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La strada
 
La strada 2022-02-20 22:04:51 cristiano75
Voto medio 
 
2.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
1.0
cristiano75 Opinione inserita da cristiano75    21 Febbraio, 2022
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Lasciate ogni speranza o voi che leggete

Cosa sia successo sulla terra non è dato da sapersi. Sappiamo solo che un padre e suo figlio vagano per lande desertiche popolate da ex-uomini oramai cannibali, tornati al tempo delle scimmie antropomorfe e che fame e disperazione regnano laddove una volta c'era speranza e sole.
Ogni pagina del libro è intriso di così tanta disperazione e mancanza di speranza che il vagare di questi due scheletrici derelitti alla ricerca del mare è una lenta inesorabile agonia non solo per i protagonisti, ma anche per chi si pone a leggere l'opera.
Penso sia stato uno dei libri più cupi, nefasti, opprimenti che abbia mai letto.
Lo posso solo collocare al pari di "ultimo giorno di un condannato a morte" di Hugo.....solo che in Hugo essendo Egli uno dei più grandi scrittori della storia, non solo c'è la storia che angoscia dalla prima all'ultima pagina, ma c'è anche l'introspezione psicologia del protagonista talmente profonda e allucinante che ci si trova anche il lettore a vivere questo ultimo giorno prima del patibolo.
In Mc Carthy, sicuramente un ottimo autore moderno, manca però tutta la parte psicologica che ti permette di "fraternizzare" con i protagonisti.

Prima di leggere il libro, avevo visto il film da cui è tratto con il grandissimo Viggo Mortensen "The Road" del 2009, una gran bella pellicola, che riprende fedelmente le pagine del libro, con una maggiore ricerca degli aspetti psicologici dei protagonisti, che non sono solo due anime perse in un mondo infernale, ma sono anche descritti accuratamente dal punto di vista cognitivo e comportamentale.

Comunque avendo letto anche altre opere di questo autore, credo che sia una di quelle persone a cui piacere scavare sotto la superfice apparente delle cose, andare alla ricerca delle nefandezze peggiori che possano partorire gli esseri umani, scavare nella disperazione e nella miseria degli esclusi ed emarginati.
Me lo immagino, vagare tra le strade di New York o di qualche sperduta cittadina del Minnesota, ammantata di neve e squarciata dal vento, a cercare tra case diroccate, periferie imputridite i soggetti per i suoi romanzi, poi illuminarli con la sua penna, fanne i protagonisti di una qualche storia e darli in pasto ai lettori di tutto il mondo......perchè non dobbiamo mai dimenticare che sotto il lato scintillante della società si nasconde il cuore di tenebra dell'uomo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
L'ultimo giorno di un condannato a morte Victor Hugo
Memorie dal Sottosuolo Dostoevskij
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Commenti

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Credo che questo scritto ma anche questo autore non sia nelle tue corde. Il fulcro dell'opera, almeno secondo me, è proprio la disperazione "di questi due derelitti" e la conseguente incapacità empatica sia tra loro che verso il lettore. Lo scopo è quello di trasportare chi legge in una dimensione dove non vi è spazio per queste emozioni e questa fraternizzazione in quanto il mondo descritto non è più un ambiente ospitale atto a favorire il proliferare di ciò. Se avesse fatto questo, o solamente questo, il romanzo sarebbe risultato incongruente e contraddittorio. Oltre al fatto che avrebbe rotto quello che è l'incanto narrativo perché le divergenze sarebbero state troppo evidenti per un lettore accorto e attento al filo conduttore del narrato.
Inoltre, a caratterizzare questo scritto è proprio lo stile narrativo. Volutamente scarno, volutamente privo di fronzoli, volutamente anaempatico. Qui si parla di andare avanti quando tutto sembra volerti annientare. E non è vero che certi sentimenti non ci sono più: vi è il desiderio dell'istinto di sopravvivenza mixato alla necessità di vivere e salvare il proprio figlio.
La lettura è soggettiva, si ama o si odia un'opera e ci mancherebbe altro, ognuno la pensa come vuole. Personalmente ho amato questo scritto molto più di altre composizioni dell'autore, ma proprio come la lettura è soggettiva ci sono anche autori più inclini a noi e altri che ci sono più lontani. Per me in questo periodo, per fare un esempio, molto lontano è Carrisi. Nel tuo caso credo che a non essere nelle tue corde sia McCarthy.
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