Narrativa italiana Romanzi Allah, san Gennaro e i tre kamikaze
 

Allah, san Gennaro e i tre kamikaze Allah, san Gennaro e i tre kamikaze

Allah, san Gennaro e i tre kamikaze

Letteratura italiana

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Salim, Feisal e Amira, tre giovani terroristi, hanno appena saputo la destinazione della loro prima "santa" missione: Europa, Italia, Napoli. Napoli? Perché proprio Napoli? I tre ancora non sanno che è una delle città più affascinanti e imprevedibili del mondo. E non sanno che, tra scioperi improvvisi, tifosi inviperiti, liquefazioni del sangue di san Gennaro, i loro piani saranno sistematicamente boicottati.

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Allah, san Gennaro e i tre kamikaze 2019-08-13 01:40:50 Clangi89
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Clangi89 Opinione inserita da Clangi89    13 Agosto, 2019
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Lascia che sia Napoli a parlare

Cosa possono aspettarsi dei giovani aspiranti kamikaze una volta approdati a Napoli per programmare la strage degli infedeli? Nella mente di Salim, Feisal e Amira i progetti sono chiari. Il comando presso il quale si sono duramente addestrati vuole che la città partenopea sia oggetto di attacchi terroristici, quindi, i tre vengono spediti ad esplorare le zone di affollamento per meglio programmare l'attacco al martirio.
Quello che non era previsto nei dettagli dell'operazione era in sostanza tutto! L'approccio con Napoli, il contatto fisico con la gente, le tradizioni, le vie, i rumori ed i sapori è di per sé un vero e proprio viaggio fuori e dentro ognuno di loro con effetti sorprendenti che solo la tipica tradizione partenopea poteva suscitare.
La giovane Amira alle prese con la rabbia per aver perso la famiglia negli attacchi americani, studia i luoghi frequentati dagli studenti e le zone dalla movida. La donna è convinta della sua lotta e degli ideali che persegue ma proprio durante gli appostamenti certi incontri inattesi scombussolano la sua etica, la sua mente ed i suoi rispettivi sentimenti. Cosa vuole da lei Matteo, cosa le sta tirando fuori? Qual è allora il possibile confronto tra medio oriente ed occidente?
Feisal giovane e sognatore é alle prese con i monumenti, le chiese e la cultura napoletana per scegliere dove dovrà attaccare. La sua piccola vita si colora delle affettuose attenzioni, donate e ricevute, dal gattone del quartiere che, non a caso, decide di alloggiare con il trio degli aspiranti Kamikaze. Una volta battezzato con il nome Mustafa il felino è parte integrando dell'alloggio! Cosa potrà mai rivelare San Gennaro al nostro scombussolato Feisal non è da spoilerare, ovviamente, basti immaginarsi un dedalo di sentimenti ed impressioni, avventure e malesseri psico-fisici e mancamenti deliranti nella mente di un giovane, non qualunque!
La squadra è guidata da Salim convinto temerario, quanto inconsapevole portatore di sventura e di disastri. Ad ogni passo nei mezzi di traspirto e nei vicoli malfamati, non soltanto le persone ma pure il temuto gabbiano Pizzicatore avrà da discutere con Salim.
Per non parlare della loro postazione alloggiati a scovata dal Volpacchiotto con tanto di vista calorosa sulla vita della vicina Rosa, una tivù autonoma ed autogestita ed una buona dose di insetti a far loro compagnia.
Avventure si susseguono con ironia saggiamente dosata di Imperatore che non lascia però traccia di volgarità o inutile leggerezza, al contrario, si sorride e si riflette allo stesso tempo. L'autore ci parla di Napoli e ci fa calare nelle sue mille realtà e tradizioni. Il tema è inoltre di difficile trattazione, tradizioni e sentimenti messi a contatto. Come stabilire il dialogo costruttivo, il confronto di idee tra due mondi che sembrano tanto distanti? Imperatore ci dà una linea su cui riflettere sul delicato equilibrio, tema di non poco conto. La penna dell'autore ci mette di fronte al contatto fisico che giorno per giorno si crea grazie agli incontri, alla realtà toccata con mano perché l'ambiente influenza le persone e queste influenzano l'ambiente circostante. Solamente la volontà a volte inconsapevole dei soggetti, può determinare dei cambiamenti, non è semplice questo ed il finale ne è la conferma. Tuttavia quando qualche corda dell'animo umano viene smossa, allora, qualcosa cambia! Uno stile lineare con dettagli curiosi e spunti di pensieri sempre in agguato.
Napoli è il teatro di tutto ciò. Da leggere, assolutamente, un libro curioso, ironico, riflessivo, un vero viaggio!

