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Acciaio
 
Acciaio 2020-06-26 17:50:11 Dalia B.
Voto medio 
 
2.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
Dalia B. Opinione inserita da Dalia B.    26 Giugno, 2020
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Stereotipi a non finire

POTREBBE CONTENERE DEGLI SPOILER
Ho letto questo libro soltanto adesso perché mi è stato consigliato come lettura estiva e, dopo aver finito l'ultima pagina, ho purtroppo pensato che avrei potuto occupare il mio tempo in modo migliore.
Lo stile della Avallone qui sicuramente non è ancora ben definito, trattandosi del suo romanzo d'esordio; la prosa è un po' grezza ma abbastanza piacevole, per lo meno all'inizio, ma non è questo il vero problema del libro.
Come si suol dire, e come è stato detto, c'è davvero tanta, troppa carne al fuoco.
Iniziamo la lettura in modo tutto sommato scorrevole seguendo le vicende di due amiche, Anna e Francesca, ragazzine tredicenni che vivono nelle grandi case popolari di una Piombino fatiscente, dove regnano sovrane la droga, la disoccupazione, la criminalità e l'abbandono scolastico, dove restare incinte da adolescenti è la normalità e (particolare non so quanto verosimile) i bambini fanno la pipì sulle scale. Gli avvenimenti si svolgono nella povera e malfamata via Stalingrado, dove abitano la maggior parte degli operai della vicina acciaieria Lucchini, e le protagoniste (probabilmente create appositamente per risultare antipatiche) vivono una vita normale per due ragazze della loro età, vanno al mare con gli amici, iniziano a scoprire il proprio corpo e la sfera sessuale e sognano un futuro migliore.
A poco a poco una delle due, Francesca, inizia a sviluppare nei confronti della compagna un sentimento che va oltre l'amicizia, e ciò inizialmente ci stupisce e ci fa interessare alla storia, ma il tutto viene troncato brutalmente dallo svolgersi degli avvenimenti. Anna inizialmente pare ricambiare i sentimenti dell'amica, ma ecco che la sua crescita personale viene tagliata davanti ai nostri occhi quando si fidanza con Mattia, letteralmente uno a caso, avvenimento che tra l'altro lede irreparabilmente il rapporto tra le due protagoniste tanto che, da migliori amiche per sempre, arrivano a non parlarsi per più di un anno.
La storia sarebbe stata coinvolgente se improvvisamente non avessero iniziato a sovrapporsi mille avvenimenti, che dovrebbero avere l'acciaio come filo conduttore ma finiscono per risultare stralci buttati al vento e decisamente inconcludenti.

Il secondo grande problema di questo libro, però, sono gli stereotipi: sono ovunque! Ogni singolo personaggio è un'accozzaglia di luoghi comuni, abbiamo il bello, la brutta e sfigata, le belle e inarrivabili (le nostre due protagoniste, appunto), il padre violento, la madre sottomessa e incapace di reagire...
La stessa presunta omosessualità di Francesca è stereotipata, poiché sembra derivare dalla sua disastrosa situazione familiare. Non vi faccio ulteriori spoiler, sappiate solo che la storia finisce per perdersi nei suoi stessi meandri e quando la concluderete vi lascerà con una spiacevole sensazione di amaro in bocca.

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Commenti

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Dalia, io diffido dei consigli di 'letture estive' , perché spesso sottintendono libri che non mi interessano affatto.
Per me ci sono solo libri belli e i rimanenti : un libro bello non ha stagione.
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