Narrativa straniera Romanzi Il grande Gatsby
 

Il grande Gatsby Il grande Gatsby

Il grande Gatsby

Letteratura straniera

Editore

Casa editrice


Ricchissimo, potente, invidiato, Jay Gatsby è il re senza corona di West Egg. Nella sua villa sfarzosa lungo l'Hudson, a Long Island, è lo sfuggente anfitrione di una corte fastosa e stravagante, che nutre di lussuosi ricevimenti. Ma non è felice: dal mistero del suo passato emerge a tratti il ricordo di un grande amore giovanile. Gatsby insegue disperatamente il sogno di ritrovare Daisy, di far rivivere il legame con la donna che lo ha respinto, povero e senza prospettive, per sposare il rampollo di una delle più grandi famiglie americane. Dovrà mettere in gioco tutto il peso del suo fascino e del suo potere, ma servirà solo a dare vita a una dolce follia destinata a finire in tragedia.

Recensione Utenti

Guarda tutte le opinioni degli utenti

Opinioni inserite: 46

Voto medio 
 
4.2
Stile 
 
4.4  (46)
Contenuto 
 
4.1  (46)
Piacevolezza 
 
4.1  (46)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il grande Gatsby 2019-10-10 22:57:55 cristiano75
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
cristiano75 Opinione inserita da cristiano75    11 Ottobre, 2019
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ogni luce è destinata a spegnersi

"Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia… e una bella mattina… Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato."

Un libro ambiguo, dall'inizio alla fine. Un monito forse scagliato alla faccia oscura del lusso e delle paillettes, dei party senza fine, delle fuoriserie, delle donne dai facili costumi, dell'amore come redenzione da una vita di bagordi e di estremi...,insomma un monito al lato invisibile della ricchezza sfrenata e senza fondo.

Gatsby è quasi un personaggio Kafkiano, incomprensibile nel suo procedere per gran parte del libro.
Di lui non si sa nulla o meglio no si ha interessa a sapere nulla. Infatti quello che contata è che comunque non lesina lo sperpero dei soldi per far contenti i suoi ospiti o comunque i personaggi che come lupi gli ruotano attorno.
La ricchezza immensa del protagonista non ha un perchè. Non se ne conosce l'origine, come non si sa bene da quale universo parallelo sia piovuto questo personaggio, che nel film ha il faccione di Leo Di Caprio e che malgrado una vita nella dissolutezza, cova ancora un amore verso una leggiadra fanciulla che troppe volte gli è sfuggiata per situazioni avverse.
Il libro è micidialmente lento, malgrado l'argomento dovrebbe stimolare la fantasia del lettore.
Confesso che per lunghi tratti mi sono profondamente annoiato, ma poi all'improvviso la storia sembra prendere quota e dare un senso anche alla stessa esistenza del nostro eroe.
Si intuisce comunque che è quasi una romanzo dove si alternano dei momenti concreti in cui ci sono chiari esempi di situazioni aderenti alla realtà, con momenti abbastanza prolissi dove si entra quasi in una dimensione da sogno.
Le parti che possono suscitare maggiore attenzione nel lettore, dovrebbero essere quelle in cui si descrivono i vari incredibili lussi a cui si dedica il nostro buon riccone americano. Le mega ville. Queste feste dove ci sono più imbucati che invitati. Naturalmente la descrizione di donne bellissime e "leggere".
Fiumi di champagne. Vestiti da mille e una notte.
A chi non è mai venuto, per una volta, leggendo il libro o guardando la pellicola, di partecipare a una festa di tale portata.
Insomma se volete perdervi nel sogno di una vita da divi di Hollywood o da sceicchi degli Emirati, questo libro potrebbe essere per voi, per capire la differenza abissale, tra classi sociali, tra gli esseri umani.
Però, perchè naturalmente quando vi è così tanta bellezza e lusso, vi deve essere un però (quasi a essere un monito a tutti coloro che bramano una siffatta esistenza) il sogno di Gatsby come la sua stessa vita non è altro che un enorme limbo, che ben presto svelerà una realtà tutt'altro che amabile, lussuosa e scintillante come eravamo stati abituati a leggere per gran parte dell'opera.
Il finale, lo reputo tra i più poetici e profetici di tutta la letteratura mondiale.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore

