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La zia marchesa
 
La zia marchesa 2016-05-06 11:56:23 sonia fascendini
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    06 Mag, 2016
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E' bona donna, donna chi non parra

La Sicilia della seconda mettà dell''800 è la protagonista di questo romanzo. Ricca, ma sulla via della decadenza, con un occhio curioso verso le novità che arrivano dal continente ma ancora legata alle sue tradizioni, bramosa di modernità, ma retrograda fino al midollo. Da contorno la fanno le storie di una ricca famiglia e di tutta la varia umanità che la circonda. Il primo personaggio che conosciamo è Amalia Cuffaro, donna venduta dalla suocera ad una ricca famiglia per fare da balia all'ultima nata. Dopo anni trascorsi in simbiosi con Costanza Safamita, la donna torna alla famiglia d'origine e pur di non essere un peso decide di vivere con la nipote inferma in una caverna scavata nella roccia ed accessibile solo da esperti scalatori. Qui ricorda il passato e poco alla volta ci svela la storia della "zia marchesa".
Costanza è rossa di capelli, non amata dalla madre, adorata dal padre, guardata con invidia e sospetto dalle altre aristocratiche, vezzeggiata e protetta dai domestici dei genitori. Cresciuta in un ambiente protetto si trova del tutto impreparata ad affrontre i sentimenti e le relazioni umane. Gestisce invece con abilità le questioni economiche e commerciali. Con abilità salva le apparenza dimostrando obbedienza al marito , ma senza mai eserne succube. Poco alla volta riesce a lacerare il velo di omertà che circonda la sua nascita e i difficili equilibri della sua famiglia di origine e fa una scoperta sconcertante.
Romanzo, che mi è piaciuto nella trama. Storia originale, con un finale inaspettato. Nel complesso. però è difficile da seguire: i personaggi sono parecchi, le parentele complicate da ricordare e spesso si deve tornare indietro per mettere bene a fuoco di chi si sta parlando. Il modo di scrivede della Hornby non sempre è chiaro e scorrevole: parecchi giri di parole, fatti solo accennati e lasciati all'intuizione del lettore, sovrabbondanza di parole

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