Narrativa straniera Romanzi Noi che ci vogliamo così bene
 

Noi che ci vogliamo così bene Noi che ci vogliamo così bene

Noi che ci vogliamo così bene

Letteratura straniera

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Ana, Maria, Isabel e Sara si prendono una vacanza da figli, mariti, lavoro e raccontano, si raccontano. E sono storie di resistenza, come quella della combattuta e combattiva Maria; di rinuncia, come quella di Sara che ha escluso di vivere con un uomo; di vuoto di ogni passione, come per Ana; o della schiavitù di marito e figli di Isabel. Ed è la storia anche di un Cile politicamente inquieto, tra la dittatura di Pinochet e la transizione ai tempi moderni. E fra rabbia e ironia, pena e amore, le quattro donne rinvengono quella forza magicamente femminile che le unisce tra loro e alla Storia, e trovano il bandolo della matassa delle loro esistenze nella profezia di una vecchia guaritrice. Il destino era già scritto nelle quattro carte: bastoni, ori, coppe, spade; e se l'avessero ascoltata, si sarebbero potuti risparmiare tante lacrime, molta solitudine, un miscuglio di tranquillanti e alcol, e parecchie altre croci



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Noi che ci vogliamo così bene 2012-12-10 07:46:34 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    10 Dicembre, 2012
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...dolcemente complicate

“Ti immagini Ana, come sarebbe sovversivo che le donne smettessero di desiderare gli uomini?”

Storie di donne, storie di destini che vivono le loro esistenze con sofferenza e determinazione seguendo l’istinto e colmando le loro vite con l’inesauribile bisogno d’amore. Sono 4 donne cilene, Maria, Ana, Sara e Isabel le protagoniste che si vogliono bene e che in un decennio hanno attraversato vicissitudini davvero determinanti per il loro futuro, dalla lotta politica alla condizione di donna ai tempi della dittatura di Pinochet, dall’inserimento nel campo lavorativo alla condizione sociale vigente in quegli anni. Donne inquiete, donne innamorate, illuse e disilluse, dove l’uomo ha una collocazione quasi “cattiva” di uomo innamorato, combattente e passionale. Si trascina così con molta lentezza e pacatezza quasi confusionaria tutta la lettura del libro, con il classico tocco degli scrittori latino americani, che non si risparmiano a sviscerare con calore ed emozione tutte le storie profonde e segrete di queste donne che un po’ ci appartengono per l’intimità del difficile universo femminile.

“Non esiste una vita trasparente, Ana. Ogni donna ha un segreto, pur piccino che sia. Tutte ne hanno almeno uno.”

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Noi che ci vogliamo così bene 2012-05-06 16:00:18 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    06 Mag, 2012
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La forza vitale delle donne

Quattro amiche si ritrovano alla casa sul lago e da questo punto di partenza si dipanano le storie di ognuna di loro, conosciamo le loro vite, le loro paure, i loro rimpianti, i loro segreti, i loro caratteri. Sono più di dieci anni che sono amiche ed ora si ritrovano più grandi, più vecchie, più ferite, più sagge. Perchè la vita delle donne è un gioco tra il pieno e il vuoto. Il lago è testimone di racconti, discussioni, lacrime, risa, con sullo sfondo il Cile, piccolo e povero e politicamente inquieto, e la dittatura di Pinochet. E' estremamente in rilievo il punto di vista femminile, di 4 donne molto diverse tra loro. Con una caratteristica comune: una grande forza vitale.

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Noi che ci vogliamo così bene 2012-01-04 09:25:27 Ally79
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Ally79 Opinione inserita da Ally79    04 Gennaio, 2012
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Universi femminili

Ana,Maria,Isabel,Sara.
Ancora,e forse questa volta come non mai,ci sono le donne al centro di un romanzo della Serrano.
Sono colleghe e amiche,sono in uno dei momenti difficili che la vita dispone e impone e hanno bisogno della vicinanza l’una dell’altra.
Abbandonano figli,mariti,famiglie,amanti e case per concedersi una vacanza insieme,in una luogo isolato,sereno e pieno di vecchi ricordi.
Ed è fuori la veranda,mentre il sole tramonta,con un bicchiere di whisky tra le mani e una boccetta di smalto per le unghie,che partiamo insieme a loro in un viaggio a ritroso nel tempo..e impariamo a conoscerle.
Sara con il suo impegno politico,la sua passione totalizzante,il suo troppo amore verso un leader che la ferirà ripetutamente e dolorosamente.
(”Perché se mi innamoro, perdo ogni dignità.”)
Ana,la solida madre di famiglia,quella che accoglie,che protegge,che con sguardo delicato osserva le amiche per comprendere dov’è che il dolore si cela.
Maria,bellissima,ricca,difficile,nevrotica,arrogante,spaventata e dolorosamente sola.
(“Se d'improvviso sento che mi sto innamorando troppo di uno,mi distraggo nell'amore dell'altro,e la paura passa.”)
Isabel,troppo lavoratrice,troppo madre,troppo moglie,troppo vittima,troppo tutto.

Il racconto scorre in un alternarsi di presente e passato che ci svela come e perché queste donne sono arrivate dove oggi sono.
La Serrano prende un pennello e lentamente,linea dopo linea,colore dopo colore ci disegna la vita delle quattro consentendoci di osservarla in maniera limpida e chiara.
Il suo stile è delicato,introspettivo,psicanalitico,a volte ripetitivo.
Ma ti rilascia una garanzia:se vuoi ascoltare storie che somigliano alla tua devi rifugiarti tra le sue mani.

“Io non sono la protagonista di queste pagine, sempre ammesso che ne esista una. Ci sono solo donne, tanti tipi diversi di donne. Eppure così simili, tutte; abbiamo molto in comune. Potremmo dire che sono qui per raccontare una, due, o tre storie, non importa quante. In fondo, tutte noi abbiamo - più o meno - la stessa storia da raccontare.”

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