Il grande Gatsby 2019-08-28 08:32:45 Endlesslybooks
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Endlesslybooks Opinione inserita da Endlesslybooks    28 Agosto, 2019
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'amore cieco per Daisy

SPOILER

Ho riletto il Grande Gatsby e nel corso di questi anni la mia opinione non è per nulla cambiata. E' una lettura piacevolmente triste ma che mostra fortemente un mondo sempre più nell'abisso. L'io narrante è Nick, abitante di West Egg che lavora nel mercato della finanza. Da poco è diventato il vicino di casa di un curioso personaggio di nome Gatsby, un uomo molto ricco che verrà nominato anche durante una cena a casa Buchanan. Il nucleo famigliare dei Buchanan è composto da Daisy (ovvero la cugina di Nick), suo marito Tom e la loro figlioletta. Un'altro dei personaggi più noti nel romanzo è la tennista Jordan Baker, amica della famiglia. Il colpo di scena arriva quasi subito perchè il telefono squilla: è l'amante di Tom, entrambi non si fanno scrupoli, Daisy ne è a conoscenza e il lettore inizia subito a capire in che tipo di mondo è stato proiettato. E' un mondo di carta, dove le persone sono egoiste, pensano solamente ai propri interessi. L'alienazione dalla genuinità della vita è palese: Fitzgerald vuole denunciare la società degli anni Venti: sempre più corrotta e priva di senso morale. Il libro è pieno di eventi del genere in cui l'unico personaggio che pare avere un minimo di riguardo ed essere più riflessivo è Nick, tutti gli altri paiono delle marionette guidate dalla loro insensatezza. Gatsby è l'unico che si distinguerà. Nick vede l'uomo per la prima volta nell'oscurità della sua casa, intento a guardare luce verde del faro dall'altro lato del fiume. Ed è proprio questa luce l'incarnazione del sogno incorruttibile, dell'illusione del personaggio. Nel secondo capitolo Nick e Tom si incontrano e lui lo invita a conoscere "la sua ragazza": Myrtle, la moglie di un benzinaio; una donna fuori dal suo rango una donna povera che si atteggia da ricca nel loro nido d'amore. Il mondo che Fitzgerald descrive è quello della società borghese, che in quegli anni stava sempre più arricchendosi: il lusso trasuda da ogni pagina come la loro vita oziosa, fatta di feste e bevute in compagnia. Gli stessi dialoghi sono privi di consistenza, gli argomenti principali sono le banalità. Molte persone conoscono il misterioso Gatsby senza averlo mai conosciuto, partecipano alle sue feste ma parlano male di lui continuamente. Un giorno Nick riceve un invito da parte del vicino e così inizia la loro amicizia. Egli rivelerà alcuni dettagli della sua vita per contrastare la cattiva fama che gira su di lui. Ma sembra che l'uomo sia coinvolto in affari poco puliti da cui la sua ricchezza deriva. Nel frattempo, Miss Baker è venuta a conoscenza da Gatsby stesso che lui e Daisy si amarono e lei stessa lo ricorda con vividezza un episodio. A quel tempo lui era un soldato, troppo povero per sposarla, quando partì incontrò Tom e si sposarono nonostante l'enorme tristezza di Daisy che ricevette una lettera dal suo amato. Ma era il matrimonio del secolo: dopo poco tempo accetta la sua realtà sentendosi innamorata del marito. In questi anni Gatsby si è fatto un nome, si è arricchito per poter diventare un uomo degno di lei, le feste che organizza sono finalizzate solamente a un loro possibile incontro che avverrà solo grazie all'aiuto di Nick. L'amore tra i due sembra essere risbocciato. Vediamo un uomo tenero, impacciato, fragile in un momento atteso da così tanto tempo: non ha mai smesso di amare Daisy; lei è sempre stata il suo obiettivo finale. Emergono altri dettagli sulla sua vita: figlio di poveri, riesce a farsi un nome grazie a un uomo che l'ha formato come gentiluomo. Daisy e il marito andranno a una festa di Gatsby; Tom vuole saperne di più sul suo passato con la moglie e lavorativo. Il loro amore nascosto prosegue fino a quando non viene vuotato il sacco durante un afoso pomeriggio al Plaza. E' lui che sprona una lei incapace di ammettere di amarlo davvero, rimane incastrata tra la sicurezza e il lusso che può darle uno e il vero amore che può darle l'altro. Ed è qui che avviene la prima tragedia alla quale se ne concatena un'altra: la morte accidentale di Myrtle a causa di una macchina gialla (quella di Gatsby). Un cambio di auto tra i personaggi conduce al dramma ma la vera responsabile in realtà è Daisy, troppo sotto shock dalle emozioni precedenti. L'uomo è talmente convinto del suo amore per lei che è disposto ad assumersi la colpa. Ciò sarà fatale perchè il marito cercherà vendetta uccidendolo anche per via del sospetto che lui fosse l'amante. E' proprio Tom che approfitta delle debolezze dell'uomo per lavare via i propri peccati, per far ricadere la colpa su un innocente forse, persino, con la complicità della moglie. La scena finale mostra un Nick fedele fino alla fine, insieme al padre, così orgoglioso per i successi di Jimmy. Neppure Daisy si è presentata al funerale, lei, più di tutti mostra l'inconsistenza umana che non ha nemmeno un minimo di riconoscenza. Daisy è un personaggio inetto, incapace di scegliere per la sua felicità, disposta a mentire e mentirsi e a lasciar morire l'amore. Nessuno si presenta al funerale, nessun amico, nessuno di coloro che partecipava alle feste. Un personaggio chiama per farsi ridare le scarpe: è l'apice del degrado della coscienza. Quello di Jay Gatsby è un sogno incorruttibile che è stato corrotto, saccheggiato, privato di senso e che ha condotto a una fine tragica.

