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Se ti abbraccio non aver paura
 
Se ti abbraccio non aver paura 2014-09-04 12:37:17 Vincenzo1972
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Vincenzo1972 Opinione inserita da Vincenzo1972    04 Settembre, 2014
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L'importanza di un abbraccio

"Se ti abbraccio non aver paura" è la scritta che Andrea porta sulle sue t-shtirt, ben in evidenza.
Perchè Andrea, ragazzo autistico di 17 anni, non può fare a meno di abbracciare il mondo che lo circonda, anche se il mondo spesso lo ignora o lo teme; Andrea, trascinato da un vento impalpabile in mondi paralleli, in universi che solo lui vede, ha bisogno di aggrapparsi a punti di riferimento stabili per tornare, non solo col corpo ma anche con la mente, tra noi.
Per questo motivo deve abbracciare, toccare, sentire fisicamente le persone che vede e considerarle quindi reali, di questo mondo, del mondo a cui apparteneva sino all'età di 3 anni, prima che iniziasse il suo viaggio.
Il libro racconta questo viaggio... il viaggio che porta chissà dove la mente di Andrea, un viaggio triste fatto di solitudine, in posti che Andrea non vorrebbe visitare perchè gli sono del tutto estranei e perchè non c'è nessun altro con lui... ma quando il vento arriva, Andrea non riesce ad opporsi ed è straziante il suo grido silenzioso di aiuto, il suo desiderio di uscirne e l'impotenza, l'amara constatazione di non potercela fare, da parte sua e di chi lo ama.
Il libro però racconta anche un altro viaggio, quello che Franco - papà di Andrea - ha organizzato per se stesso e per suo figlio, un'avventura on the road in lungo e largo per l'America, con lo stretto necessario per sopravvivere ma senza dimenticare la bacchetta magica di Andrea e l'elastico invisibile con cui mantenersi agganciati, per non perdersi mai.
E questo è un gran viaggio per Andrea, è felice perchè non è solo stavolta, c'è suo padre a condividere con lui il nuovo mondo che gli si presenta dinanzi, a volte ostile, a volte perdutamente immenso, altre volte sfarzosamente luminoso e spesso tragicamente povero.

Non sono molto informato sull'autismo, so che può manifestarsi in diversi modi e 'gradazioni', ma credo sia abbastanza evidente nel racconto di Ervas che alcune manifestazioni della malattia di Andrea (e di conseguenza le azioni correttive del padre) siano state troppo enfatizzate e 'rielaborate'.
Anche il racconto degli ultimi giorni di vacanza in Brasile mi sembra poco realistico.
Tuttavia, è un libro che consiglio perchè, per quanto romanzato possa essere, fa emergere comunque il coraggio e la forza di un padre che ama il figlio più di qualsiasi altra cosa e lotta come può per non lasciarlo solo, un rifugio per tutte le volte in cui l'uragano cerca di trascinarlo via.

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Commenti

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Che bel commento, Vincenzo!
Il libro penso sia toccante dal punto di vista contenutistico, come esperienza di vita.
Il livello letterario, dai difetti che hai evidenziato, dev'essere carente: essere un grande scrittore e' un vertice raramente raggiungibile.
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Vincenzo1972
04 Settembre, 2014
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Grazie Emilio. Confermo la tua intuizione: è un libro che suscita sicuramente sensazioni diverse, dal senso di impotenza di fronte ad un destino che praticamente annulla l'esistenza di un ragazzo sin dalla sua infanzia costringendolo ad una sorta di 'coma cosciente', dalla compassione verso chi deve convivere ogni giorno con un ragazzo autistico sino, perché no, a suscitare anche un pò di invidia per il rapporto di 'simbiosi' che il padre riesce a stabilire col figlio... un rapporto che un padre più 'fortunato' paradossalmente fatica a costruire con un figlio sano.
Peccato che Ervas abbia a mio parere calcato un pò troppo la mano, ai limiti del ... lezioso.
Per quel che ricordo, Vincenzo, il libro non è assolutamente una fantasia, ma il racconto di un viaggio di un genitore e un figlio per venire incontro ai desideri di quest'ultimo. I due sono stati poi protagonisti di una puntata de "Le iene", dove Giulio Golia ha voluto anche lui viaggiare con il ragazzo, per far vedere al pubblico quel che, col libro, si era potuto "solo" leggere.
E' possibile, allora, che il libro sia enfatizzato in alcune parti, ma dovrebbe tuttavia riprodurre situazioni tutte reali.
Ciò nulla toglie alla tua recensione, che a mio parere ben descrive l'atmosfera del libro.
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Vincenzo1972
05 Settembre, 2014
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Sì, ricordi bene, il viaggio è stato realmente vissuto da Franco e Andrea e ho visto anche io quella puntata de "Le iene". Ma, sinceramente, quanto descritto negli ultimi capitoli del libro durante la permanenza in Brasile dei due protagonisti mi sembra troppo 'costruito' e personalmente fatico a credere che sia accaduto veramente. Spero di sbagliarmi, però, e me lo auguro soprattutto per Andrea...
In risposta ad un precedente commento
gracy
12 Settembre, 2014
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Che bel commento! Ho conosciuto tutti e tre al Festival della Letteratura di Mantova di 3 anni fa, inutile soffermarmi sulle emozioni e gli occhi lucidi della platea.
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