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L'uomo del labirinto
 
L'uomo del labirinto 2018-03-25 17:40:15 ornella donna
Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
2.0
ornella donna Opinione inserita da ornella donna    25 Marzo, 2018
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Un libro che non convince

Donato Carrisi, dopo aver firmato bestseller assoluti come Il Suggeritore, Il tribunale delle anime, L’ipotesi del buio, La ragazza nella nebbia, ora firma L’uomo del labirinto.
Un romanzo forte, duro, psicologicamente denso; scritto con una prosa sempre più incalzante, precisa e netta, che coinvolge il lettore in un vortice continuo di sensazioni intense.
Chi è l’uomo del labirinto? E’ un coniglio con due cuori al posto degli occhi! E’ lui che quindici anni prima ha rapito Samantha Andretti, allora tredicenne. Ora viene ritrovata sul ciglio di una strada che vaga senza meta, nuda e con una gamba fratturata. Ha subito soprusi indicibili, è in stato di shock, non ha che ricordi frammentari. Di lei si occupa il dottor Green, un dottore un po’ strano. Lui non cura le vittime, ma cerca di entrare nella loro mente e di comprendere cosa è accaduto. Insegue il mostro, divenuto tale in quanto
“figlio del buio. (…) Nessuno ha compreso che il mostro era penetrato segretamente dentro di lui. Il buio l’ha infettato. Negli anni dell’infanzia, (…) ha nutrito l’ombra che si portava dentro: l’abbandono, l’indifferenza e la violenza sono stati una pericolosa incubatrice per ciò che sarebbe diventato in seguito (..) Il rapitore di Samantha Andretti.”.
Inoltre c’è un altro personaggio chiave: Bruno Genko, investigatore privato, che a causa di una incurabile infezione al cuore, ha i giorni ormai contati. Gli resta poco tempo, e, forse per un ultimo scrupolo di coscienza, vuole occuparsi di quel vecchio caso rimasto insoluto. Lui era stato, infatti, assunto dai genitori della ragazza per ritrovarla. Ma aveva fallito, e ora con le sue ultime forze riscatta un passato sbagliato. Da qui ritroviamo: bambini scomparsi, lugubri case famiglia che allevano futuri mostri, diabolici fumetti anni Quaranta che con uno specchio mutano contenuti, diventando pura e folle pornografia. Il finale chiude a fatica ed è poco comprensibile.
Un dettaglio è particolare: parla della esistenza in Vaticano di un archivio segreto in cui vengono raccolti i peccati che i malvagi raccontano in confessione. Una rivelazione che batte in fantasia qualunque Inferno di dante o Dan Brown che dir si voglia.
Il romanzo mescola, abilmente, più generi: thriller d’azione, giallo psicologico, thriller violento a tinte fosche. Troppi, forse. La narrativa scorre velocemente, i colpi di scena assicurati, ma al termine….. Mah! Spiazzante.

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Per me è un no e basta : fumoso, confuso....
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