Narrativa italiana Letteratura rosa Per lanciarsi dalle stelle
 

Per lanciarsi dalle stelle Per lanciarsi dalle stelle

Per lanciarsi dalle stelle

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Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi e vedrai che troverai la forza per farne altre. Queste le parole che Sole trova nella lettera che la sua migliore amica le ha scritto poco prima di ripartire. Poche righe messe su carta dopo la prima lite della loro vita. Quella lite di cui Sole si pentirà per sempre perché la persona più importante per lei non fa più ritorno da quel viaggio. Sole non smette di guardare quel foglio perché anche se ha solo venticinque anni non c’è nulla di più difficile per lei che superare le sue paure. Con loro accanto sa che non c’è nulla da rischiare, tutto è già scritto: il suo lavoro sicuro per cui ha rinunciato al sogno imprevedibile di fare l’università e il suo primo bacio mai dato perché è meno pericoloso immaginarlo tra le pagine di un libro che viverlo realmente. Eppure ora Sole non può più aspettare. Lo deve alla sua amica. Così per cento giorni affronta una piccola paura alla volta, dal lanciarsi con il paracadute al salire sulle montagne russe; dal dormire in un bosco sotto le stelle al fare un viaggio da sola a Parigi; dall’andare ad una festa e ballare tutta la notte a pattinare sul ghiaccio. Giorno dopo giorno Sole scopre il piacere dell’imprevisto e dell’adrenalina che fa battere il cuore. Accanto a lei a sostenerla c’è Asia un’adolescente in piena lotta con il mondo che teme il suo stesso riflesso. Rivedendosi in lei, Sole prova a smontare tutti i tasselli della sua insicurezza per insegnarle quello che ha appena imparato: è normale avere paura, quello che serve è solo un unico, singolo, magnifico istante senza di essa per lasciarsi andare. Ma Sole sa che c’è un solo istante che non è ancora pronta a vivere. Quell’istante in cui deve confessarsi al ragazzo di cui è innamorata da sempre. Una prova più difficile di tutte le altre. Soprattutto perché anche l’amore può vestirsi d’abitudine e confondere. Anche per amare davvero bisogna essere pronti a mettersi in gioco. Perché persino i sogni possono cambiare quando sono solo una favola che poco ha a che fare con la realtà.

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Per lanciarsi dalle stelle 2018-10-11 09:31:42 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    11 Ottobre, 2018
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"Sole" in un giorno di pioggia

«Ed è buffo: a volte pensiamo di avere tutto il tempo del mondo, e invece è proprio il tempo tutto quello che ci manca, quando il mondo finisce» p. 28

Sole ha venticinque anni, lavora in un supermercato e ha paura. Ha paura di prendere il treno, ha paura di mangiare condito, ha paura di attraversare i confini della sua regione, il Molise, ha paura delle tarantole, ha paura di tuffarsi dal pedalò, ha paura di parlare in pubblico, di lanciarsi dal paracadute, di portare il cane Omero al parco, di andare in un bar da sola, di andare dal dentista, di fare una dichiarazione d’amore e anche di fare una diretta su facebook. E sì, ha paura anche di avere il cuore spezzato, di fare un’immersione, di creare un blog o di sottoporsi ad una radiografia. Sole, ha semplicemente paura di tutto. Così quando Stella, la sua migliore amica e sorellina acquisita le fa il regalo più assurdo, impensabile e improponibile di un viaggio a Parigi, il litigio è inevitabile. È la loro prima, e purtroppo anche ultima, discussione perché un avvenimento tragico farà sì che le loro strade si dividano per sempre: la morte di Stella. Una dipartita prematura tanto quanto inconcepibile ma non vana. Perché Stella era un vulcano di energia e di vita che a differenza di Sole non aveva paura o meglio, paura ne aveva e tanta, ma aveva deciso di affrontarla e prenderla per quel che è con tutta la sua imprevedibilità e fatalità. Da qui una lettera, una missione per Sole: vincere un poco alla volta tutti i suoi timori perché soltanto affrontandoli ogni giorno uno alla volta, soltanto passandovi in mezzo, questi potranno essere superati.

«Così mi rendo conto che non posso cancellare la paura: ce l’ho, è qui, ormai fa parte di me. Mi tornano in mente le parole di quello sconosciuto: non c’è niente di più lontano dalla felicità che cercarla nella testa degli altri invece che in noi stessi. Stella era felice perché non si preoccupava minimamente di quello che pensavano gli altri: “Che ti importa di quello che hai addosso. Ormai siamo qui, tanto vale divertirci!”. Giusto, mi dico. Ormai sono qui, tanto vale divertirmi» p. 102

Ha inizio in questo modo la sfida di Sole; vincere 100 paure. Che siano più semplici o più complesse non importa, quel che conta è andare avanti nel progetto, crescere, maturare, trovare la forza in se stessi e vivere. Accompagnata dalla giovane Samanta, sedicenne, da sua madre Serena, commessa e collega di lavoro della protagonista, Massimo, amore sognato di una vita e trasfigurato dal romanzo “Orgoglio e pregiudizio” (testo letto la bellezza di 26 volte dalla nostra eroina) alla realtà, e da Samuele, Sole percorrerà una salita senza tregua e senza freni che la porterà a scoprire una nuova se stessa.

«Il gladiatore ha rinunciato al sogno per paura. Il sognatore non avrebbe mai potuto farlo, o ne sarebbe morto.» p. 303

Il tutto tra vecchi amori e sogni infranti, nuovi amori e nuove amicizie, crisi familiari dettate da una ferita profonda e mai rimarginata e la riscoperta di sé stessi, la comprensione e molto molto altro ancora.
A cornice di ciò uno stile narrativo fluido, non particolarmente erudito perché conformato all’età e alle riflessioni dei protagonisti, ma non per questo meno pregevole. “Per lanciarsi dalle stelle” è un volume gradevolissimo, che fa riflettere e che ci fa auto-interrogare con quella leggerezza propria delle grandi auto-analisi. Pecca che ho riscontrato è nella scelta e nel susseguirsi di queste paure che rendono nel senso ma non raggiungono pienamente l’oggetto in quanto tendono a sminuire e a non rendere evidente la crescita della protagonista che viene, un po’ troppo, lasciata all’immaginazione del lettore.
Nel complesso, introspettivo e meditativo.

«Il coraggio non è assenza di paura, ma è agire nonostante la paura, affrontare lo stesso il rischio anche se si è spaventati a morte. Il coraggio è come un muscolo, occorre allenarlo. Pian piano, giorno dopo giorno bisogna spostare l’asticella sempre un po’ più in alto. Facendo così, ci accorgeremo presto che più si affronta la paura, più si guadagna coraggio, e più si ha coraggio, più si è in grado di affrontare altre paure. È un circolo virtuoso, in pratica. Chi sono i coraggiosi allora? I sognatori. Sono loro i più coraggiosi di tutti. Quelli che, nonostante la paura, viaggiano a vele spiegate incontro ai propri sogni.» p. 320

«Bisogna mangiare terra e sporcarci le mani, bisogna farci scorticare anima e cuore. Mai tirarsi indietro. Chi vive ogni istante con passione non spreca il dono prezioso che è la vita. […] Sono viva. È vero siamo polvere di stelle. Ma questa polvere non viene dal cielo ma da noi stessi. È fatta di coraggio, forza e determinazione: ce l’abbiamo dentro e può farci arrivare in cima al mondo» p. 325

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