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Non lasciarmi
 
Non lasciarmi 2015-01-07 16:42:05 Mian88
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    07 Gennaio, 2015
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Solitudine.

“Non lasciarmi” è uno di quei romanzi da cui non vorremmo mai essere lasciati, un gioco di parole forse, ma sicuramente non poteva esistere titolo più opportuno e calzante tanto per quest’opera che per il lettore stesso. Perché per quest’ultimo è adatto questo titolo? Semplice, per la sensazione che questa lascia alla sua conclusione. Never let me go… Never let me go..
Sin dalle prime pagine il romanzo prende campo nella mente di chi legge che, pur intuendo “a pelle” l’inevitabile finale e percependo impalpabilmente che qualcosa nella narrazione lo porterà ad affrontare prima di tutto riflessioni su se stesso e sul genere umano, non può fare a meno di interrogarsi su quel che Ishiguro ha plasmato con grande maestria e sottile ma dirompente durezza. Man mano che le battute scorrono il mistero da nebuloso prende forma fino ad essere svelato nella sua più chiara nitidezza. Ed ecco che sensazioni di delicatezza, groppi allo stomaco, inquietudine, malinconia, tristezza, felicità, ingiustizia, curiosità, tenerezza, amarezza e tante altre ancora prendono possesso dell’anima di chi si cala nelle vesti dei tre protagonisti. I tre ragazzi che veniamo a conoscere, episodio dopo episodio, sono ognuno colonna portante della narrazione e giocano in essa un ruolo chiave.
Come non amare il tentativo di Kath di restare uniti e fedeli a quell’unica certezza che la loro vita ha avuto così come non identificarsi nella profonda tristezza che li accompagna per tutta la vicenda, come non sorridere dinanzi ai tentativi di Tommy di trovare le risposte ai loro perché, il suo ruolo nel mondo e di recuperare il tempo perduto, come non immedesimarsi nella stessa – a tratti odiosa a tratti fragile – Ruth che per tutto il componimento copre uno dei ruoli più ostici in assoluto. E alla fine, quando ormai altro epilogo non esiste, come non sentire quella morsa allo stomaco per quella distopia che tanto lontana non è dai giorni nostri. Come non sentire il dolore delle anime che colorano questo romanzo, come non pensare a quanto l’uomo possa essere egoista, continuare a temere il prossimo perché diverso e disumanizzare persino sé stesso pur di raggiungere i suoi obiettivi.
“Non lasciarmi” è la storia di un amore che ha potuto fiorire quando ormai era troppo tardi, è il racconto di amicizie contrastanti e talvolta incongruenti, di perdite, di chiacchierate segrete e di dolore per un destino già prescritto e condiviso. Ma è anche una storia di solitudine, perché non basta il fato a rendere le cose già di per sé aberranti, ci si deve mettere anche il percorso per arrivare a quel non ambito traguardo. La sofferenza non solo va vissuta ma va anche osservata stando accanto a chi un domani saremo noi. Si, perché prima di poter essere donatori si è assistenti, e se oggi cerchiamo di elargire conforto a chi cerca di concludere il suo ciclo, conscio del fatto che dopo la quarta donazione si è tenuti in vita finché “non decidono di spengerci”, sappiamo già che tra uno, o forse cinque anni, quando il nostro compito sarà giunto al suo termine, saremo noi ad avere al nostro fianco una giovane anima per accompagnarci nel nostro ultimo viaggio.
Questo e molto altro è “Non lasciarmi”. Ti entra dentro, ti indossa come se tu fossi un vestito fatto su misura e ti costringe a riflettere sul valore della vita e sull’inevitabilità della morte. Mi sono limitata a darvi un assaggio di ciò che l’opera offre, un po’ per non svelarne il mistero, un po’ perché questa dona un qualcosa di diverso ogni volta che viene affrontata e differentemente per ogni individualità. Una lettura rapida ma indelebile, una di quelle che dovrebbe essere nella libreria di ognuno e che da ciascuno dovrebbe essere letta. Un romanzo che si sente dall’inizio alla fine.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a tutti coloro che desiderano affrontare una lettura di riflessione e crescita personale.
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Commenti

13 risultati - visualizzati 1 - 10 1 2
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Che trasporto! E' una delle storie più tristi che ricordo e forse è il miglior Shiguro che sia stato scritto, IMHO.
Maria, la tua recensione è molto bella.
Di Isiguro ricordo la lettura e la rilettura di "Quel che resta del giorno" : libro magnifico, uno dei testi più belli, in assoluto, della letteratura mondiale degli ultimi decenni.
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Mian88
07 Gennaio, 2015
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E' vero Gracy, una delle storie più tristi che ricordo ma anche uno dei componimenti più belli dell'autore. L'ho sentito dall'inizio alla fine, oltre ad essersi fatto divorare in un giorno e poche ore mi ha lasciato veramente tanto. E come con "L'ombra dell'uomo" mi dispiace sinceramente di averlo già ultimato. :-(
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Mian88
07 Gennaio, 2015
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Grazie Emilio, ho sentito molto questo romanzo e credo che sia una di quelle opere che più che essere descritta nel dettaglio meriti di essere letta per poi essere custodita nel cuore giorno dopo giorno. Non ho ancora avuto modo di leggere "Quel che resta del giorno" ma ne ho già preso nota ed appena possibile lo divorerò sicura della sua bellezza. :-)
che bel commento Mian!
mi ha sempre attratto questo titolo...
Bella recensione, intensa e profonda come intenso e profondo è il romanzo.
Complimenti
Riccardo
Uff possibile che solo io l'ho trovato noiossissimo e l'ho mollato a meta' ?
Complimenti per avere evitato lo spoiler, io credo che mi abbia compromesso la lettura uno spoiler privo di avviso su qlibri , anzi mi sa Che spoilerava addirittura il titolo !
Nel frattempo attendo qualcuno che lo trovi illeggibile :-)
siti
08 Gennaio, 2015
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Bel commento, in linea con i miei percorsi: io questi giorni leggo dell'autore "Quel che resta del giorno", ho grandi aspettative ma già il tuo intervento mi fa presagire piacevolezza.
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Mian88
08 Gennaio, 2015
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Grazie Silvia! Concordo con te, è un titolo che è tutto un programma! ;)
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Mian88
08 Gennaio, 2015
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Grazie Riccardo, mi fa molto piacere sapere che il mio commento ti sia piaciuto, è stato un romanzo che ha lasciato il segno ed ha indotto a molteplici riflessioni. Non vedo l'ora di rileggerlo in futuro. :-)
ps. molto bella anche la tua in merito a quest'opera!
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