da pagare c'era e della difficoltà di adattamento ad una nuova cultura)

Sono entrambi trattati con grande partecipazione ma allo stesso tempo con leggerezza ed umorismo.

Questo libro ha molto da insegnare a chiunque.

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a chi ha la mente aperta
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Middlesex 2012-05-21 21:17:04 eleonora.
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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    21 Mag, 2012
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cal callie

Le vicissitudini di una famiglia greco-americana che abbraccia tre generazioni e che arriva a "destinazione" con Calliope, la vera protagonista della storia che si svela a noi in punta di piedi solo a metà del libro. Calliope parte da molto indietro raccontando la storia dei suoi nonni per poi passare ai suoi genitori focalizzandosi infine nel periodo adolescenziale dove la necessità di decifrare il suo corpo e la sua anima diventano per lei un tormento necessario per incominciare ad intraprendere una vita adeguata al suo essere ermafrodito. Tre generazioni che si inseguono, che ritornano, che si mischiano aspetti ben delineati dallo scrittore. A mio avviso però proprio nel momento in cui Cal parla di se c'è qualcosa che si perde, tutto avviene troppo velocemente, focalizzandosi solo sul suo periodo di adolescente viene a mancare il percorso che ha fatto per diventare l'adulto che è oggi. L'adulto che trova necessario ripercorre la saga familiare e la sua personale scoperta per poter mettere ordine e vivere accettandosi. Molto spazio alla scoperta, meno all'accettazione, alla comprensione di sé e all'evoluzione, sembra quasi che ad un certo punto, Jeffrey, abbia voluto velocizzare la storia arrivando ad un finale forse un pò banale. Per il mio gusto personale avrei preferito sintetizzare la storia familiare sviluppando di più il percorso avvenuto dopo la scoperta di sentirsi uomo, percorso che viene sottovalutato o volutamente lasciato in mano all'immaginazione del lettore.

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