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Non lasciarmi
 
Non lasciarmi 2016-01-25 13:25:14 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    25 Gennaio, 2016
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“Sono un eccellente donatore”

“Vi è stato insegnato. Siete studenti. Voi siete... speciali”.
Si tratta di uno di quei romanzi che restano impressi, ricchi di immagini potenti e di interessanti spunti di riflessione. Conoscerne in parte la trama, magari avendo visto il bel film che ne è stato tratto, serve ad avere fin dall'inizio le giuste coordinate, visto che nei primi capitoli il punto della questione resta volutamente in uno sfondo nebuloso, mentre ci si sofferma forse un po' troppo, ma con sorprendente verosimiglianza, sui ricordi degli anni passati in quello che sembra una sorta di collegio: ci sono gli “studenti” e c'è “il mondo fuori”.
Si procede per vaghi accenni, ma se si riesce ad entrare in sintonia con le sapienti sfumature della narrazione si apprezzerà l'abilità dello scrittore, che tratteggia l'amicizia, l'amore, il dramma senza mai andare sopra le righe o scadere nel sentimentalismo.
Più interessante la seconda parte, con paesaggi emblematici descritti con maestria: deprimenti cittadine balneari battute dal vento, cieli plumbei, tramonti, ad indicare la fine della spensieratezza infantile e l'ingresso in un'esistenza già programmata per i protagonisti, creature tragicamente sole.
Osservando il modo pacato in cui questi ultimi accettano il loro destino di esseri umani senza diritti (“Sono un eccellente donatore”), le loro timide e infondate speranze, ci si interroga sulle conseguenze nefaste che potrebbe avere il progresso nel campo della genetica, ma andando più a fondo la domanda inquietante è un'altra: fino a che punto le scelte di ognuno di noi sono libere e non condizionate da concetti che diamo per scontati, essendoci stati inculcati nell'infanzia?
Sembra che poco o nulla si voglia concedere alle emozioni, con un modo piuttosto British di relazionarsi ad esse e controllarne la portata, ma intanto si fa strada nel lettore una viva compassione per i personaggi, grazie all'approfondimento psicologico e a certe sensazioni palpabili:
“Ero consapevole del tessuto dei suoi abiti, di ogni cosa che lo riguardava”.
Lo stile semplice fa da contraltare ad una narrazione introspettiva e complessa che celebra e al tempo stesso ridimensiona miseramente i sentimenti umani più profondi, lasciando il retrogusto amaro di una commemorazione.

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Commenti

8 risultati - visualizzati 1 - 8
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Ciao Cristina,
complimenti, bellissima analisi di un romanzo che mi ha colpito particolarmente.

Saluti
Riccardo
Bruno Elpis
26 Gennaio, 2016
Ultimo aggiornamento:
26 Gennaio, 2016
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Mi colpisce questo contrasto tra lo spessore dei contenuti e la calibratura della forma. :-)
Ciao!
Anche a me il romanzo è piaciuto molto anche se non come l'inarrivabile Quel che resta del giorno. A me piace molto il tono british non melodrammatico ma efficace, sentimenti e emozioni non sbattuti in faccia ma forti.
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Cristina72
26 Gennaio, 2016
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Grazie Riccardo, colpisce eccome, nonstante conoscessi già la trama avendo visto il film.
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Cristina72
26 Gennaio, 2016
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Penso che ti piacerebbe Bruno! Io l'avevo escluso per qualche recensione negativa ma poi mi è capitato di trovarlo gratis in pdf su Internet. Consiglio di approfittarne ;-)
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Cristina72
26 Gennaio, 2016
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Anche a me affascina l'understatement britannico :-) A proposito di Quel che resta del giorno, qualcuno lo ha definito prolisso, per questo sono indecisa se leggerlo o meno.
Il tuo bel commento, Cristina, mi conferma il motivo per cui non ho letto il libro: parlo dell'argomento, perché, quanto a stile, Isiguro sa giungere a livelli altissimi. Se hai letto "Quel che resta del giorno" penso proprio sia d'accordo con me.
In risposta ad un precedente commento
Cristina72
27 Gennaio, 2016
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Se me lo consigli lo metto in lista, mi fido :-)
8 risultati - visualizzati 1 - 8

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