Narrativa straniera Romanzi Il grande Gatsby
 

Il grande Gatsby Il grande Gatsby

Il grande Gatsby

Letteratura straniera

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Ricchissimo, potente, invidiato, Jay Gatsby è il re senza corona di West Egg. Nella sua villa sfarzosa lungo l'Hudson, a Long Island, è lo sfuggente anfitrione di una corte fastosa e stravagante, che nutre di lussuosi ricevimenti. Ma non è felice: dal mistero del suo passato emerge a tratti il ricordo di un grande amore giovanile. Gatsby insegue disperatamente il sogno di ritrovare Daisy, di far rivivere il legame con la donna che lo ha respinto, povero e senza prospettive, per sposare il rampollo di una delle più grandi famiglie americane. Dovrà mettere in gioco tutto il peso del suo fascino e del suo potere, ma servirà solo a dare vita a una dolce follia destinata a finire in tragedia.

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Il grande Gatsby 2019-08-18 13:24:41 martaquick
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martaquick Opinione inserita da martaquick    18 Agosto, 2019
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LA MIA UMILE OPINIONE

Ultimamente ho voglia di classici e senza essere particolarmente convinta ho iniziato il grande Gatsby.
A malincuore per tutte le persone che amano e adorano questo romanzo devo dire che a me non è piaciuto molto.
Non voglio stroncare un romanzo che è ritenuto un capolavoro della letteratura e studiato e da critici e acculturati anche perché io sono una semplice lettrice, ma non mi ha colpito, non mi ha preso se non le poche pagine centrali in cui sembra quasi che finalmente inizi il colpo di scena del romanzo, non mi ha dato quella voglia di leggerlo tutto d'un fiato.
L'ho trovato lento all'inizio, quasi noioso. Quando capiamo lo scopo di tutte le feste di Gatby mi è sembrato di iniziare a prenderci gusto per poi scoprire il suo piano di ricongiungimento con la sua amata di un tempo passato che in realtà è una persona frivola e distratta. Ma poi in realtà anche Gatsby è tutta apparenza e poca sostanza. E Nick spettatore finto innocente ma che prima aiuta un tradimento coniugale e narra la vicenda con aria di stupore e ammirazione, poi critica e sdegna quasi l'oggetto della sua adorazione e infine dopo la tragedia di nuovo è la persona che difende e veglia la fine dell'"amico.
Sicuramente è parte del ciclo narrativo questa creazione del mito e poi distruzione e certo è che la scrittura fine e essenziale non vuole creare un romanzo avvincente ma questa serie di sensazioni durante la lettura non mi hanno reso piacevole la storia.
Ripeto che la mia è un'opinione e di sicuro non pretendo di avere ragione.
Il mondo è bello perché è vario e grazie a questo abbiamo tanti libri e tante storie che possono piacere o non piacere!

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Il grande Gatsby 2019-03-30 21:40:20 Clangi89
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Clangi89 Opinione inserita da Clangi89    30 Marzo, 2019
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Dopo la festa, quel che ne resta