Questo è il capolavoro di Fitzgerald!

"Erano persone sconsiderate, Tom e Daisy: fracassavano cose ed esseri umani e poi si ritraevano nel loro denaro o nella vastità della loro sconsideratezza, o qualunque cosa fosse a tenerli insieme,e lasciavano che fossero gli altri a ripulire il sudiciume che avevano fatto..."

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il grande Gatsby 2019-08-18 13:24:41 martaquick
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
3.0
martaquick Opinione inserita da martaquick    18 Agosto, 2019
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

LA MIA UMILE OPINIONE

Ultimamente ho voglia di classici e senza essere particolarmente convinta ho iniziato il grande Gatsby.
A malincuore per tutte le persone che amano e adorano questo romanzo devo dire che a me non è piaciuto molto.
Non voglio stroncare un romanzo che è ritenuto un capolavoro della letteratura e studiato e da critici e acculturati anche perché io sono una semplice lettrice, ma non mi ha colpito, non mi ha preso se non le poche pagine centrali in cui sembra quasi che finalmente inizi il colpo di scena del romanzo, non mi ha dato quella voglia di leggerlo tutto d'un fiato.
L'ho trovato lento all'inizio, quasi noioso. Quando capiamo lo scopo di tutte le feste di Gatby mi è sembrato di iniziare a prenderci gusto per poi scoprire il suo piano di ricongiungimento con la sua amata di un tempo passato che in realtà è una persona frivola e distratta. Ma poi in realtà anche Gatsby è tutta apparenza e poca sostanza. E Nick spettatore finto innocente ma che prima aiuta un tradimento coniugale e narra la vicenda con aria di stupore e ammirazione, poi critica e sdegna quasi l'oggetto della sua adorazione e infine dopo la tragedia di nuovo è la persona che difende e veglia la fine dell'"amico.
Sicuramente è parte del ciclo narrativo questa creazione del mito e poi distruzione e certo è che la scrittura fine e essenziale non vuole creare un romanzo avvincente ma questa serie di sensazioni durante la lettura non mi hanno reso piacevole la storia.
Ripeto che la mia è un'opinione e di sicuro non pretendo di avere ragione.
Il mondo è bello perché è vario e grazie a questo abbiamo tanti libri e tante storie che possono piacere o non piacere!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il grande Gatsby 2019-03-30 21:40:20 Clangi89
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Clangi89 Opinione inserita da Clangi89    30 Marzo, 2019
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo la festa, quel che ne resta

