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La Villa delle Stoffe
 
La Villa delle Stoffe 2018-03-05 18:59:18 ornella donna
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
ornella donna Opinione inserita da ornella donna    05 Marzo, 2018
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Marie e un oscuro segreto

Anne Jacobs ha esordito con romanzi storici e saghe familiari. Ora approda in Italia con La villa delle stoffe, una trilogia che è:

“una storia alla Dowton Abbey”.

E’ vero, perché ha tre elementi che vanno a definirla:

“Una villa maestosa. Una famiglia potente. Un oscuro segreto.”.

La villa maestosa è detta”Villa delle Stoffe”, perché appartiene alla famiglia Melzer, una famiglia importante perché proprietaria della più grande fabbrica di tessuti bavarese. E’ una specie di castello fatato, che si erge maestoso all’interno di una vasta ed ampia tenuta. Marie, ragazza povera, orfana, cresciuta in un orfanotrofio, viene assunta come domestica. Ma lei è una ragazza un po’ ribelle, cocciuta, e mal accetta le angherie e i soprusi dei suoi pari grado: uno stuolo di camerieri e domestici, che la trattano con invidia e le fanno ogni genere di dispetti. Lei è gentile, possiede grazia e determinazione. Siamo nel periodo di apertura dei balli invernali che vedono le due giovani figlie del signore in lotta tra di loro. Da una parte Katharina, più giovane e bella, e dall’altra Elisabeth, che subisce un po’ il fascino incontrastato della sorella. E poi c’è Paul, giovane erede, un po’ dandy, intento a sperperare i soldi del padre, che rientrando per le feste natalizie resta ammaliato dalla bellezza di Marie. In ultimo c’è un segreto, nascosto nel passato della giovane cameriera, che rischia di sconvolgere le vite di tutti.

La villa delle stoffe è:

“una grande saga piena di intrighi, amori, colpi di scena, narrata da un punto di vista molto speciale: quello dei domestici della Villa delle stoffe, che, curiosi, attenti, fedeli o intriganti, spiano ogni mossa dei padroni.”.

Con questo libro si è catapultati all’indietro, nei romanzi del passato, un po’ alla Jane Eyre. Molti sono però gli spunti di riflessioni contenuti in esso: le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche, dello sfruttamento del lavoro minorile, e la miseria di vita degli operai. Per non parlare delle gerarchie all’interno della villa con i padroni da una parte, e dall’altra i domestici, ognuno con il proprio ruolo assegnato e preciso. Sono, così, presenti tutti i temi e gli argomenti che il genere del romanzo storico prevede. Il tutto raccontato con uno stile leggero e frizzante, mai pedante, con una giusta dose di ironia e di critica sociale. Un libro piacevole ed interessante, anche se privo di forti emozioni e di sentimenti, un po’ piatto nella sua intima essenza. Un romanzo leggero, ma interessante.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ha amato Dowton Abbey o Jan Eyre.
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Commenti

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14 Marzo, 2021
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Oltretutto è fantascientifico. Un personaggio nel 1914 ascolta sul grammofono un brano dalla Turandot di Puccini quando Puccini ha iniziato a comporre la Turandot nel 1920. Quindi qualche alieno aveva fornito un disco fin dal 1914 quando l'opera non esisteva. Meno male che ci chiamano il paese del Belcanto, tutti fans di Pavarotti. Possibile che editor, collaboratori alla stesura, traduttori, nessuno l'abbia notato? Cultura non è solo citare Dante a memoria.
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