Un grande classico compresso in questo breve romanzo che mostra i ruggenti anni '20, i soldi facili, l' arricchimento senza domande malgrado il proibizionismo americano. L'immagine che l'autore ci riflette mediante scene, dettagli accostati non a sproposito, colori, profumi e città rendono l'idea di essere di fronte ad una natura morta. La grande depressione infatti si avvicina inesorabile, la perfezione si sfuma ed i sogni dorati e sfavillanti mano a mano vanno scemando. Quando sulle feste che Gatsby tiene senza sosta nella sua reggia cala il sipario, l'atmosfera cambia precipitosamente.
Pochi gli eventi significativi che si susseguono nel racconto lasciando il dubbio di non conoscere mai chi si cela dietro il personaggio, cosa maschera. I soggetti non sono descritti a fondo, la penna dell'autore sembra creare delle sceneggiature, attivando tutti i sensi del lettore, a tratti in maniera quasi poetica, a tratti il romanticismo e il grande senso di solitudine primeggiano, come sul finale.
Nick è la voce narrante, dalle sue impressioni incerte scopriamo del suo approdo estivo a Long Island. Lui stesso viene a conoscenza delle vicende dalla cugina al vicino di casa.
La trama è di per sé semplice. Un amore di un mese tra una giovane di ottima famiglia, Daisy, la cui voce "ha il suono dei soldi" e Gatsby pronto a partire per la guerra, all'epoca senza risorse eccetto il consistente bagaglio di sogni, avventure vissute e tante da scoprire narrate senza sosta alla spensierata donna.
Passano cinque anni, lunghi o corti che siano, hanno portato aria di cambiamenti nelle vite di tutti. Gatsby ha costruito in modo lecito o meno, una grande ricchezza finalizzata al suo sogno: rincontrare Daisy, far rivivere il passato, far vivere quell'amore lontano. Quali saranno gli effetti di questa chimera?
Feste, sfarzo e balli nelle sfrenate notti alla villa di Gatsby che cosa lasceranno nel momento del silenzio? Durante la più cruda solitudine che impregna gli ultimi capitoli, chi resterà sotto un cielo plumbeo e piovigginoso?
La fama che lascia spazio al vuoto. Il passato che non si ricostruisce, il sogno svanito. Grandi sono i temi che affiorano e lasciano una traccia nel lettore dopo essersi immerso negli anni '20. Leggere un grande romanzo?! si, a mio parere.

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Per il tema del (non) ritorno del passato, consiglio Una boccata d'aria di Orwell
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Il grande Gatsby 2018-01-23 13:09:29 Rebel Luck
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Rebel Luck Opinione inserita da Rebel Luck    23 Gennaio, 2018
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E' solo la mia opinione.

E' solo la mia opinione.

Partiamo da un presupposto, questa non è una recensione di un critico letterario ma solo la mia ignorantissima opinione.
Ora mettiamo le mani avanti:" chi ha amato questo classico è pregato di non leggere la mia opinione".
Concludo la premessa indicando a chi nonostante i precedenti avvertimenti abbia voluto comunque leggere la mia opinione e voglia insultarmi, che ha tutta la mia umana comprensione.

Ok adesso possiamo cominciare.
Il libro è un classico della letteratura, conosciuto in tutto il mondo e considerato dalla critica un capolavoro.
Invece a me non è piaciuto. Proprio per un cavolo.
Poco più di 100 pagine di noia. Pagine lente e piene di sbadigli. Nebulosi periodi sonnacchiosi...

Il libro me lo ha prestato mia sorella, dopo che io l'ho regalato a lei per Natale (penso che la sua sia stata una vendetta... Atroce vendetta...).
Ero arrivato stancamente e fumosamente alla trequarti del libro, quando lei mi ha chiesto cosa ne pensavo, ed io istintivamente ho risposto:" Non è ancora successo un cavolo."
Arrivato al finale mi sono reso conto che oltre la noia si finiva anche in un triste finale.
Triste ai limite della depressione.

Ora, io sono ignorante ed ottuso e quindi non capisco quelli che trovano all'interno di queste pagine mille significati.
Penso ad un imbianchino a cui cade della vernice colorata sulla tela di un quadro in un museo di arte moderna, lui si appresta a ripulire tutto ma la tela ormai è orribilmente macchiata e compromessa così si da alla fuga.
Arrivano i critici e vedendo che il quadro è firmato da un noto autore, cominciano a trovare mille significati nascosti nella macchia pastrocchiata...
Ecco per me questo grande classico è un'incomprensibile macchia su un foglio.
Ho impiegato più tempo a finire questo "grande classico" di poco più di 100 pagine, che a leggere "L'ombra dello scorpione" di King ( e ci sono circa 1000 pagine in più).

La storia dovrebbe essere quella di un grande amore incompiuto, ma tra le righe non c'è nessuna emozione.
Mi fermo qui, perché non vorrei offendere tutti quelli che questo libro lo hanno amato, perché sicuramente sono a milioni, dando la colpa a me che proprio non sono riuscito a capirlo.