Un grande classico compresso in questo breve romanzo che mostra i ruggenti anni '20, i soldi facili, l' arricchimento senza domande malgrado il proibizionismo americano. L'immagine che l'autore ci riflette mediante scene, dettagli accostati non a sproposito, colori, profumi e città rendono l'idea di essere di fronte ad una natura morta. La grande depressione infatti si avvicina inesorabile, la perfezione si sfuma ed i sogni dorati e sfavillanti mano a mano vanno scemando. Quando sulle feste che Gatsby tiene senza sosta nella sua reggia cala il sipario, l'atmosfera cambia precipitosamente.
Pochi gli eventi significativi che si susseguono nel racconto lasciando il dubbio di non conoscere mai chi si cela dietro il personaggio, cosa maschera. I soggetti non sono descritti a fondo, la penna dell'autore sembra creare delle sceneggiature, attivando tutti i sensi del lettore, a tratti in maniera quasi poetica, a tratti il romanticismo e il grande senso di solitudine primeggiano, come sul finale.
Nick è la voce narrante, dalle sue impressioni incerte scopriamo del suo approdo estivo a Long Island. Lui stesso viene a conoscenza delle vicende dalla cugina al vicino di casa.
La trama è di per sé semplice. Un amore di un mese tra una giovane di ottima famiglia, Daisy, la cui voce "ha il suono dei soldi" e Gatsby pronto a partire per la guerra, all'epoca senza risorse eccetto il consistente bagaglio di sogni, avventure vissute e tante da scoprire narrate senza sosta alla spensierata donna.
Passano cinque anni, lunghi o corti che siano, hanno portato aria di cambiamenti nelle vite di tutti. Gatsby ha costruito in modo lecito o meno, una grande ricchezza finalizzata al suo sogno: rincontrare Daisy, far rivivere il passato, far vivere quell'amore lontano. Quali saranno gli effetti di questa chimera?
Feste, sfarzo e balli nelle sfrenate notti alla villa di Gatsby che cosa lasceranno nel momento del silenzio? Durante la più cruda solitudine che impregna gli ultimi capitoli, chi resterà sotto un cielo plumbeo e piovigginoso?
La fama che lascia spazio al vuoto. Il passato che non si ricostruisce, il sogno svanito. Grandi sono i temi che affiorano e lasciano una traccia nel lettore dopo essersi immerso negli anni '20. Leggere un grande romanzo?! si, a mio parere.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Per il tema del (non) ritorno del passato, consiglio Una boccata d'aria di Orwell
Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il grande Gatsby 2018-01-23 13:09:29 Rebel Luck
Voto medio 
 
2.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
1.0
Piacevolezza 
 
1.0
Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    23 Gennaio, 2018
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E' solo la mia opinione.

E' solo la mia opinione.

Partiamo da un presupposto, questa non è una recensione di un critico letterario ma solo la mia ignorantissima opinione.
Ora mettiamo le mani avanti:" chi ha amato questo classico è pregato di non leggere la mia opinione".
Concludo la premessa indicando a chi nonostante i precedenti avvertimenti abbia voluto comunque leggere la mia opinione e voglia insultarmi, che ha tutta la mia umana comprensione.

