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Patria
 
Patria 2018-09-26 06:16:54 alba ciarleglio
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
alba ciarleglio Opinione inserita da alba ciarleglio    26 Settembre, 2018
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Delitto, castigo, perdono

Questo romanzo esce in Italia proprio quando l'ETA si scioglie definitivamente, dopo decenni di terrore che conta più di ottocento morti e tra questi, più di trecento civili. Certamente, quando i media ci restituiscono le immagini e le storie del terrorismo, ci si sofferma troppo poco sull'effetto che questi assassinii provocano sulle famiglie delle vittime. In questo romanzo, Aramburu esplora il terreno fragile, scivoloso e incerto di chi ha subito il danno e di chi lo ha inferto. Ma che succede quando i protagonisti del racconto vivono nella stessa comunità, per di più legati da profonda amicizia? È questo che racconta lo scrittore, riuscendo a far impallidire qualsiasi motivazione politica davanti alla potenza dei personaggi, delle donne in particolare, mogli e sorelle delle vittime. Un racconto dettagliato che non può non farci pensare al nostro paese, -con le dovute differenze storiche- e della "nostra" lotta armata. Racconta come giovani menti vengono requisite dall'organizzazione, soprattutto se prive di senso critico, è meraviglioso il confronto tra i due giovani fratelli, Joxe Marì e Gorka, uno vittima della propria ignoranza, facilmente manipolabile, l'altro poeta, appassionato lettore e per questo sbeffeggiato. Meravigliosa la figura di Bittori,
che non può darsi pace, e dei suoi dialoghi sulla tomba del marito assassinato.

Altra nota affascinante, è che l'autore si serve di una forma di scrittura audace, diretta, popolare. Ogni tanto ci si chiede: ehi! sta parlando proprio a me!

C'è un bellissimo andamento circolare nel romanzo, se dovessi rappresentarlo graficamente, sarebbe il cerchio Zen, simbolo dell'illuminazione, della forza, dell'universo. Quell'universo mondo che non ha bisogno di sparare o di vendetta, ma più semplicemente desidera una richiesta di perdono come riparazione all'ingiustizia subita. È così determinata Bittori, da chiuderlo quel cerchio, in un finale sottotono e potente che lascia il il groppo in gola.

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Commenti

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20 Mag, 2019
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Bellissima recensione per un bellissimo romanzo. Complimenti e grazie.
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