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Solo agli amanti dei classici.
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Il grande Gatsby 2017-04-21 11:10:09 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    21 Aprile, 2017
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Non si può ripetere il passato

Ricordo che durante gli ultimi due anni del Liceo il professore di inglese ebbe la brillante idea di inserire nel programma scolastico una dettagliata panoramica sui più importanti autori britannici e americani da William Wordsworth fino a Samuel Beckett.
Uno dei nomi che più mi è rimasto impresso è proprio quello di Francis Scott Fitzgerald, per il quale ho sempre provato una certa simpatia, dovuta forse alla curiosità suscitata dal nome vagamente aristocratico o forse alla biografia travagliata di quest’ uomo che in breve tempo ha avuto tanto, ha sperperato tutto e ha goduto di fama leggendaria solo nei decenni successivi alla sua precoce morte.
“ Il grande Gatsby “ fu infatti un successo di critica più che di pubblico e solo anni dopo sarà eletto ad opera più rappresentativa della cosiddetta età del jazz.

Il capolavoro di Fitzgerald è una storia di solitudine e indifferenza e solo secondariamente una storia d’ amore.
C’ è un narratore, un aspirante scrittore di nome Nick Carraway. Ha 30 anni e nel 1922 si trasferisce a West Egg, nella zona dei nuovi ricchi di New York. E’ un solitario ed un acuto e distaccato osservatore, e nel ruolo di uomo comune catapultato nel bel mezzo di eventi speciali racconta la storia di Jay Gatsby, uno dei personaggi più romantici e infelici che la letteratura ci abbia regalato.
Chi è Gatsby ? E’ un uomo che in gioventù ha amato follemente una ragazza fascinosa e benestante senza avere i mezzi economici per mantenerla. Poi dopo alcuni anni scopre che ha sposato un altro uomo e decide di dedicare la propria vita ad accumulare in modo più o meno lecito prestigio e ricchezza, e di dare feste sfarzose e roboanti al solo scopo di poterla rincontrare. E in effetti ci riesce. Ma sono cambiati i tempi, i modi, le esigenze, le persone. Sono cambiati tutti tranne Gatsby.

Prima della lettura mi chiedevo quale fosse il segreto di questo breve romanzo simbolo di un’ epoca, quale punto di forza lo avesse consegnato all’ immortalità letteraria.
Non certo la trama, struggente ma tutt’ altro che originale e inizialmente lenta a carburare. Neanche lo stile, che reputo eccelso e straordinariamente limpido ed essenziale ma al pari di altri della propria epoca e non solo.

Poi l’ ho capito. Il segreto sta nella delicata amarezza dei dettagli. In una storia illuminata da un sole cocente, sono soltanto due le volte in cui scende la pioggia. La prima ha su Gatsby lo stesso effetto che ha sulle piante. Coltiva e rafforza le sue speranze prima e durante l’ incontro a lungo atteso con Daisy. La seconda è malinconica. Suggella uno strepitoso e doloroso finale emblema della distruzione del sogno americano, della sconfitta di un uomo romantico inadeguato a sopravvivere in un mondo vuoto e cinico, profetico nel condannare la materialità di un boom economico che sembrava infinito e che avrebbe conosciuto l’ abisso della crisi del 1929.

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Il grande Gatsby 2017-03-19 15:41:29 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    19 Marzo, 2017
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Un prigioniero delle fantasie del passato

Ho dovuto aspettare un po' prima di recensire questo libro, riflettere su tutto quello che c'è dietro questa storia tragica.
La prima cosa che mi sono detto è che, in fondo, si tratta di una storia abbastanza semplice se ci si sofferma soltanto sugli aspetti superficiali. Nonostante questa impressione iniziale, sentivo dentro di me una strana sensazione, un senso di incompiutezza, come se mi stesse sfuggendo qualcosa.
Ho guardato la più recente trasposizione cinematografica (quella con Leonardo Di Caprio) e pian piano quella nebbiolina si è andata dissipando. Ho guardato il film libro alla mano e non so quante volte ho premuto il tasto pausa per dare uno sguardo alle pagine.
La drammatica storia di Gatsby ha preso a sedimentarsi nella mia mente in un modo che non mi aspettavo.

