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Un anno terribile
 
Un anno terribile 2021-02-01 09:15:56 Valerio91
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    01 Febbraio, 2021
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Siamo tutti Dominic Molise

Un romanzo molto breve ma intenso.
Nelle mie letture recenti sto riscontrando quanto esistano autori capaci di condensare in un limitato numero di pagine una gran quantità di cose, riuscendo a essere incisivi e a lasciare un segno nella mente del lettore. È il caso anche di John Fante col suo “1933. Un anno terribile”, che ha come protagonista Dominic Molise: un ragazzo italo-americano che vive nella piccola (e limitante) cittadina di Roper: in Colorado. In mezzo a un circo delle mediocrità, Dominic sente sé stesso già fuori posto e destinato a un più brillante destino grazie a quello che considera un dono di Dio: il Braccio, come lo chiama lui. Il Braccio, con la bi maiuscola come riferendosi a una persona in carne ed ossa, o a un’entità fornita d’una propria e specifica volontà che è una soltanto: diventare uno dei più grandi lanciatori della storia del baseball. Volontà che, ovviamente, coincide con quella di Dominic.
Ma quanti ostacoli si frappongono al sogno di Dominic? Una nonna emigrata che non è mai stata in grado di integrarsi e sfoga la sua frustrazione nel continuo inveire contro chiunque; una madre molliccia, totalmente succube del marito e di Dio; un padre disoccupato, donnaiolo, che ha già scelto per Dominic riguardo al suo futuro. Ma Dominic non ci sta, Dominic vuole inseguire il suo sogno a ogni costo: è convinto dei propri mezzi, il Braccio ne è convinto. Ma spesso, i mediocri possono farci credere di non essere abbastanza, che un dono evidente sia solo frutto d’una sopravvalutazione di noi stessi, che ci sono cose più importanti e “sicure” a cui dedicarsi.
Quanto c’è di Dominic in tutti noi? È un personaggio che, devo dire, ho sentito piuttosto vicino. Chi di noi, infatti, non insegue un sogno? Certo, qui si tratta d’un sogno prettamente giovanile, caratterizzato da fattori periferici tipici di quell’età, come l’amore non corrisposto per una bellissima ragazza, Dorothy. Tuttavia riscontriamo anche fattori più “adulti”: la ricerca del successo e del denaro per fuoriuscire da una condizione miserevole, nella quale la Fortuna ci ha dato i natali; la voglia di rivincita verso la Fortuna stessa e verso coloro che, trattati da essa con più clemenza, ti guardano dall’alto in basso e non ti considereranno mai degni di loro. Che gioia sarebbe sovvertire tutto questo, solo con la forza del proprio Braccio o del proprio Intelletto! Ma spesso la vita, i mediocri, coloro che non ce l’hanno fatta, ti tengono giù anche quando avevi le potenzialità per spiccare il volo. A volte i sogni si raggiungono solo quando “non si ha altra scelta”, quando il raggiungimento di quei sogni è una questione di vita o di morte. È così per Dominic, deve esserlo anche per noi?

“Ero steso in quella notte bianca e guardavo il mio respiro che formava nubi di vapore. Sognatori, eravamo una casa piena di sognatori. La nonna sognava la sua casa nel lontano Abruzzo. Mio padre sognava di essere senza più debiti e di fare il muratore a fianco di suo figlio. Mia madre sognava la sua ricompensa celeste con un marito allegro che non scappava via. Mia sorella Clara sognava di fare la suora, e il mio fratellino Frederick non vedeva l’ora di crescere per diventare un cowboy. Se chiudevo gli occhi riuscivo a sentire il ronzio dei sogni per tutta la casa, poi mi addormentai.”

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Commenti

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Valerio, la tua bella recensione mi ha destato qualche interesse verso il noto autore che ho sempre escluso come pregiudizialmente non nelle mie corde.
Questo titolo mi manca Vale, segnato. Bravissimo :-)
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Valerio91
03 Febbraio, 2021
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Ciao Emilio,
grazie, fossi in te gli darei un'occasione con questo romanzo o, in alternativa, con "Chiedi alla polvere".
In risposta ad un precedente commento
Valerio91
03 Febbraio, 2021
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Grazie Maria, spero possa piacerti :)
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