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Il grande Gatsby
 
Il grande Gatsby 2013-05-23 17:23:26 Mephixto
Voto medio 
 
2.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
Mephixto Opinione inserita da Mephixto    23 Mag, 2013
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Manca il Gangster

Gli anni 20, gli anni del proibizionismo, gli anni dei finti moralismi, gli anni del foxtrot del Charleston, dei balli, gli anni che precedono la grande crisi, gli anni delle auto di lusso che sfrecciano su strade dissestate progettate più per i cavalli con al traino le carrozze che non per le lussuose auto. Gli anni delle prime tecnologie, il Jazz, il contrabbando, e gli anni del Cinema delle guerre tra bande di Gangster che a dirla tutta mancano assolutamente. Ecco scordateveli perchè tutto questo non c'è non si respira o meglio c'è ma è solo accennato, se uno pensa di fare un salto negli anni ruggenti si sbaglia. E alla grandissima.
Questo romanzo tratta tutto questo in modo marginale, se non per un solo fattore, la superficialità che trasuda nei personaggi, nelle loro feste, e nei lustrini, un romanzo che è solo una storia d'amore tormentata, tragica, ma nemmeno poi tanto.
L'unico valore di questo romanzo sta nella bravura e nella contemporaneità del suo scrittore, nella sua capacità di renderlo cinematografico, perchè l'ho letto ma chi me l'ha fatto fare.
Poi ho guardato l'altra meta del mio lettone e me ne sono ricordato, sorridendo amabilmente mi son detto: fortuna che è un racconto allungato, 250 pagine scarse...
Il breve sunto sul retro della copertina è ingannevole come il ghiaccio di un laghetto di montagna a inizio primaver: sembra solido poi ci metti il piede fai qualche passo e partono le crepe come mille fili di ragnatela impazziti.
La storia d'amore, fulcro del racconto stenta a partire, l'evolversi ... Ma c'è poi stato un evolversi ? boh
Dov'è la passione per l'agoniato amore, per le promesse non mantenute. Tu aspetti 5 anni per vederla e tutto si riduce cosi, sgretolandosi in qualche pagina come cenere di sigaretta.
Il finale invece un pelino meglio, coerente con le micro denuncie di una società allo sfascio e priva di veri valori umani che ha sicuramente dato piu scalpore nel periodo in cui uscì che on oggi, basti pensare a come siamo messi in Italia... niente per cui spenderei considerazioni pensieri o parole.
Forse darò una sbirciata al film, dato che la mia Daisy insiste, ma il romanzo non me la sento di consigliarlo assolutamente.
D'altra parte ogni tanto bisogna regalare anche un po' della propria passione a chi ha deciso di sopportarti per la vita,nonostante pregi e difetti.

Chiedo scusa agli estimatori del titolo, ma io purtroppo tutta questa magnificenza non sono riuscito a vederla, sicuramente è la mia scarsa sensibilità che determina il mio giudizio, ma preferisco dare un parere onesto e sincero, che non un ipocrita complimento.

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Commenti

19 risultati - visualizzati 1 - 10 1 2
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Che bello trovare qualcuno ( di rado su questo titolo) che la pensa come me !
Anche io ho provato una antipatia oscena per ogni personaggio di questo libro, per la superficialita' e l'ozio...e quando provo antipatia carnale, non riesco nemmeno ad apprezzare la qualita' stilistica, che indubbiamente ci sara' visto dove e' arrivato.
E' uno dei pochi libri ( forse due in tutta la mia vita ) che non ho finito.
Meno male non sono il solo :-) e detto da una Qlettrice assidua come te mi rincuora.
In risposta ad un precedente commento
gracy
24 Mag, 2013
Ultimo aggiornamento:
24 Mag, 2013
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Mirko non credo che si tratti di mancanza di sensibilità se non piace questo libro....assolutamente no! Chi sono i sensibili? Io credo che la tua sensibilità di giudizio sia maggiore rispetto a molte altre sensibilità deliranti che si sbandierano in lungo e in largo in ogni dove e per tanti contesti. Allora sono contenta di essere anch'io "insensibile"....Gatsby mi ha ammorbata e mi ha lasciata indifferente. Credo che sia anche una questione di personalità propria dello scrittore che non mi affascina. Ho letto "Tenera è la notte" di Fitzgerald e non mi ha fatto impazzire eppure è un paio di spanne sopra Gatsby...è questione di gusti e non di omologazione della sensibilità....scusa la mia lunga incursione.
Sono insensibile? ^__*
E' un romanzo di introspezione incentrato sulla sublime solitudine di un essere umano. Il salto negli anni ruggenti sarebbe un'altra storia.
Non sei insensibile, a me per esempio "Il vecchio e il mare" ha annoiato da morire, ma so che è un romanzo che vale e rispetto il giudizio di chi lo considera un capolavoro.
In risposta ad un precedente commento
gracy
24 Mag, 2013
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Hai detto bene Cristina, è proprio questo il messaggio, la solitudine dell'uomo,è un pò il tema ricorrente che si portano dietro tutti glia autori americani di quegli anni, in modo diverso per stili, ma con la stessa intensità di fondo.
Bella recensione, davvero ben argomentata la tua "stroncatura" .
@Cristina come ho detto non sono riuscito a vedere nemmeno l'introspezione del personaggio, ma ripeto forse è colpa mia,però leggendo il sunto mi aspettavo tutt'altro.
@Gracy hai ragione , non è la chitarra che fa la differenza ma il chitarrista. :-)
@katia grazie :)
Un romanzo non può essere considerato superficiale solo perché mancano i botti tipici del filmaccio hollywoodiano (gli anni dei finti moralismi, gli anni del foxtrot del Charleston, dei balli, gli anni che precedono la grande crisi, gli anni delle auto di lusso che sfrecciano su strade dissestate progettate più per i cavalli con al traino le carrozze che non per le lussuose auto, le prime tecnologie, il Jazz, il contrabbando, e gli anni del Cinema delle guerre tra bande di Gangster; la passione per l'agoniato amore, per le promesse non mantenute): ringrazio il cielo che non ci siano! L'autore voleva dire ben altro. Comunque, quello che cerchi forse lo troverai con Di Caprio! Non tutto è perduto ;-)
Ciao Rosalia, ma forse hai frainteso la mia polemica principale. Leggi la presentazione del libro e poi capirai. Comunque non cercavo nulla di tutto questo, l'ho letto solo perché mia moglie mi ha chiesto di vedere il film, e non guardo mai un film se prima non ho letto il romanzo. Tu hai sentito in 250 paginette tutta questa profondità introspettiva del protagonista, io no, io ho bisogno di ben altro qualcosa di più profondo e meno marginale .
Ho trovato più solitudine e amore in Florentino che non in Gatsby ma queste sono impressioni personali .
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