Jay Gatsby è un uomo che si è fatto da solo. Persino Gatsby è un nome che egli stesso si è dato.
Dalla povertà ha innalzato sé stesso, ha creato una statua d'oro da un cumulo di ceneri e tutto questo con un unico semplice obiettivo: una donna, Daisy.
Un amore insopprimibile che è stato catalizzatore di tutte le sue forze, unico motivo che lo ha spinto a diventare quel che è. Gatsby ha vissuto per Daisy, ha lottato per Daisy; la sua casa magnifica, tutti i suoi possedimenti non hanno alcun senso se nel contesto non è presente colei che è il sogno che nessuno di questi beni materiali può eguagliare, Daisy.
Lei è sposata con un uomo ricco che non la rispetta, ma questo non è abbastanza da fermare Gatsby, prigioniero di un passato felice che vorrebbe riprodurre a ogni costo e che ha soltanto lei come perno indispensabile.
Daisy annulla Gatsby.
Eppure, quell'uomo che fin dall'inizio appare come quello privo di morale, da condannare, sarà l'unico insieme a Carraway che si sia mostrato genuino, vero, determinato nel suo proposito e incorruttibile nel raggiungere l'oggetto del suo desiderio, che non è all'altezza del piedistallo in cui lui l'ha posta.
Tutto questo in un contesto disegnato meravigliosamente da Fitzgerald, in un'America degli anni '20 controversa e profondamente diseguale, divisa tra ricchi che si abbandonano smodatamente ai propri piaceri e morti di fame che affondano in un mondo fatto di cenere.

"Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito di nuovo, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... e una bella mattina...
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato..."

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Il grande Gatsby 2016-10-23 07:26:25 siti
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siti Opinione inserita da siti    23 Ottobre, 2016
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La festa è finita

Negli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale New York pullula di gente ricca, bella, affermata: qualcuno proviene dall’ovest , ha il mondo in tasca e appartiene al bel mondo, altri sono in cerca di fortuna, altri ancora l’hanno fatta , qualcun altro già pensa a migrare verso l’ovest per non rimanere schiacciato. Sono i ruggenti anni venti: c’è posto solo per chi è benestante, ricco sfondato, mutevole nei gusti e nelle idee, razzista e profondamente egoista. Tutti gli altri sono destinati a soccombere compreso chi pur essendo un “grande” ambisce all’amore.
L’io narrante Nick, tornato dalla guerra , cerca, anche lui originario dell’ovest, di inserirsi in questo mondo mantenendo però ben salde le sue convinzioni personali senza subire il fascino dell’effimero, del transitorio, dell’apparenza e filtrando per noi, senza giudicare, un mondo e un’epoca. L’espediente narrativo lo vuole il collante di due mondi, quello dei ricchi e quello dei poveri, di due aree geografiche l’est e l’ovest del Paese, dell’antefatto e dello svolgimento della narrazione che altro non è che una storia d’amore. Stabilitosi a New York, trova modesto alloggio in un’abitazione schiacciata da magnifiche ville e destino vuole che lui sia vicino di casa di un personaggio enigmatico da tutti noto per la frequenza e lo sfarzo delle sue celebri feste. L’ottica esterna di Nick, il suo punto di osservazione rendono oggettiva una realtà consolidata fatta di eccessi, smanie, conoscenze, via vai e profonda solitudine. Nick a New York ha anche una ricca cugina che rivedendolo gli lamenta l’assenza al suo matrimonio mentre era in guerra. Si incontrano nella sua bella casa e lì conosce il marito Tom, la loro figlioletta, e l’amica Jordan Baker, una celebrità dello sport. La frequentazione prosegue fino a che entra in scena Gatsby e da allora tutto si mescola, si sfalda ulteriormente e precipita terminando in tragedia.
Gran parte della narrazione è tesa a descrivere la percezione che si ha di quest’uomo e ciò contribuisce a proseguire nella lettura, gli eventi anticipati e preparati in pochi capitoli precipitano e si risolvono magistralmente in quelli finali lasciando una lettura dal sapore amaro, struggente e malinconico. Non è stato semplice apprezzarla , non è amore a prima vista, gli riconosco efficacia narrativa e aderenza ad un mondo bello e spavaldo, una malinconia di fondo che detronizza il bel mondo e il sogno americano.