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Allah, san Gennaro e i tre kamikaze 2019-07-24 10:52:49 Laura V.
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Laura V. Opinione inserita da Laura V.    24 Luglio, 2019
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“Ce vulesse 'na bomba”

Non è facile, di per sé, affrontare un argomento serio, drammatico e complesso come quello del terrorismo. Impresa a dir poco ardua, poi, se s'intende trattarlo in modo leggero e addirittura ironico! Eppure, Pino Imperatore, autore campano dedito notoriamente alla scrittura umoristica, c'è riuscito alla perfezione e la sua verve creativa ha dato alla luce un romanzo a mio avviso strepitoso!
Ed eccoli gli aspiranti kamikaze evocati fin dal titolo: i siriani Salim e Feisal e l'irachena Amira, tre giovani vite indottrinate e addestrate a puntino nei campi del feroce califfato islamico, incattivite e senza prevedibili ripensamenti sul proprio futuro martirio. Obiettivo da colpire: Napoli, città dannata e viziosa dell'odiato Occidente infedele. I tre vi giungono come turisti qualsiasi, ignari però di quel che essa ha in serbo per loro durante le successive settimane di sopralluoghi mirati a individuare i singoli bersagli dove operare le stragi. Già, perché sarà Napoli, con la sua umanità molto variegata, le sue profonde contraddizioni, infiniti vizi e virtù, senza naturalmente dimenticare l'immancabile san Gennaro, ad avere a poco a poco la meglio sul terroristico terzetto, regalando al lettore una miriade di quadretti esilaranti.
Azzeccatissimi i tre protagonisti (seppure, in verità, spesso si rivelino estremisti musulmani poco credibili), così come sono perfetti tutti gli altri personaggi che s'incontrano nel corso della narrazione, dalla procace signora Rosa al logorroico Arturo 'o Filosofo, dal pacifista professor De Bottis all'economico e commerciale venditore Cammarota Leopoldo; oltre agli uomini, persino le bestie, cui sembra mancare soltanto la parola, diventano memorabili in questo libro: il simpaticissimo gatto Mustafà, l'agguerrito esercito di blatte che alberga nelle case e, dulcis in fundo, 'o Pizzicatore, il temuto gabbiano reale che finisce per incutere molto più terrore di qualunque possibile kamikaze... Il tutto sullo sfondo di una città, quella partenopea, che, così come risulta nella realtà, è caotica e affascinante, nobile e plebea, generosa, ricca di storia e cultura, brutalmente svilita dalla criminalità organizzata; una Napoli ritratta con amore dai vicoli più reconditi alle piazze più famose, la quale avrebbe senz'altro meritato dalla Storia miglior sorte. Dunque, un grande plauso all'autore che, al di là dell'originalità della trama, non si può non apprezzare anche per l'ottima scrittura, una prosa perfetta, priva di quelle sbavature linguistiche a cui oggi sembra che ci si stia purtroppo assuefacendo, nella quale si intrecciano sapientemente parlata popolare e linguaggio più forbito.
Una lettura divertente che, tuttavia, suscita importanti riflessioni. Un epilogo “esplosivo” e in parte inaspettato. Un libro che, secondo l'auspicio dello stesso Imperatore, può essere considerato a pieno titolo un romanzo di pace, contro l'insensatezza di qualsiasi violenza.

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