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Due gemelle in America
 
Due gemelle in America 2017-08-28 05:11:30 68
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68 Opinione inserita da 68    28 Agosto, 2017
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Viaggio e normalità violata

Anna Rose ed Anna Felicitas sono due gemelle diciassettenni vissute per lo più in Pomerania, rifugiate, naufraghe, reiette della società, che non possono dirsi ne' realmente tedesche ( da parte di padre ) ne' propriamente inglesi ( da parte di madre ), essendo così ... " malauguratamente e completamente entrambe le cose "....
Molto tedesche fuori e molto inglesi dentro, diverse e complementari, di una bellezza disarmante, da sempre ricercano un po' di felicità non ancora trovata in nessun dove, da quando hanno vissuto il dramma della morte della adorata madre.
Forse è stata la sua scomparsa ad oscurarne l' esistenza, o la colpa è dello zio Arthur che si è impossessato della loro vita, defraudandole di libertà e serenità.
La propria duplice identità finisce ogni volta per escluderle dal mondo imprigionandole in un destino flebile, divise tra accoglienza ed esilio, figlie di una guerra ormai alle porte ( la prima Guerra mondiale ) e di una nazione ( la Germania ) che le renderà invise ed estranee ai più.
Ma gli scenari, per le due adorabili fanciulle, sono aspetti totalmente trascurabili dell' esistenza e quello che realmente conta è ciò che avviene in essi.
Durante la lunga traversata verso l' America ( terra di rifugio ed idea futuribile ) ecco una luce improvvisa, un' ancora di salvezza, la speranza di una nuova vita. L’ incontro con Mr Twist, un passeggero particolare, il " re delle teiere ", sorretto da un fascino ombroso, del tutto privo di una certa armonia delle forme, ma con qualcosa che ...." una volta rotto il ghiaccio invita alla confidenza "... Un uomo incapace di non essere gentile, così compassionevole di fronte a .... " due creature pietosamente randagie ".... e con un vivo interesse nei confronti del loro passato, presente e futuro.
Da subito le accoglie e le protegge, lui che vive da sempre un legame assoluto con la propria madre e che a sua volta ..." e' una madre mancata "... Sullo sfondo una famiglia che si ricongiunge ed una che si separa, ma gli accadimenti si mostreranno diversi.
Le due gemelle si sveleranno, dotate di fascino genuino e bellezza accecante, oltre ad una disarmante impreparazione alla vita. Anne Rose e' una mente attiva, sorretta da una sensibilità estrema, che volge lo sguardo oltre l' apparenza, Anna Felicitas, per contro, guarda all' obiettività delle cose, abituata all' idea che le situazioni si risolvano da sole.
Ma c'è anche un mondo reale richiuso in se stesso, impaurito, poco conciliante, che vede e giudica il percepito e la semplice superficie, travolto da sensazioni e cliché, da mode ed interpretazioni illusorie, da una storia e da un possibile nemico alle porte ( la Germania ), da semplici stereotipi consolidati.
Nel privato, invece, l’ educazione ci schiaccia, e quell’ atavica paura della propria madre e della sua autorità, o semplicemente di ferirne l' affetto, per scoprire in colpevole ritardo di essere alieni e sconosciuti l' uno per l' altra, insinuandosi ..." sospetto, sfiducia e gelosia oltre ogni convenzione ".... (Mr Twist ). Altre volte i genitori, quando si sposano, .... " gettano i figli in un mare di difficoltà di cui neppure si rendono conto ".... ( Rose e Felicitas ).
Quale senso e destino, quale esito e futuro auspicabile? Una semplice considerazione assume rilevanza, la possibilità di vivere circondati dai propri simili, quel tipo di persone che possano sempre essere prese in considerazione, in altro modo ciascuna esistenza sarebbe destinata ad un tragico epilogo.
Per contro, nell' America di quegli anni, nutrire dubbi sulla morale altrui e' una attività assai piacevole, trasformando in breve una opinione in convinzione, isolando ed escludendo i sospettati ed i diversi, costruendo una " storia " che nulla ha da spartire con " la Storia ", assoggettando semplici ed indifesi " esseri umani" alla morale comune.
Ma ogni apparenza, di se stessa vestita, può essere cancellata con la forza di una parola, " l’ amore ". Ed allora si può evadere dai costumi imperanti e dalle rigide barriere del tempo per un nuovo orizzonte ed una salvezza molto “ umana " e libertaria, scegliendo di indirizzare un destino di sentimenti non solo illusori.
Elisabeth Von Arnim ci parla molto di se’ attraverso la sensibilità intellettiva dei suoi personaggi, così poco classificati e classificabili, reietti, diversi, unici, avulsi dalla rigidità e dal conformismo imperante e per questo profondamente liberi.
Le loro voci costruiscono le storie e non viceversa, respirano di vivacità, inventiva, con il profumo di una sana " pazzia " e di una certa anarchia.
Il costrutto narrativo non ne è sempre all' altezza, e la stessa descrizione dei costumi e dei tempi e' a loro strettamente connessa.
Durante la lettura rimane un senso di pienezza emotiva, un viaggio nella sensibilità inseguendo un desiderio di realizzazione, di semplice libertà e di amore, perennemente sospesi in quella irrisolta ( con significati privati e pubblici ) duplicità anglo-germanica tanto cara all' autrice ed in un universo femminile storicamente sottovalutato e bistrattato, svuotato di ogni significato o peggio ancora ignorato, oltre ogni banale e retrograda apparizione formale e di contorno vestita.

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