Ok adesso possiamo cominciare.
Il libro è un classico della letteratura, conosciuto in tutto il mondo e considerato dalla critica un capolavoro.
Invece a me non è piaciuto. Proprio per un cavolo.
Poco più di 100 pagine di noia. Pagine lente e piene di sbadigli. Nebulosi periodi sonnacchiosi...

Il libro me lo ha prestato mia sorella, dopo che io l'ho regalato a lei per Natale (penso che la sua sia stata una vendetta... Atroce vendetta...).
Ero arrivato stancamente e fumosamente alla trequarti del libro, quando lei mi ha chiesto cosa ne pensavo, ed io istintivamente ho risposto:" Non è ancora successo un cavolo."
Arrivato al finale mi sono reso conto che oltre la noia si finiva anche in un triste finale.
Triste ai limite della depressione.

Ora, io sono ignorante ed ottuso e quindi non capisco quelli che trovano all'interno di queste pagine mille significati.
Penso ad un imbianchino a cui cade della vernice colorata sulla tela di un quadro in un museo di arte moderna, lui si appresta a ripulire tutto ma la tela ormai è orribilmente macchiata e compromessa così si da alla fuga.
Arrivano i critici e vedendo che il quadro è firmato da un noto autore, cominciano a trovare mille significati nascosti nella macchia pastrocchiata...
Ecco per me questo grande classico è un'incomprensibile macchia su un foglio.
Ho impiegato più tempo a finire questo "grande classico" di poco più di 100 pagine, che a leggere "L'ombra dello scorpione" di King ( e ci sono circa 1000 pagine in più).

La storia dovrebbe essere quella di un grande amore incompiuto, ma tra le righe non c'è nessuna emozione.
Mi fermo qui, perché non vorrei offendere tutti quelli che questo libro lo hanno amato, perché sicuramente sono a milioni, dando la colpa a me che proprio non sono riuscito a capirlo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Consigliato a chi ha letto...
Solo agli amanti dei classici.
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il grande Gatsby 2017-04-21 11:10:09 Vita93
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Vita93 Opinione inserita da Vita93    21 Aprile, 2017
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non si può ripetere il passato

Ricordo che durante gli ultimi due anni del Liceo il professore di inglese ebbe la brillante idea di inserire nel programma scolastico una dettagliata panoramica sui più importanti autori britannici e americani da William Wordsworth fino a Samuel Beckett.
Uno dei nomi che più mi è rimasto impresso è proprio quello di Francis Scott Fitzgerald, per il quale ho sempre provato una certa simpatia, dovuta forse alla curiosità suscitata dal nome vagamente aristocratico o forse alla biografia travagliata di quest’ uomo che in breve tempo ha avuto tanto, ha sperperato tutto e ha goduto di fama leggendaria solo nei decenni successivi alla sua precoce morte.
“ Il grande Gatsby “ fu infatti un successo di critica più che di pubblico e solo anni dopo sarà eletto ad opera più rappresentativa della cosiddetta età del jazz.

Il capolavoro di Fitzgerald è una storia di solitudine e indifferenza e solo secondariamente una storia d’ amore.
C’ è un narratore, un aspirante scrittore di nome Nick Carraway. Ha 30 anni e nel 1922 si trasferisce a West Egg, nella zona dei nuovi ricchi di New York. E’ un solitario ed un acuto e distaccato osservatore, e nel ruolo di uomo comune catapultato nel bel mezzo di eventi speciali racconta la storia di Jay Gatsby, uno dei personaggi più romantici e infelici che la letteratura ci abbia regalato.
Chi è Gatsby ? E’ un uomo che in gioventù ha amato follemente una ragazza fascinosa e benestante senza avere i mezzi economici per mantenerla. Poi dopo alcuni anni scopre che ha sposato un altro uomo e decide di dedicare la propria vita ad accumulare in modo più o meno lecito prestigio e ricchezza, e di dare feste sfarzose e roboanti al solo scopo di poterla rincontrare. E in effetti ci riesce. Ma sono cambiati i tempi, i modi, le esigenze, le persone. Sono cambiati tutti tranne Gatsby.

