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Non lasciarmi
 
Non lasciarmi 2018-11-03 14:11:38 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    03 Novembre, 2018
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Non lasciarmi... Oh, tesoro... Non lasciarmi...

Cosa permette di definirci degli esseri “umani”? Cosa può provare che abbiamo veramente un'anima? Forse il fatto che possiamo scrivere delle poesie o che riusciamo a realizzare un'opera d'arte? O più semplicemente perché ci innamoriamo?
Terminata la lettura di “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro, questi interrogativi si affollano nella mia mente insieme ad un forte senso di malinconia e tristezza ma anche profondo coinvolgimento emotivo: questo sarà un libro che porterò ancora per un po' con me, non sarà facile dimenticarlo.
La voce narrante, Kath H. ci racconta la sua storia, con tono intimistico e confidenziale, e siamo subito rapiti e catapultati dentro a questo mondo, allo stesso tempo così familiare e così diverso dal nostro. Il suo racconto inizia quando la ragazza ha trentuno anni e da più di undici è un'assistente di misteriosi “donatori”: ben presto inizia la rievocazione di episodi della sua infanzia ed adolescenza in un prestigioso collegio inglese, Hailsham. Kath ci narra del particolare legame con un'amica, Ruth, e con un ragazzo, Tommy, che ha segnato tutta la sua breve esistenza e che è appunto nato fra le aule e le camerate di Hailsham.
Cpiremo ben presto però che c'è qualcosa di strano ed enigmatico negli eventi ricordati: chi sono veramente Kath, Ruth e Tommy? Perché non hanno i genitori, una famiglia? Perché si trovano lì e a che cosa sono destinati?
Stiamo leggendo infatti un romanzo in qualche modo distopico, ucronico per l'esattezza, in cui l'autore si è immaginato che il corso della storia sia stato modificato rispetto alla realtà e sta raccontando come sarebbe potuta essere la situazione odierna se si fossero verificati determinati fatti. Ci troviamo in Inghilterra nei tardi anni Novanta del Novecento, ma non nel mondo reale: in un luogo dove dopo la seconda guerra mondiale sono stati fatti enormi progressi nella scienza medica, che hanno portato a trovare la cura per tutte le peggiori malattie che funestano l'umanità: ma come e a che prezzo vi lascio la soddisfazione di poterlo leggere da soli.
Il romanzo affronta un tema complesso e non certo nuovo per la letteratura: quanto può essere lecito e moralmente accettabile che l'uomo possa “manipolare” la vita a suo vantaggio? Gli esseri così creati sono umani oppure no? Hanno un'anima? Possono sopportare una vita di solitudine e senza alcuna progettualità?
La grandezza di Ishiguro come autore di questo splendido libro penso che risieda nell'aver dato voce ad un io narrante credibilissimo, nel quale possiamo riconoscerci: una ragazza che ricorda la sua adolescenza e qualche episodio dell'infanzia, vissute in un luogo particolare ma attraversate da sentimenti universali come l'amicizia, il bisogno d'affetto, la ricerca della propria identità. Ciò che rende struggente e profondamente coinvolgente questo romanzo è proprio la vicinanza ed empatia che proviamo nei confronti di Kath, il modo in cui racconta e rivive il passato, la rievocazione di piccoli ma significativi episodi che hanno scandito la costruzione o demolizione di relazioni importanti per qualsiasi adolescente, come una profonda amicizia o un primo amore. Kath non racconta assurdità o fatti rocamboleschi: ci parla della sua amicizia con Ruth, non è un legame idealizzato, è reale, fatto di piccole incomprensioni, di profondo affetto ma anche di invidia e gelosia; ci parla del legame con Tommy, che inizia come sintonia ed intimità intellettuale e si trasforma in qualcos'altro solo troppo tardi. E' per questo che crediamo a Kath e le situazioni che descrive ci sembrano reali, è per questo che possiamo inorridire per il destino degli studenti di Hailsham.
Una lettura stupenda, che mi ha fatto finalmente comprendere il valore di questo autore, premio Nobel per la letteratura nel 2017: da intraprendere per emozionarsi e per riflettere.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Lo consiglio sicuramente a tutti. Per la tematica trattata a chi ha letto "Il Golem" di Isaac B. Singer e "Frankenstein" di Mary Shelley.
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Commenti

10 risultati - visualizzati 1 - 10
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Brava Chiara! Mi fa piacere che tu l'abbia letto e che ti sia piaciuto. Concordo totalmente con la tua opinione :)
Bel commento! Un libro che appena finito non mi aveva convinto del tutto, più per un fatto di sintonia stilistica che di contenuto, ma confesso che con il tempo mi è tornato costantemente in mente. Devo per forza approvarlo in pieno :)
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Chiara77
04 Novembre, 2018
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Ciao Maria, grazie per avermelo suggerito, all'inizio non ero convinta di volerlo leggere! Invece... ;))
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Chiara77
04 Novembre, 2018
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Ciao Daniele, grazie. A me invece è piaciuto molto anche lo stile... Ishiguro è veramente uno scrittore superlativo, che si trasforma nei suoi personaggi e ne descrive perfettamente emozioni e pensieri. Avevo già letto "Quel che resta del giorno", che non mi ha colpita come questo a livello emotivo, però anche lì Ishiguro era diventato Stevens.
siti
04 Novembre, 2018
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Solo a me non è piaciuto?
Ciao Chiara, mi hai proprio incuriosito. A me Quel che resta del giorno è piaciuto davvero tanto.
Poi ho letto un altro romanzo di Ishiguro ( Quando eravamo orfani)che ho trovato lontano da quel livello.
Non credo che affrontero' a breve questa lettura,(vedo tra l'sltro pareri contrastanti ) però la metto in lista, anche perché ol tema mi interessa. Un saluto
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Chiara77
05 Novembre, 2018
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No, Laura, in effetti ci sono molte recensioni negative: io infatti non volevo leggerlo e non ho nemmeno comprato il libro ma l'ho ottenuto tramite uno scambio. Poi Maria mi ha convinta a provare... Quindi, a molti non è piaciuto.
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Chiara77
05 Novembre, 2018
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Ciao Pierpaolo, a me invece "Quel che resta del giorno " non aveva entusiasmato. L'ho apprezzato ovviamente ma non è tra i miei preferiti. Mi sembra che chi ha amato quello poi non ha particolarmente gradito questo e viceversa. Forse dipende dalla grande maestria con cui Ishiguro sa dare voce ai propri personaggi scrivendo così dei testi molto diversi: di certo con lui non si prova la sgradevole sensazione, dopo aver letto il primo libro, di rileggere sempre la stessa cosa! Quindi non so se potrà piacerti o meno ma sicuramente ti consiglio di provare a leggerlo!
Un caro saluto
Chiara
Ottimo commento, Chiara. Di Ishiguro ho letto solo "Gli inconsolabili", mentre di "Non lasciarmi" e "Quel che resta del giorno" ho visto solo le - peraltro molto riuscite - trasposizioni cinematografiche. Mi sembra però di avere capito che Ishiguro non è mai lo stesso scrittore, ma di romanzo in romanzo cambia sempre la propria pelle, passando da Kafka alla distopia alla narrazione "old british": un vero camaleonte letterario!
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Chiara77
05 Novembre, 2018
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Grazie Giulio! Sì, penso proprio che Ishiguro sia un bravissimo camaleonte letterario. Un vero e proprio talento da Nobel.
10 risultati - visualizzati 1 - 10

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