Narrativa italiana Romanzi Il destino della luna sul fiume
 

Il destino della luna sul fiume Il destino della luna sul fiume

Il destino della luna sul fiume

Letteratura italiana

Editore



Può la vita offrire un'altra possibilità per chi è schiacciato dai lacci di un destino assegnato? Dentro una storia antica e moderna come quella degli emigranti, nel bastimento di speranze verso una terra di fortune, il racconto di Carlo e Rosa, pronti a sconfinare nella lontana America. Come in un magnifico album dei ricordi, tra le note del jazz e gli acuti di una società esplosiva tra emancipazione, mafia e protezionismo, Michael, il frutto del loro amore, porterà il vento nuovo del coraggio contro la logica infame della malavita. Un libro per vivere l'avventura di un sogno, con la consapevolezza di ascoltare il dolore silenzioso di quanti hanno sperimentato la sofferenza.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il destino della luna sul fiume 2012-01-17 14:39:07 Yami
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Yami Opinione inserita da Yami    17 Gennaio, 2012
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Storia di emigranti italiani nella terra promessa

Storia di emigranti italiani nella terra promessa tra fine '800 e inizi del '900, che ci fa pensare alla situazione degli attuali immigrati, approdati sulle nostre coste o altrove, ma trattati ovunque e quasi da tutti come reietti e delinquenti, senza distinzioni di merito.
La storia ci dimostra che tutto si ripete ciclicamente, gli edsseri umani non imparano e ricadono negli stessi atteggiamenti e negli stessi errori.
L'America, "terra promessa" che si rivela un inferno di povertà, miseria e morte per i nostri antenati emigrati in quelle terre piene di sfarzo colori, ma anche ipocrisia, menzogne, false speranze.
L'incanto di quel mondo "nuovo" descritto come unparadiso si spezza non appena il protagonista, accompagnato dai genitori e da amici che ha conosciuto durante il viaggio, approda sulle coste.
Vengono trattati con disprezzo, con odio, come "gli ultimi degli ultimi" e in quanto tali devono darsi da fare come possono per sopravvivere.
Presto dovranno imparare a difendersi dai loro stessi connazionali, truffatori e malavitosi giunti lì qualche anno prima di loro, che li derubano di quella miseria che possedevano.
Si ritroveranno a digiunare, vivere all'interno di freddi e arrugginiti vagoni abbandonati, al limite della legalità, compiendo piccoli furti.
Gli americani, per nulla ospitali e ben lontani dall'essere dei salvatori, spremono quelle masse di disperati e disgraziati, arruolandoli nei cantieri. Gli immigrati, gran parte italiani ma anche irlandesi, lavorano come formiche operose per una miseria e senza alcuna sicurezza: saranno parecchie le "morti bianche", una delle quali colpirà in modo particolare il protagonista.
Ma gli italiani, come dice lo stesso autore, sono persone in grado di sapersi adattare a qualunque condizione e risollevarsi, col duro lavoro, costruendosi un futuro.
L'autore dimostra di possedere un'ottima conoscenza della cronaca e del periodo storico in cui si svolge la storia di Carlo e della sua famiglia.
I personaggi crescono, maturano, cambiano e noi assistiamo alla loro evoluzione, percepiamo i loro sentimenti come se vivessimo con loro, fino alla fine.

La lettura è rallentata da un modo di esprimersi un pò "arcaico", forse voluto in accordo con il periodo storico in cui si svolgono le vicende dei personaggi, e da moltissime frasi costruite in modo "disordinato" rispetto alla formula "Soggetto-Verbo-Complemento", come potete leggere in questo esempio:

"A questi discorsi Carlo evitò di dare risonanza"

che sarebbe risultata più scorrevole se fosse stata
"Carlo evitò di dare risonanza a questi discorsi" (Soggetto-Verbo-Complemento)

Il registro linguistico subisce un lieve cambiamento nel momento in cui Carlo incontra Rosa, facendosi più vivace e più simile al parlato, per poi tornare come prima.
La narrazione è caratterizzata da frequenti ripetizioni volte a ribadire concetti, sottolineare o puntualizzare riflessioni e situazioni.
A poco più di un terzo del romanzo cominciano a verificarsi delle incongruenze che inizialmente disorientano il lettore.
Il narratore, per esempio, ci fa sapere che i genitori hanno lasciato altri tre figli in Italia e successivamente fa anche i loro nomi "Francesco, Raffaele ed Antonio" (nonostante, se non ricordo male, in un passaggio facesse capire che dovevano essere tre femmine); in seguito, il terzogenito diventa una lei e viene chiamato "Antonietta".
In rari casi si verifica un breve passaggio dal tempo passato al presente per poi tornare al passato:

"Un'idea gliela veva data il diletto sposo [...]. Così partono ed arrivano nella frenetica città del golfo. Attraversarono i vicoli [...]"