Prima della lettura mi chiedevo quale fosse il segreto di questo breve romanzo simbolo di un’ epoca, quale punto di forza lo avesse consegnato all’ immortalità letteraria.
Non certo la trama, struggente ma tutt’ altro che originale e inizialmente lenta a carburare. Neanche lo stile, che reputo eccelso e straordinariamente limpido ed essenziale ma al pari di altri della propria epoca e non solo.

Poi l’ ho capito. Il segreto sta nella delicata amarezza dei dettagli. In una storia illuminata da un sole cocente, sono soltanto due le volte in cui scende la pioggia. La prima ha su Gatsby lo stesso effetto che ha sulle piante. Coltiva e rafforza le sue speranze prima e durante l’ incontro a lungo atteso con Daisy. La seconda è malinconica. Suggella uno strepitoso e doloroso finale emblema della distruzione del sogno americano, della sconfitta di un uomo romantico inadeguato a sopravvivere in un mondo vuoto e cinico, profetico nel condannare la materialità di un boom economico che sembrava infinito e che avrebbe conosciuto l’ abisso della crisi del 1929.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il grande Gatsby 2017-03-19 15:41:29 Valerio91
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    19 Marzo, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un prigioniero delle fantasie del passato

Ho dovuto aspettare un po' prima di recensire questo libro, riflettere su tutto quello che c'è dietro questa storia tragica.
La prima cosa che mi sono detto è che, in fondo, si tratta di una storia abbastanza semplice se ci si sofferma soltanto sugli aspetti superficiali. Nonostante questa impressione iniziale, sentivo dentro di me una strana sensazione, un senso di incompiutezza, come se mi stesse sfuggendo qualcosa.
Ho guardato la più recente trasposizione cinematografica (quella con Leonardo Di Caprio) e pian piano quella nebbiolina si è andata dissipando. Ho guardato il film libro alla mano e non so quante volte ho premuto il tasto pausa per dare uno sguardo alle pagine.
La drammatica storia di Gatsby ha preso a sedimentarsi nella mia mente in un modo che non mi aspettavo.

Jay Gatsby è un uomo che si è fatto da solo. Persino Gatsby è un nome che egli stesso si è dato.
Dalla povertà ha innalzato sé stesso, ha creato una statua d'oro da un cumulo di ceneri e tutto questo con un unico semplice obiettivo: una donna, Daisy.
Un amore insopprimibile che è stato catalizzatore di tutte le sue forze, unico motivo che lo ha spinto a diventare quel che è. Gatsby ha vissuto per Daisy, ha lottato per Daisy; la sua casa magnifica, tutti i suoi possedimenti non hanno alcun senso se nel contesto non è presente colei che è il sogno che nessuno di questi beni materiali può eguagliare, Daisy.
Lei è sposata con un uomo ricco che non la rispetta, ma questo non è abbastanza da fermare Gatsby, prigioniero di un passato felice che vorrebbe riprodurre a ogni costo e che ha soltanto lei come perno indispensabile.
Daisy annulla Gatsby.
Eppure, quell'uomo che fin dall'inizio appare come quello privo di morale, da condannare, sarà l'unico insieme a Carraway che si sia mostrato genuino, vero, determinato nel suo proposito e incorruttibile nel raggiungere l'oggetto del suo desiderio, che non è all'altezza del piedistallo in cui lui l'ha posta.
Tutto questo in un contesto disegnato meravigliosamente da Fitzgerald, in un'America degli anni '20 controversa e profondamente diseguale, divisa tra ricchi che si abbandonano smodatamente ai propri piaceri e morti di fame che affondano in un mondo fatto di cenere.

"Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito di nuovo, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... e una bella mattina...
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato..."

