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Sotto la parete del Drago Sotto la parete del Drago

Sotto la parete del Drago

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Un romanzo intenso e toccante su che cosa significa affrontare una guerra, su chi muore e chi resta, sull’amarezza della sconfitta e la speranza di un nuovo inizio. È la primavera del 1944 e la guerra sta per finire: Veit Kolbe, giovane soldato tedesco ferito sul fronte russo, trascorre la convalescenza a Mondsee, un paesino di case color caramella all’ombra della parete del Drago. Sua sorella Hilde è morta in tenera età, mentre lui è sopravvissuto ma non si è mai rassegnato alla perdita, e prova un costante senso di smarrimento perché la realtà che conosceva non è più la stessa. A Mondsee incontrerà il Brasiliano, giardiniere che sogna di tornare a Rio, e Margot, che vive con la figlia appena nata in attesa del marito di cui non sa più nulla. Tra Veit e Margot nasce una grande storia d’amore presto offuscata dai drammatici eventi che riporteranno il soldato al fronte.



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Sotto la parete del Drago 2020-09-24 15:44:04 aurorapaglialonga
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aurorapaglialonga Opinione inserita da aurorapaglialonga    24 Settembre, 2020
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Un romanzo toccante e carico di forza vitale

Nel 1944, quando la guerra inizia a rivelare l'esito finale e i soldati sono stanchi di lottare, Veit Kolbe viene ferito sul fronte sovietico e, pur di non trascorrere la convalescenza nella casa di famiglia, dove l'ombra della sorella lo insegue, si stabilisce a Mondsee, in Austria. La sua guarigione è segnata da profondi dolori che segnano il suo animo già turbato dall'esperienza della guerra e le sue giornate sono caratterizzate da attacchi di panico che non accennano a diminuire.

E' grazie a Margot, giovane madre rimasta sola in seguito all'arruolamento del marito, se i giorni ritrovano uno spiraglio di luce ormai perso da tempo. Tra i due nasce una complicità solida, non toccata dal terrore della guerra ancora in corso. La loro storia si intreccia con la figura del Brasiliano, simbolo dell'opposizione al Regime, e Nanni, il cui destino tramuta il romanzo in un giallo avvincente.

E non è tutto: Arno Geiger presenta personalità differenti, che trascinano il peso di una vita tutta da scoprire. Al diario di Veit Kolbe si alternano lettere provenienti da una Germania in distruzione, dal fronte, da un povero ebreo in lotta per la sopravvivenza, personaggi in qualche modo legati tra loro. Con un crescendo di tensione il lettore naviga attraverso la storia, provando empatia per i soldati e i cittadini oppressi dal peso di una guerra che pare non finire mai, e affrontando più di quattrocento pagine con la speranza di salvezza che solo l’amore è in grado di donare.

Geiger si conferma un autore dallo stile autentico, delicato, in grado di toccare i punti fragili del lettore, togliendogli il fiato per la tensione, strappandogli la speranza di cui si era armato, ma regalandogli anche sorrisi di debole felicità e stupore.

Un romanzo che merita di essere affrontato per ripercorrere la guerra dal punto di vista di chi l'ha vissuta, delle vittime e dei carnefici. Un testo che ricorda al lettore gli anni di umanità perduta, ma che gli regala la speranza di ritrovarla nella gioia delle piccole cose.

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Consigliato a chi ha letto...
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L'angelo tacque di Heinrich Boell
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