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Supernova
 
Supernova 2015-02-14 15:27:08 Mian88
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3.3
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3.0
Contenuto 
 
4.0
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3.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    14 Febbraio, 2015
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Essere sordi per non sentire la morte.

Cos'è l'amore, cos'è la felicità, cosa e chi sono io? Queste sono alcune delle domande che permanano in “Supernova”, ultimo lavoro – e primo per me – , di Isabella Santacroce.
”Dorothy ha appena sedici anni quando la sua vita viene risucchiata in una spirale dalla quale non è facile uscire. Della sua esistenza non ricorda altro che sofferenza. Rimasta incinta di lei poco più che ventenne, sua madre, è stata rinnegata da quella famiglia che condannava il suo gesto peccaminoso per essere relegata e dimenticata da una zia buona ma debole, incapace di contrastare e rettificare un'anima già corrobata dalla vita. Sorte non diversa poteva toccare a quella nipote prova diretta delle colpe della madre. Come sopravvivere, come può questa crescere una figlia? La favola raccontata e la verità brutalmente rivelata ad otto anni con la scoperta della donna nuda nel letto con un uomo sopra. La prostituzione è la soluzione. Ed è così che le giornate della bambina passavano ed ella cresceva. La ricetta prevedeva il lavoro nelle ore diurne della madre e la messa in scena notturna di quella favola, “Il mago di Oz”, che aveva ispirato il suo nome. Ed ora che è adolescente odia gli uomini, tutti, dal primo all'ultimo. Le fanno schifo. E si rammarica perché il suo corpo, le sue movenze, il suo volto sono sempre più simili ai ritratti maschili che femminili.
Quando la diciassettenne Divna compare nella sua vita, ne è attratta, vede in lei una possibilità di salvezza ma poi scopre che questa per mantenersi vende il suo corpo. E' l'allieva prediletta della madre della androgina. Fuggita da una casa piena di odio, violenza e risentimento, vuol guadagnare denaro per diventare una ballerina della Scala, il talento abita in lei, deve solo sopportare un breve periodo di buio. Thomas è invece il figlio del nuovo compagno della madre, Marcello, è timido, introverso e si odia. Lamette e tagli sul proprio corpo sono la sua vita d'uscita. A queste si aggiungono conversazioni con persone sconosciute su un pc amico. Dorothy si rispecchia in Thomas, le loro essenze sono le medesime, lui può essere la sua scappatoia. Ma vuole anche liberare Divna, aiutarla a conseguire il suo sogno di ballare e così, senza rendersene conto, si ritrova nel baratro: entra in un giro di prostituzioni in cui finisce col trascinare prima l'amica ed infine il giovane. Da preservatrice a condannatrice. Colli per il boia. Sullo sfondo, Antonia, bulimica compagna di classe della protagonista. Questo non è altro che un dettaglio, si dice quest'ultima, perché le sue forme ed il suo viso sono sempre più simili a quelle di Kate Moss.
Ma cosa cerca Dorothy, perché si fa del male? Droga. Alcool. Sesso. Sesso. Droga. Alcool. Abbattere la lucidità mentale è essenziale per contrastare il disgusto per se stessi e per quegli uomini che sbavano per ragazzi bambini.
Un padre. Una madre. Questo cerca la protagonista dell'opera. Non ha mai conosciuto la figura maschile di un genitore nella sua breve vita e implicitamente la desidera. Tra uno sballo ed un altro si interroga e si rende conto dell'evidenza di questo dal fatto che in origine odiava quegli uomini che impazzivano per il corpo di sua madre, del suo, di quello di Divna e di Thomas mentre ora ha iniziato a cercare tra essi colui o coloro che in lei vedono semplicemente quello che è: una donna bambina, morta dentro, sola e senza qualcuno che la ami. E questo ci porta al problema della madre perché su di lei Dorothy ha emozioni contrastanti. Non hanno dialogo da quando quest'ultima ha deciso di non interpretare più il mago di Oz, la prostituta non si accorge nemmeno di quando la sua progenie e la sua protetta tornano a casa nel cuore della notte o giorni dopo completamente fatte e sbronze, non le ha mai detto una sola volta “ ti voglio bene”. Si è limitata ad odiarla perché quella figlia sinonimo del rifiuto dei propri genitori non le somiglia minimamente.
Stilisticamente il romanzo è fluente ed incanta il lettore anche se a tratti lo lascia basito, interdetto, senza parole. Ricorda nella sua forma un diario ma è privo di una divisione in giorni, mesi o anche semplicemente capitoli. La punteggiatura è ridotta all'essenzialità questo rende talvolta complesso cogliere i dialoghi. Assistere impotenti alla disfatta totale di quegli adolescenti non è affatto facile. Viene spontaneo chiedersi il “perché” di quella soluzione, di quel finale. Sicuramente una prima risposta è riscontrabile nella famiglia e nel totale disinteresse per quei figli messi al mondo. Una seconda è offerta al contrario dalla società priva di valori in cui i più piccoli stanno crescendo. I protagonisti vendono il loro corpo e sperperano tutto quello che guadagnano tra sostanze illecite, vestiti di marca, computer e telefoni di ultima generazione. La terza la lascio a voi e alla vostra libera interpretazione.
Concludo semplicemente dicendo che se avete voglia di leggere questo scritto non dovete aspettarvi altro che la trasposizione di una realtà cruda ed attuale messa su carta.