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Il grande Gatsby 2016-10-22 11:33:42 deborino
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deborino Opinione inserita da deborino    22 Ottobre, 2016
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Era uno di quei rari sorrisi che possiedono il pre

"Sorrise indulgentemente...assai più che indulgentemente.
Era uno di quei rari sorrisi che possiedono il pregio di un'eterna rassicurazione, e nel quale ci s'imbatte quattro o cinque volte nella vita. Affrontava - o pareva affrontasse - per un istante l'intero mondo esterno per poi concentrarsi su di te con un'irresistibile buona disposizione nei tuoi confronti"

Ecco la prima immagine che l'autore ci presenta del nostro Grande Gatsby.
La narrazione viene effettuata da parte di Nick Carraway, il vicino di casa del protagonista, nonché cugino di Daisy, la donna che lui ama più di ogni altra cosa.
E proprio per lei, Gatsby comprerà una villa, dalla quale può vedere la "luce verde" che viene da casa dell'amata e in cui darà costanti feste lussuose nella speranza che, prima o poi, anche lei possa capitarci e possa rivederla.

"Gatsby ha comprato quella casa così che Daisy fosse proprio al di la della baia"

Il suo obiettivo è rivederla, dopo cinque anni durante i quali lei si è sposata con un altro uomo e ci ha pure fatto una figlia.
Riuscirà il grande Gatsby nel suo intento?
Questo libro affronta vari argomenti: il voler riportare indietro il passato e cancellare tutto ciò che è successo nel mezzo, l'amore puro, perfetto e indimenticabile, quello che ti porta a fare tutto, ma proprio tutto il possibile per rincontrare la persona che si ama, affronta il tema della società a inizio 900, delle "false amicizie", di quelli che ci sono solo quando c'è da divertirsi...
insomma di temi ce ne sono a dismisura ma non posso elencarli tutti io...dovete leggerli per entrare in questo mondo dove l'amore ti porta a dirigere tutta la vita in quella direzione, senza tener conto del resto.
Consiglio anche il film con Leonardo Di Caprio che io ho visto prima di leggere il libro e che è altrettanto bellissimo e molto attinente al romanzo.

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Il grande Gatsby 2016-09-15 18:18:23 Kira
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Kira Opinione inserita da Kira    15 Settembre, 2016
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Il Grande Flop-sby