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
200
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il grande Gatsby 2016-10-23 07:26:25 siti
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
siti Opinione inserita da siti    23 Ottobre, 2016
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La festa è finita

Negli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale New York pullula di gente ricca, bella, affermata: qualcuno proviene dall’ovest , ha il mondo in tasca e appartiene al bel mondo, altri sono in cerca di fortuna, altri ancora l’hanno fatta , qualcun altro già pensa a migrare verso l’ovest per non rimanere schiacciato. Sono i ruggenti anni venti: c’è posto solo per chi è benestante, ricco sfondato, mutevole nei gusti e nelle idee, razzista e profondamente egoista. Tutti gli altri sono destinati a soccombere compreso chi pur essendo un “grande” ambisce all’amore.
L’io narrante Nick, tornato dalla guerra , cerca, anche lui originario dell’ovest, di inserirsi in questo mondo mantenendo però ben salde le sue convinzioni personali senza subire il fascino dell’effimero, del transitorio, dell’apparenza e filtrando per noi, senza giudicare, un mondo e un’epoca. L’espediente narrativo lo vuole il collante di due mondi, quello dei ricchi e quello dei poveri, di due aree geografiche l’est e l’ovest del Paese, dell’antefatto e dello svolgimento della narrazione che altro non è che una storia d’amore. Stabilitosi a New York, trova modesto alloggio in un’abitazione schiacciata da magnifiche ville e destino vuole che lui sia vicino di casa di un personaggio enigmatico da tutti noto per la frequenza e lo sfarzo delle sue celebri feste. L’ottica esterna di Nick, il suo punto di osservazione rendono oggettiva una realtà consolidata fatta di eccessi, smanie, conoscenze, via vai e profonda solitudine. Nick a New York ha anche una ricca cugina che rivedendolo gli lamenta l’assenza al suo matrimonio mentre era in guerra. Si incontrano nella sua bella casa e lì conosce il marito Tom, la loro figlioletta, e l’amica Jordan Baker, una celebrità dello sport. La frequentazione prosegue fino a che entra in scena Gatsby e da allora tutto si mescola, si sfalda ulteriormente e precipita terminando in tragedia.
Gran parte della narrazione è tesa a descrivere la percezione che si ha di quest’uomo e ciò contribuisce a proseguire nella lettura, gli eventi anticipati e preparati in pochi capitoli precipitano e si risolvono magistralmente in quelli finali lasciando una lettura dal sapore amaro, struggente e malinconico. Non è stato semplice apprezzarla , non è amore a prima vista, gli riconosco efficacia narrativa e aderenza ad un mondo bello e spavaldo, una malinconia di fondo che detronizza il bel mondo e il sogno americano.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
190
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il grande Gatsby 2016-10-22 11:33:42 deborino
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
deborino Opinione inserita da deborino    22 Ottobre, 2016
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Era uno di quei rari sorrisi che possiedono il pre

"Sorrise indulgentemente...assai più che indulgentemente.
Era uno di quei rari sorrisi che possiedono il pregio di un'eterna rassicurazione, e nel quale ci s'imbatte quattro o cinque volte nella vita. Affrontava - o pareva affrontasse - per un istante l'intero mondo esterno per poi concentrarsi su di te con un'irresistibile buona disposizione nei tuoi confronti"

Ecco la prima immagine che l'autore ci presenta del nostro Grande Gatsby.
La narrazione viene effettuata da parte di Nick Carraway, il vicino di casa del protagonista, nonché cugino di Daisy, la donna che lui ama più di ogni altra cosa.
E proprio per lei, Gatsby comprerà una villa, dalla quale può vedere la "luce verde" che viene da casa dell'amata e in cui darà costanti feste lussuose nella speranza che, prima o poi, anche lei possa capitarci e possa rivederla.

