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In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi
 
In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi 2014-07-15 14:47:31 gracy
Voto medio 
 
2.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
gracy Opinione inserita da gracy    15 Luglio, 2014
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Appuntamento al Gambrinus, portate pop corn e ...

...patatine.

La serie del commissario Ricciardi questa volta è ambientata in un calda e assolata estate napoletana. Il panorama è sempre la Napoli degli anni 30, i personaggi sono gli stessi e la morte rivive in tutte le sue sembianze, carnefici e vittime colpevoli in misura più o meno sovrapponibili, quindi le tinte noir si pastellano tra di loro e si adagiano quasi in tono minore o assenti rispetto all’intreccio che si crea nell’esposizione degli eventi.
Il tono della narrazione appare da subito ovattato e quasi accorato, dilungato nei contenuti e a tratti ammorbante e soporifero, un’esplosione di sentimenti che fanno quasi concorrenza al più sdolcinato e pompato Nicholas Sparks, poco noir e tanto romance inflazionato. Ecco i motivi della mia delusione.

Chi predomina la scena non è il commissario triste e solitario che vede i morti ma sono le donne e la ginecologia:

Livia, elegante e bellissima primadonna del nord che si contraddistingue dalle altre, invidiata, amata e osannata da tutti gli uomini (tranne dal suo amore non corrisposto) che non trova pace malgrado la sua posizione da sirena in mezzo a tanti scorfani.

Lucia, dedita alla famiglia e all’economia domestica che con grande responsabilità e dedizione incarna la moglie ideale.

Rosa, tata riservata, scontrosa e servile domestica di famiglia che lotta tra la vita e la morte, che ruba la scena al commissario Ricciardi, vede più morte lei in tutti i sensi.

Enrica, ecco la vera passione di Ricciardi è completamente trasformata, quasi irriconoscibile, a mio avviso anche poco credibile, la crescita repentina di un personaggio quasi stereotipato che esce dal guscio con prepotente ed holliwoodiana emancipazione.

“Non siamo mai contenti, vero papà caro? Ci manca sempre qualcosa”

Sisinella, Rosinella, Bambinella, Maria Carmela.

…..E la Madonna del Carmine, anche lei protagonista, assieme al suo grande cuore alla mercé di tutti i devoti e i tristi fanatici.

Il cuore di tutti, il cuore che ama, il cuore che soffre, il cuore che rinuncia e il cuore che muore. La commedia e la tragedia umana.
Fiction da intrattenimento adatto a tutti, deboli di cuore inclusi, specie se amate le telenovelas, il capolavoro che decanta la pubblicità è solo uno specchietto per le allodole…

Hanno ucciso l’Uomo Ragno chi sia stato non si sa, forse quelli della mala o forse la pubblicità! Pluff…

I capolavori sono altre cose. Perfetta lettura estiva da ombrellone e a fine lettura niente di nuovo sotto questo sole, ammesso che l’estate 2014 arrivi prima o poi!

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Lettura consigliata
  • no
Consigliato a chi ha letto...
La serie del commissario Ricciardi dello stesso autore
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Commenti

33 risultati - visualizzati 1 - 10 1 2 3 4
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Bel commento Gracy, mi ha fatto sorridere la tua acuta ironia :) Che sia un omaggio (poco riuscito) al mondo femminile da parte di De Giovanni?
P.S. ma come niente estate? è arrivata perfino qui nel profondo nord :P
Ahahaha, hanno ucciso il talento chi sia stato non si sa...
Pochissimo entusiasmo ma tanta grinta nel tuo commento....grande Gracy!
Hai scritto Gambrinus?? ne ho un lontano ricordo estivo, se ci penso troppo tra poco sento anche "odore" di patatine fritte...... Scherzi a parte! Commento diametralmente opposto al precedente Gracy.... Sono curiosissima di leggere la prossima recensione che verrà inserita!
Mi permetto di dissentire. Io l'ho trovato molto profondo, forse meno noir, su questo conocirdo ma, il doppio filone personaggi/storia gialla, questa volta è sublime! Il migliore resta Il Giorno dei Morti ma, questo è tra i miei preferiti! Gusti! =) cmq bella recensione!
Non ho letto ancora questo romanzo ma il tuo commento a tratti sconsolato mi fa temere il peggio. Pubblicare un romanzo all'anno può alla fine portare a risultati modesti. Una pausa di riflessione spesso è la scelta più corretta . Quanti romanzi ha scritto Manzoni ? e Verga ? Tomasi di Lampedusa ?
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Fonta
16 Luglio, 2014
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E quanti ne ha scritti Camilleri i la Christie? Tutto è opinabile...
Non arriva l'estate ma e' un'eterna primavera !!! ( bicchiere mezzo pieno)

Bella mazzata gli hai dato, quando ci vuole ci vuole. Peccato non si riesca a smettere di scrivere quando non si ha piu' niente di consistente da dire.

...avra' atto qualche sgarro a qualche industri di caffe'...
:-)))

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Cristina72
16 Luglio, 2014
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Certi scrittori non riescono a smettere di scrivere e certi lettori non riescono a smettere di leggere ciarpame :-)
In risposta ad un precedente commento
Fonta
16 Luglio, 2014
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Lo hai letto Cristina?
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