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In Siberia con Dostoevskij
J. Brokken, nel bellissimo "Anime baltiche", parla anche della famiglia del barone Alexander Von Wrangel, che sedicenne fu presente alla simulata esecuzione di Dostoevskij, di cui successivamente divenne grande amico.
Gli eredi del barone hanno quindi contattato l'autore olandese per fargli leggere le lettere inedite che possedevano: la corrispondenza fra il loro antenato e il celebre scrittore russo.
Di qui il lavoro di documentazione che è alla base di questo libro bello e interessante.
Nel 1854 Alexander, al servizio del Ministero della Giustizia, optò "per un incarico nell'angolo più remoto e più deserto della Siberia sudoccidentale".
Fu lì che incontrò l'illustre internato, quando ormai aveva già scontato il periodo più duro della detenzione, tanto che la loro amicizia poté condurli a dimorare nella piccola e graziosa tenuta chiamata Il Giardino dei Cosacchi.
Il libro è molto bello, di pregevole scrittura.
Altrettanto interessante è l'aspetto biografico.
Nei Paesi Nordici il romanzo storico-biografico è una realtà letteraria che sta dando ottimi risultati. Si tratta di opere documentatissime che non indugiano in orpelli romanzeschi : il 'vero storico' e il 'vero poetico' sono intesi nel senso più rigoroso possibile.
A questa categoria appartengono a buon diritto i testi di Brokken.





























