Dettagli Recensione

 
Easter parade
 
Easter parade 2013-04-01 08:15:14 Cristina72
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    01 Aprile, 2013
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La Parata di Pasqua

Perché Yates non sembra provare un minimo di pietà per i suoi personaggi?
E' probabile che non ne avesse neanche per se stesso, perpetuamente assetato di alcol, sistematicamente preso a pugni da una vita difficile, fondamentalmente solo.
C'è molto di lui in una delle due sorelle protagoniste del romanzo, mentre Pookie, la loro scomoda madre, ricorda in modo imbarazzante la sua.
The Easter Parade, tradizionale Parata di Pasqua newyorkese, resterà il punto più alto dell'esistenza di Sarah e Tony, giovane coppia che verrà immortalata alla sfilata in una foto del New York Times. L'immagine di perfetta felicità, incorniciata e appesa al muro per anni, somiglierà sempre meno ad una realtà fatta di violenza, umiliazioni e fallimenti - ammesso che abbia mai rappresentato qualcosa di vero.
Sarah, cocca di papà da bambina, poi madre e moglie “felice”, nasconderà sempre dietro un sorriso fatuo e cristallizzato l'inferno domestico che finirà per distruggerla: “E' un matrimonio. Se vuoi restare sposata, impara a sopportare le cose”.
Emily, la sorellina un po' inadeguata, la “povera” Emily, passerà da un uomo all'altro nel suo incolmabile bisogno d'amore, ostentando una sicurezza e un'indipendenza che non ha. Nessuna delle sue relazioni si rivelerà quella giusta: fin dall'inizio, in ognuna di esse si intravede l'inesorabile fine, il vizio di forma con cui prima o poi occorrerà fare i conti.
E i conti non torneranno mai per le sorelle Grimes, zavorrate fin dall'infanzia da una madre ottusa e volgare, rivali nel contendersi l'affetto del padre - altro formidabile perdente.
Chiave di volta del romanzo è la sostanziale incomunicabilità tra i personaggi, chiusi nel loro egoismo, aggrappati a brandelli di felicità, gelosi persino delle loro stesse sofferenze.
Ancora una volta Yates sa dove colpire per fare più male possibile: il sapore aspro della sconfitta si avverte in ogni frase, in ogni singolo aggettivo, buttato là come per caso a smascherare spietatamente ogni illusione.

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Commenti

9 risultati - visualizzati 1 - 9
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Interessante questa recensione, deve essere un libro crudo ma molto coinvolgente...grazie del consiglio Cristina :-)
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JUNE
01 Aprile, 2013
Ultimo aggiornamento:
01 Aprile, 2013
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hai trovato la miglior frase arguta e chiave per il romanzo "gelosi persino delle loro stesse sofferenze. "
In risposta ad un precedente commento
petra
01 Aprile, 2013
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Un'analisi profonda e interessante, grazie! Aggiungo alla wish list.
A me non attira per niente il titolo, pero' lascio ugualmente un commentino perche' la recensione e' proprio ben fatta.
Ciao Cristina, buona Pasquetta :-)
Bella recensione Cristina. Hai dato una vivida istantanea del libro.
Perfetta!! come sempre
Grazie a tutti!
@Cub: il titolo è perfetto, credimi :-)
"Perché Yates non sembra provare un minimo di pietà per i suoi personaggi?
E' probabile che non ne avesse neanche per se stesso, perpetuamente assetato di alcol, sistematicamente preso a pugni da una vita difficile, fondamentalmente solo."

E' proprio questa riflessione introduttiva che rende, profondamente, obiettiva tutta la recensione.
Bravissima Cristina!
In risposta ad un precedente commento
Cristina72
02 Aprile, 2013
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Grazie Stefano! Do sempre un'occhiata alla vita dei miei scrittori preferiti, per capire meglio le loro opere.
9 risultati - visualizzati 1 - 9

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