Ho sentito talmente tante persone parlare bene di questo romanzo, che alla fine mi sono deciso a leggerlo. La prima cosa che mi fa storcere il naso è la prefazione scritta da Fitzgerald prima della seconda ristampa del 1934, in cui fa di tutto per difendersi dalle innumerevoli critiche che ricevette subito dopo la pubblicazione del libro e non attua il minimo sforzo per valorizzarne invece i suoi punti forti, ben pochi a mio avviso.
La trama è semplicistica, assolutamente banale, priva di colpi di scena e piena di fronzoli, artifici letterari con il solo e spudorato fine virtuosistico, ma assolutamente fine a se stesso. Lo scrittore vorrebbe far credere che ci siano altissimi significati metaforici dietro le sue massime e frasi ad effetto, tuttavia senza successo. Sarebbe possibile raccontare l'intera trama di questo romanzo in pochi minuti, forse secondi se in possesso di capacità di sintesi nemmeno tanto notevoli.
Il narratore che racconta eventi del passato, il classico personaggio enigmatico iniziale, la cui personalità si va man mano delineando durante il racconto, la storia d'amore celata e tormentata da anni, colma di nobili ideali, qualche sprizzo di perbenismo e insignificanti trasgressioni d'alcol di inizio novecento, infine la tragedia. Punto. Ecco il Grande Gatsby, considerato un capolavoro della sua epoca .... per me di capolavoro non ha nemmeno il titolo, sul quale lo stesso scrittore pare aver avuto diversi ripensamenti; ha optato palesemente per la scelta sbagliata, sembra il titolo di un romanzo per bambini. Non bisogna giudicare un libro dalla copertina (e dal titolo)! Ci dicevano un tempo, signori, questa è l'eccezione che conferma la regola.
Lo stile di scrittura è esageratamente sfarzoso, filosofico, a tratti enigmatico. Per ogni pagina sfogliata ci sono almeno un paio di elementi di trama che Fitzgerald ritiene per scontati, ancora una volta facendosi beffe di quella che lui ritiene essere insufficiente attenzione durante la lettura del suo amato romanzo o scarsa propensione letteraria del lettore, solo gli dei lo sanno... Ha tutta l'aria di essere una banalità travestita da grande letteratura del '900, i quali abiti sono stati cuciti con tessuti contraffatti.
Niente di originale, per nulla incisivo, un romanzo che non consiglierei a nessuno.

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Il grande Gatsby 2016-08-08 05:11:44 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    08 Agosto, 2016
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Il grande Gatsby.

"Così continuiamo a remare, barche contro corente, risospinti senza posa nel passato."
Prima del libro, mi sono innamorata del film, avevo paura che la scrittura mi facesse ricredere sul racconto che avevo visto sul grande schermo, ma per fortuna non è andata così!
La versione cinematografica rappresenta appieno le atmosfere che lo scrittore F.Scott Fitzgerald ha raccontato nel libro: l'America degli anni 20, prima della grande depressione del 1929, la gente ricca, sbadata, che vive in un mondo fatto di feste, balli, divertimenti, bevendo nonostante il periodo del proibizionismo, fumando e ostentando al massimo tutta la loro ricchezza.
"Erano gente sbadata, Tom e Daisy: sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro o nella loro ampia sbadataggine o in ciò che comunque li teneva uniti, e lasciavano che altri mettesse a posto il pasticcio che avevano fatto..."
Gastby è un personaggio particolare, che ha dei punti di contatto con lo stesso autore, che ha sempre sofferto per la sua condizione sociale, quella di non appartenere ad un ceto sociale alto, sanno di avere potenziale, ma per essere apprezzati devono sforzarsi il doppio anche con mezzi non del tutto legali, elaborare strategie, studiare con maggiore impegno, per raggiungere un livello che per chi possiede soldi ci accede già di diritto.
"Quando ti vien voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti a questo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu."
Gastby si innamora perdutamente di Daisy, una ragazza bellissima e di buonissima famiglia e succede l'incredibile perchè anche lei ricambia il suo amore, lui parte per la guerra, si perdono e per sempre, Gastby rimarrà incastrato in un sogno d'amore, in un passato che mai più ritornerà!
Questo libro racconta di un mondo effimero, dove vivono personaggi che hanno tutti luci ed ombre, nessuno è mai completamente felice, nessuno si sente colpevole degli atteggiamenti che assumono, si tradiscono, si rinnegano e l'amore è un qualcosa di irraggiungibile, un sogno che può farti rimanere incastrato in un passato che non potrò ritornare mai più.
"Aveva perso il vecchio caldo mondo e pagato un prezzo troppo alto per aver vissuto troppo e a lungo con un unico sogno."
Una bella lettura che ci racconta del mito e delle contraddizioni del "sogno americano", un affresco di una generazione perduta.

