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Il tempo migliore della nostra vita
 
Il tempo migliore della nostra vita 2015-09-12 22:44:00 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    13 Settembre, 2015
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Dal Campiello 2015

Il tempo migliore della nostra vita di Antonio Scurati è un’opera che fonde storiografia, letteratura e autobiografia familiare. Queste dimensioni si intrecciano intorno alla figura di Leone Ginzburg, il cui profilo biografico, culturale e caratteriale viene delineato – in controluce rispetto al compagno Cesare Pavese detto Cesarito (“A Leone propone di ideare e dirigere le collane editoriali insieme a Pavese, mentre lui, Giulio – ndr: Einaudi -, si occuperà di procurare i fondi necessari e dell’amministrazione”), alla moglie Natalia Levi, al filosofo Benedetto Croce e a tanti altri personaggi dell’epoca – per restituire alla memoria dei nostri giorni un’immagine unica per dignità, impegno e valore.
In questa pagina una sintesi: “Quando nella prima settimana dell’agosto del 1943 Leone Ginzburg torna a essere un uomo libero, ha da sei mesi compiuto trentaquattro anni. Due di questi li ha trascorsi in galera, due e mezzo sotto il regime di sorveglianza speciale, tre al confino e cinque da bambino in esilio da sua madre. Fanno una dozzina d’anni abbondanti che guerre, rivoluzioni e dittature hanno sottratto alla sua vita, libertà e infanzia.
Nonostante questa menomazione Leone è riuscito a dotarsi di una cultura eccellente, a costruirsi la reputazione di uomo integerrimo e d’intellettuale formidabile, a fondare una prestigiosa casa editrice, a combattere ostinatamente il fascismo e a dar vita a una famiglia. Ha tre figli… e una moglie amatissima da cui è teneramente riamato, una donna ammirevole che si cura della famiglia, traduce Proust e manifesta segni inequivocabili di un grande talento letterario.”
I capitoli dedicati a Leone si alternano a quelli che disseppelliscono le radici familiari - brianzole e napoletane - di Antonio Scurati.

Agli appassionati di storia, l’opera riserva una cronaca dell’epoca fascista e della seconda guerra mondiale al ritmo sincopato di date che sono tacche impietose nella sequenza degli eventi bellici, delle violenze, delle aggressioni internazionali e colonialiste, dei bombardamenti, delle persecuzioni razziali e delle deportazioni.
L’incalzare della storiografia si stempera nei capitoli dedicati alle origini familiari di Antonio: lì, la guerra e l’atmosfera del terrore dell’occupazione nazista assumono i toni del ricordo vivo nelle testimonianze dei nonni.

Le molteplici anime dell’opera – quella letteraria, quella storica e quella personale – convergono in un finale che s’immerge nell’aria effervescente e promettente del boom economico: qui la narrazione è più romanzata, ma si mantiene sempre fitta di riferimenti culturali ed evocazioni.

Antonio Scurati combina l’indagine scientifico-letteraria alla qualità narrativa per diffondere, speriamo, l’immagine di un uomo che nella coerenza ideologica e nella serietà degli impegni editoriali, politici e familiari ha concretizzato la propria dimensione intellettuale e umana.
Per connessione d’argomento e come spunto per completare il quadro fornito dal romanzo di Scurati sui rapporti tra Leone-Cesarito-Natalia segnalo a questo link la bella descrizione che la Ginzburg fornisce di Cesare Pavese:
https://ilmestierediscrivere.wordpress.com/2015/08/06/natalia-ginzburg-ritratto-di-cesare-pavese-2/

Bruno Elpis

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Consigliato a chi ha letto...
... Consigliato a chi ama il romanzo storico o il saggio di letteratura
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Commenti

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Complimenti, Bruno. La tua recensione è veramente interessante; per me, un invito alla lettura. La mia titubanza a leggere letteratura italiana contemporanea sta nell''altissima probabilità di imbattermi in testi deludenti, a differenza di opere straniere accuratamente scelte che sono di prim'ordine.
Ciao Bruno, vedo che anche tu hai apprezzato questo romanzo ...
Ho letto stamattina che Scurati ha ottenuto il second posto alla finale del Campiello di ieri sera
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