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I giorni del potere
 
I giorni del potere 2022-04-18 12:21:43 Cathy
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Cathy Opinione inserita da Cathy    18 Aprile, 2022
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La storia prende vita

È una fredda, piovosa mattina del 110 a.C., a Roma, e due uomini assistono nella folla ai sacrifici rituali per inaugurare il nuovo consolato. Caio Mario è un ricco generale di origini italiche che aspira a una brillante carriera politica, ma, sebbene disponga del denaro e delle capacità necessarie, la sua nascita non aristocratica e non romana frena le sue ambizioni. Giunto all'età di 46 anni, è ormai troppo anziano per diventare console e ha quasi abbandonato ogni speranza, nonostante qualcosa dentro di sé, un istinto misterioso, gli ripeta di continuo all'orecchio che Roma ha bisogno di lui.
Di fronte a Mario c'è Lucio Cornelio, che è l'esatto opposto: un giovane biondo e affascinante, di nascita romana e di antico, purissimo sangue nobile. In teoria avrebbe la strada spianata per diventare console. Peccato che il ramo della gens a cui appartiene sia decaduto e che suo padre abbia completamente scialacquato quel che restava del denaro di famiglia. Per accedere al cursus honorum è necessario avere un patrimonio e dunque anche il giovane Lucio, come il maturo Mario, anche se per il motivo opposto, vede i suoi sogni di gloria svanire nel nulla. O almeno così sembra. Tutto sta per cambiare e le loro strade sono destinate ben presto a incrociarsi.
"I giorni del potere" è il primo romanzo di una lunga saga ambientata nell'antica Roma, nei difficili decenni di passaggio dalla repubblica al principato, e ha tutte le carte in regola per essere considerato il romanzo storico ideale. L'autrice, la scozzese Colleen Mccullough, si mostra molto più abile e documentata nel raccontare l'antica Roma di molti suoi colleghi italiani, nonostante la maggiore lontananza geografica e culturale. Non è caso, in fondo, se i suoi romanzi sono spesso citati come fonti dagli storici nei loro lavori.
Il contesto storico, sociale e culturale degli ultimi decenni della repubblica romana è ricreato alla perfezione in ogni suo minimo aspetto: gli avvenimenti e i personaggi principali, gli usi e i costumi, da quelli ufficiali e più celebri a quelli più banali e quotidiani, la rappresentazione della città di Roma, la cui descrizione urbanistica è così accurata da dare l'impressione di trovarsi davanti a una cartina, il modo di pensare e di comportarsi, le battaglie, i banchetti, l'amore, l'amicizia, i giochi politici, le elezioni dei magistrati, la corruzione. Tutto prende vita, concretamente e magnificamente. Il tramonto della repubblica, che apre la strada alle guerre civili, è rappresentato in tutte le molteplici, complesse sfumature, molto meglio di quanto potrebbe fare qualunque manuale di storia: il declino progressivo degli antichi valori, il diffondersi della corruzione, l'aumento dei poveri nullatenenti, che dalle campagne si spostano in città, l'importanza sempre maggiore attribuita all'accumulo di denaro inteso come strumento per conquistare il potere, la comparsa sulla scena politica di uomini nuovi, ovvero di nascita non nobile, ma ben diversi da Caio Mario, spesso poco competenti, disposti a sobillare la folla e a compiere qualunque atto, per quanto scellerato, pur di guadagnarsi un posto di rilievo.
"I giorni del potere", inoltre, sfugge a una vera e propria "maledizione" che affligge molti romanzi storici scritti negli ultimi anni: far agire, parlare e pensare i personaggi come se appartenessero alla nostra epoca. Nel romanzo di Colleen Mccullough Mario, Silla e tutti gli altri personaggi sono davvero uomini e donne del loro tempo e non capita mai che pronuncino una frase o compiano un gesto che appare troppo moderno o comunque distante dalla mentalità e dalla cultura della loro epoca. Sembra di avere di fronte i veri Mario e Silla, come se fossero usciti da un libro di storia. Non si tratta di statue, però, di accurate e fredde rappresentazioni di grandi personalità: oltre a essere autenticamente storici, questi personaggi hanno tutta l'umanità di persone qualunque, con pregi, difetti, desideri, passioni, ambizioni, debolezze.
Leggere questo libro equivale a una splendida immersione totale nella storia romana e, nonostante la mole, la narrazione scorre quasi sempre in modo rapido e piacevole. Per chi ama queste vicende e questi personaggi non si può consigliare niente di meglio.

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Commenti

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Ciao Cathy. La tua recensione mi ha incuriosito. Però non conosco l'autore e su quanto dici del linguaggio fatto usare dai personaggi, non vorrei parlassero in modo gergale come succede in traduzioni affrettate e scadenti.
La McCullough era diventata famosa al grande pubblico col romanzo "Uccelli di Rovo" da cui fu tratta la riduzione televisiva con Richard Chamberlain. Ma col ciclo sull'antica Roma si è ampiamente riscattata. Addirittura ha ricevuto una laurea honoris causa per il lavoro fatto. Eccellente.
Per fugare ogni dubbio: una mia amica docente di latino e greco mi ha confermato che i riferimenti storici sono impeccabili. I personaggi sono resi con una vivezza incredibile, senza distorcerne il contesto storico di appartenenza. Il ciclo (sono 7 volumi per un totale di oltre 6.000 pagine) lo consiglio vivamente a chiunque me lo chieda.

Segnalo anche il romanzo "Il Canto di Troia", che cerca di riportare il racconto omerico a una realtà meno intrisa di interventi divini e mitologici, ma cercando di fornirne una versione storicamente plausibile. Forse lievemente inferiore alla storia di Roma, ma per me comunque da leggere: ne vale la pena.
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