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Un bel classico....
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Il grande Gatsby 2016-08-05 07:11:49 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    05 Agosto, 2016
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Credi ai tuoi sogni

Quanto vale tutto ciò che abbiamo quando tutto ciò che vorremmo ci manca ? Quando agli occhi degli
altri stiamo vivendo una vita da sogno ma il nostro sogno è un altro, magari vicinissimo a noi ma
ugualmente irraggiungibile, e quanto siamo disposti a mettere in gioco per provare a raggiungerlo ?
E'la domanda che dovremmo farci per Jay Gatsby, ragazzo di umili origini diventato ricco attraverso
fortunate conoscenze, intraprendenza e rapporti con la malavita.
Le feste di Gatsby , che ad un osservatore occasionale sembrerebbero celebrazione della più
sfrenata e dissoluta gioia di vivere , in realtà sono come una enorme rete calata in mare per
catturare un pesciolino in un oceano di possibilità.
"..e quella notte mi resi conto della straordinaria prevenzione di Gatsby alla speranza, un dono che
non ho mai riscontrato in nessun altro,e che difficilmente riscontrerò ancora, e il tutto era per
lei la casa, le feste, ogni cosa.."
Gatsby invita nella sua mega villa tantissima gente nella speranza un giorno, di far capitare li
anche l'amore della sua vita , Daisy, perduta anni prima quando lui dovette partire per la prima
guerra mondiale trovandola, al ritorno, sposata con il famosissimo giocatore di polo Tom, ritiratosi
dall'attività agonistica in seguito ad un serio infortunio , e che ora trascina non solo una gamba
ma anche la sua infelicità indulgendo in vizi vari , evidentemente insoddisfatto del pur dorato
angolo di mondo in cui lo ha relegato lo spegnersi delle luci della ribalta.
La storia ci viene raccontata da un "attore non protagonista", Nick, giovane di buona famiglia,
cresciuto secondo sani principi, che conduce una vita modesta in una casa adiacente alla lussuosa
proprietà dove quasi ogni sera il munifico anfitrione Jay Gatsby mette in scena lo spettacolo
tragico di chi nasconde il silenzio della solitudine dietro il rumore della festa.
Il caso vuole che Nick sia cugino alla lontana di Daisy e una sera la rete di Gatsby finalmente
cattura la sua balena bianca perchè questo sarà Daisy per Gatsby, ma se quella del capitano Acab era un'ossessione in nome della quale mettere in gioco tutto e perdere tutto quello di Gatsby è un sogno.
Gatsby crede nel suo sogno a dispetto dei fatti , lui e Daisy possono tornare a stare stare insieme a dispetto delle loro strade interrotte, separate, in un certo senso lontane e non si tratta di un sentimento malato ed egoista perchè la stessa Daisy ricambia Gatsby ma non ha la forza di lasciare tutto per lui.
Per rendere possibile un amore che sembra essere impossibile bisogna essere in due e remare entrambi verso la stessa "luce " o la corrente del tempo trascinerà irrimediabilmente i protagonisti alla
deriva.
Il tempo è un baluardo invalicabile non puoi ignorare ciò che costruisce non puoi districarti nel
suo labirinto pensando di trovare un pertugio attraverso il quale tornare indietro e trasformare ciò
che poteva essere in ciò che vorremmo.
La prosa di Fitzgerald è fluida e a tratti poetica , davvero un gran bel libro.
"Mi ricordai di come eravamo tutti venuti da Gatsby, col sospetto della sua corruzione, mentre lui stava in mezzo a noi nascondendo un sogno incorruttibile.
La luna si levò più alta..e, mentre stavo lì a rimuginare su un mondo vecchio e sconosciuto..pensai alla meraviglia di Gatsby, quando per la prima volta aveva scorto la luce verde in fondo al pontile di Daisy. Era venuto da così lontano e il suo sogno deve essergli sembrato così vicino, da non credere di poterlo afferrare.
Ma non sapeva di averlo già alle spalle. Gatsby credeva nella luce verde.
Nel futuro orgastico, che anno dopo anno si ritira davanti a noi. Ieri ci è sfuggito ma non importa..domani correremo più forte. Allungheremo di più le braccia, e un bel mattino.
Così, continuiamo a remare, barche controcorrente, risospinti, senza posa..nel passato."
Tragico e bellissimo, un libro da leggere.

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