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Commenti

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Un'esposizione chiarissima la tua, Maria. Un tema difficile e spinoso, da affrontare con....cautela!
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Mian88
15 Febbraio, 2015
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Grazie Annamaria, ho letto questo romanzo in meno di un giorno ma pagina dopo pagina mi sono ritrovata a saltare dal "no, ma che fanno" al "un'alternativa c'è, cercatela" al "la solitudine è una brutta bestia" a "tutta colpa della società e di genitori che sono in realtà bambini". Ci sono dei tratti oggettivamente pesanti che potevano essere sfoltiti ed altri che fanno riflettere. Nel mio piccolo ho cercato di offrire un quadro se non altro completo..
Molto interessante, non ho letto il libro ma mi sembra di capire che affronti tematiche tanto scottanti quanto tragicamente attuali.
Una società sempre più basata su apparenza e consumismo sfrenato, unita ad una famiglia poco presente o del tutto assente, possono essere una combinazione fatale per un figlio, specialmente nella delicata fase dell' adolescenza.
La terza interpretazione provo a dartela io.
Secondo me società e famiglia sono fondamentali nel fornire o meno un equilibrio, ma altrettanto importante è la predisposizione di ognuno di noi, la genetica con cui siamo nati, il carattere che ci porta a prendere determinate decisioni.
Secondo la mia modesta opinione, per quanto alcune storie siano difficili da accettare anche solo a leggerle in un libro, qualunque sia la situazione che dobbiamo affrontare o le esperienze con cui siamo cresciuti, abbiamo sempre la possibilità di scegliere o meno la parte migliore di noi, di fare la scelta giusta.
In risposta ad un precedente commento
Mian88
16 Febbraio, 2015
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Esatto Riccardo, questo romanzo è quanto di più attuale esista. Il tema trattato non è faciie da affrontare ma l'autrice vi è riuscita alla perfezione. Considera che il romanzo si legge in una giornata ma durante lo scorrere delle pagine per il lettore è inevitabile interrogarsi sugli avvenimenti che si susseguono e la discesa nel baratro di tutti i protagonisti, perfino di Thomas che del gruppo è l'unico consapevole di ciò che sono arrivati a fare per avere del denaro, è il solo che si interroga su quel che sono diventati, sulla durezza di quello a cui si sono autocondannati ed anche se non ne ha la forza manifesta la volontà di smetterla perché quello non è amore e non vale la pena di quel dolore. Vorrebbe tornare indietro a quei giorni originariamente odiati che trascorreva davanti ad un pc con falsi amici che con quelle che credeva gli amori della sau vita.
Concordo con la tua interpretazione anche se ho avuto modo di riscontrare che se il giovane cresce in una famiglia "malata" il suo tronco non potrà mai essere dritto. Potrà tentare di intraprendere una strada diversa ma le possibilità a sua disposizione e le facoltà di decidere per il meglio saranno ben poche e ciò è comprensibile se si pensa che se nessuno gli ha mai offerto un'alternativa questo difficilmente può inquadrarla ed intraprenderla.
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