"Gatsby ha comprato quella casa così che Daisy fosse proprio al di la della baia"

Il suo obiettivo è rivederla, dopo cinque anni durante i quali lei si è sposata con un altro uomo e ci ha pure fatto una figlia.
Riuscirà il grande Gatsby nel suo intento?
Questo libro affronta vari argomenti: il voler riportare indietro il passato e cancellare tutto ciò che è successo nel mezzo, l'amore puro, perfetto e indimenticabile, quello che ti porta a fare tutto, ma proprio tutto il possibile per rincontrare la persona che si ama, affronta il tema della società a inizio 900, delle "false amicizie", di quelli che ci sono solo quando c'è da divertirsi...
insomma di temi ce ne sono a dismisura ma non posso elencarli tutti io...dovete leggerli per entrare in questo mondo dove l'amore ti porta a dirigere tutta la vita in quella direzione, senza tener conto del resto.
Consiglio anche il film con Leonardo Di Caprio che io ho visto prima di leggere il libro e che è altrettanto bellissimo e molto attinente al romanzo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Il grande Gatsby 2016-09-15 18:18:23 Kira
Voto medio 
 
1.8
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
1.0
Piacevolezza 
 
2.0
Kira Opinione inserita da Kira    15 Settembre, 2016
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il Grande Flop-sby

Ho sentito talmente tante persone parlare bene di questo romanzo, che alla fine mi sono deciso a leggerlo. La prima cosa che mi fa storcere il naso è la prefazione scritta da Fitzgerald prima della seconda ristampa del 1934, in cui fa di tutto per difendersi dalle innumerevoli critiche che ricevette subito dopo la pubblicazione del libro e non attua il minimo sforzo per valorizzarne invece i suoi punti forti, ben pochi a mio avviso.
La trama è semplicistica, assolutamente banale, priva di colpi di scena e piena di fronzoli, artifici letterari con il solo e spudorato fine virtuosistico, ma assolutamente fine a se stesso. Lo scrittore vorrebbe far credere che ci siano altissimi significati metaforici dietro le sue massime e frasi ad effetto, tuttavia senza successo. Sarebbe possibile raccontare l'intera trama di questo romanzo in pochi minuti, forse secondi se in possesso di capacità di sintesi nemmeno tanto notevoli.
Il narratore che racconta eventi del passato, il classico personaggio enigmatico iniziale, la cui personalità si va man mano delineando durante il racconto, la storia d'amore celata e tormentata da anni, colma di nobili ideali, qualche sprizzo di perbenismo e insignificanti trasgressioni d'alcol di inizio novecento, infine la tragedia. Punto. Ecco il Grande Gatsby, considerato un capolavoro della sua epoca .... per me di capolavoro non ha nemmeno il titolo, sul quale lo stesso scrittore pare aver avuto diversi ripensamenti; ha optato palesemente per la scelta sbagliata, sembra il titolo di un romanzo per bambini. Non bisogna giudicare un libro dalla copertina (e dal titolo)! Ci dicevano un tempo, signori, questa è l'eccezione che conferma la regola.
Lo stile di scrittura è esageratamente sfarzoso, filosofico, a tratti enigmatico. Per ogni pagina sfogliata ci sono almeno un paio di elementi di trama che Fitzgerald ritiene per scontati, ancora una volta facendosi beffe di quella che lui ritiene essere insufficiente attenzione durante la lettura del suo amato romanzo o scarsa propensione letteraria del lettore, solo gli dei lo sanno... Ha tutta l'aria di essere una banalità travestita da grande letteratura del '900, i quali abiti sono stati cuciti con tessuti contraffatti.
Niente di originale, per nulla incisivo, un romanzo che non consiglierei a nessuno.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Trovi utile questa opinione? 
60
Segnala questa recensione ad un moderatore
 
Guarda tutte le opinioni degli utenti
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Assolutamente musica
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Lo stato dell'unione. Scene da un matrimonio
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una vecchia storia. Nuova versione
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La palude dei fuochi erranti
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
Il treno dei bambini
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La bambina del lago
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Il pittore di anime
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Rosamund
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
I testamenti
Valutazione Utenti
 
3.6 (2)
L'istituto
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Impossibile
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultima notte di Aurora
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti di QLibri