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La porta
 
La porta 2019-08-01 07:39:13 DanySanny
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DanySanny Opinione inserita da DanySanny    01 Agosto, 2019
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Invasione di spazio

Due donne, Magda ed Emerenc, intellettuale borghese l’una, donna del popolo, umile e concreta l’altra, mente contro mani, distanti e irragionevoli nelle loro pretese, dominano la scena alla ricerca di un equilibrio difficile, sofferto, di un’invasione di spazio che può salvare entrambe e rendere meno greve la solitudine della vita. Emerenc ha una forza insolita per la sua età, governa, decide, comanda, al sicuro oltre la soglia della propria casa, quella porta che separa, simbolicamente, il suo spazio dal resto del mondo, che si oppone all’apertura, alla condivisione più pura. Perché la donna sa bene che nella condivisione c'è la salvezza, ma anche che in ogni apertura si annida il rischio del dolore. Non si può soffrire quando si resta bardati nella propria autosufficienza. Cosa nasconde Emerenc in casa sua, quale segreto così impenetrabile da non poter essere condiviso, quale insolito incanto la vive e la anima? Nella rigida dicotomia di Emerenc il mondo è diviso tra “chi scopa e chi non lo fa”, e da questi ultimi “ci si può aspettare di tutto”. Solo col tempo Magda riuscirà a scalfire l’armatura inossidabile che la vecchia le oppone contro, solo col tempo, in una notte di tempesta e tuoni, un antico ricordo, un dolore insopportabile, torna a reclamare la sua dose di disperazione e solo lì, alle pendici della sofferenza, le due donne si riconoscono. Eppure a volte non basta, davvero non basta, sapere quello che è giusto per comportarsi in tal modo, talora non è sufficiente sapere cosa è giusto fare, per farlo, perché la vita accade, le decisioni si prendono e non sempre la realtà garantisce il tempo di riflettere. E il prezzo, il prezzo incandescente, è la fiducia tradita.

Magda Szabò costruisce una storia che nel suo movimento di tesi, antitesi e sintesi fallisce la risoluzione in una definitiva frammentazione etica, riflesso di una incomunicabilità senza scampo e della pretesa che ognuno ha di conoscere ciò che è bene per l’altro. Szabò fa cioè esplodere un dilemma morale non da poco: è giusto staccare la spina a chi non vuole altro o piuttosto bisogna persuaderlo e tenerlo in vita? Quanto conta la fiducia quando la situazione è disperata, quanto può essere facile rompere un rapporto che si pensava oramai solido? Il dramma, in questo libro, è che entrambi i personaggi hanno le loro ragioni e ogni schieramento, ogni simpatia del lettore, si trova contro la bontà dell’avversario. Non si può scegliere tra la madre e il bambino, non si può scegliere tra uccidere e morire, non si può scegliere tra la vita e la dignità della sopravvivenza. Il tutto nel grembo di un’amicizia tra donne che ha i contorni di una dura epopea. Manca forse all’autrice una certa fluidità stilistica ed è un peccato perché, nel primo capitolo, dimostra di saperlo fare meglio di come poi prosegue, come se il libro si facesse più una memoria che un romanzo, con una più piana progressione della scrittura. Il risultato è un libro doloroso, in cui pagina dopo pagina le fibre del testo raccolgono la sofferenza dei personaggi fino a esasperarla in un finale che porta con sé solo la cenere di quello che è stato.

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Commenti

9 risultati - visualizzati 1 - 9
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Felice di leggere le tue parole con un libro che mi ha tanto fatto soffrire. :)
Ottima analisi, Daniele! Anche per me stesso identico voto :)
Spesso ho sentito parlare bene di questo libro, la tua bella analisi lo conferma. Ho il difetto di leggere poche autrici, prediligo i maschi, e questo spesso mi frena nell'iniziare a leggere una donna: a meno che non si tratti della Woolf, Yourcenar oppure Elsa Morante, il mio tris geniale. Se mi capiterà l'occasione, proverò a leggerlo.
Un libro letto e riletto. Per me, un capolavoro.
Anch'io, Daniele, al primo approccio avevo avuto la sensazione di una scrittura non fluida (tanto che l'avevo abbandonato!) .
Ripreso in altro momento ne ho scoperto la grandezza, anche per la scrittura.
Mi è rimasta la curiosità su eventuali (ma probabilissimi) aspetti autobiografici : l'autrice ha chiamato Magda una delle due protagoniste, con il suo stesso nome ; l'intellettuale, ovviamente.
Poi , la scrittrice di successo, i rapporti col regime (che però non parrebbero rispecchiare quelli avuti dalla Szabò.
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DanySanny
01 Agosto, 2019
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Sì Ioana, nomini tre grandi scrittrici! Ti consiglio anche Christa Wolf, che a me piace molto.
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DanySanny
01 Agosto, 2019
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Ciao Emilio, in effetti è un libro molto apprezzato qui sul sito! Ora vorrei leggere L’altra Eszter, che mi è stato consigliato proprio per la bellezza della scrittura.
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DanySanny
01 Agosto, 2019
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Sì, Laura, ho visto sotto! Un bel libro
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DanySanny
01 Agosto, 2019
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Vero Maria, è un libro duro, non si sa da che parte stare.
Non ho letto il libro che hai citato.
Fra i testi che conosco dell'autrice, ho trovato assai interessante "La ballata di Iza" .
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