A pagina 170 la data risulta sbagliata: il 1900 dovrebbe essere il 1901, vista la sequenza degli eventi.
Altra "svista" si ha parlando dell'età di Carlo e Rosa: quando conosce la ragazza, il giovane ha 25 anni e lei ne ha appena 16. Tra i due ci sono quindi ben 9 anni di differenza. Eppure, quando si trovano a Chicago, il narratore commentando dice che Carlo ha 33 anni e Rosa quasi 30: quest'ultima in realtà dovrebbe essere poco meno che 25enne. E sempre parlando di età e date, quando Michael incontra il primo amore ci viene detto che ha 12 anni, ma poi, nella pagina successiva, il ragazzo ne ha 15, senza che ci sia stato alcun salto temporale tra le due scene.

Il penultimo capitolo non è molto riuscito: ci troviamo ad assistere a una svolta cruciale nelle vite dei personaggi. in quel momento Carlo si troverà in Italia, mentre il figlio, Michael, sarà a Boston, in America. L'autore/narratore, nel narrare quello che accade ai due nello stesso momento, alterna le scene, volgendo l'attenzione del lettore ora all'uno ora all'altro. Ma in quest'alternanza, a tratti si perde il filo e non si capisce chi stia facendo cosa e a chi.
Per farvi capire cosa intendo dovrei riportare un paragrafo chiave che vi rovinerebbe il finale, per cui non mi dilungo oltre.

Nel complesso è un libro che consiglio, ricco di messaggi e di riflessioni importanti che riguardano la società, la politica, la religione, i contrasti tra popoli diversi che sfociano nel razzismo e in comportamenti violenti.
Un buon libro, tutto sommato, che consiglio a chiunque sia interessato a letture più impegnative.

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Il destino della luna sul fiume 2012-06-19 13:09:08 Caterina
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Opinione inserita da Caterina    19 Giugno, 2012

Per amanti della storia

La parte iniziale è troppo lenta, per quanto riguarda lo sviluppo dell’azione; la parte centrale è poco chiara, per quanto riguarda i personaggi, perché non si capiscono spostamenti e coincidenze.
Il linguaggio è troppo arcaicizzante nella parte iniziale ma diviene contemporaneo dalla metà del libro.
Per quanto riguarda l’analisi dei personaggi risulta che il protagonista, Carlo, è un personaggio abbastanza centrato, perché si capisce cosa vuole, è consapevole di sé e della situazione e del voler cambiare. Al contrario di molti suoi amici che si sono persi lui riesce a diventare qualcuno.
Ad un certo punto, però,diventato uno del sistema e davanti al dilemma di una scelta tra il bene della sua famiglia e le sue idee ha preferito indiscutibilmente la sua famiglia.
Micheal, suo figlio, poteva permettersi, invece, di fare una determinata scelta, è un personaggio più libero, non ha conosciuto la povertà del padre. Non sa cosa significa perdere tutto.
Le figure femminili sono in ombra: Rosina, moglie di Carlo, non si è mai opposta alle scelte del marito, anche perché la mentalità dell’epoca non lo permetteva; ribellione che invece ha tentato inutilmente soltanto la madre di Carlo.
Il libro mi è piaciuto, a parte queste critiche, è abbastanza coinvolgente e poi parla di un periodo dell’Italia che è a me molto caro. Per me gli emigranti sono stati e sono persone molto coraggiose.
Il romanzo è di impostazione storica ma più per “addetti ai lavori” che per profani della materia.
Il titolo è centrato storia, la trama è sviluppata bene e segue un filo logico, non ci sono troppe digressioni.

In conclusione, è un romanzo da leggere.

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Il destino della luna sul fiume 2011-10-20 12:51:24 giovanni.padalino-1234
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giovanni.padalino-1234 Opinione inserita da giovanni.padalino-1234    20 Ottobre, 2011
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Migranti d'altri tempi

Splendido libro dall'emozionante storia. Un ritorno letterario alle nostre umili origini di migranti dell'Italia meridionale verso la "Merica" condito da ricchi e simpatici aneddoti, ma non mancano anche luoghi comuni sul vissuto dell'epoca. Generazioni a cavallo tra il 1800 e il 1900 a confronto che non sono poi tanto diverse dai giorni nostri, caratterizzate infatti da una straordinaria voglia di successo. Ma la tragica fine vuole dare un messaggio di coraggio anche ai giorni nostri, affinchè non ci si lasci dominare dal male ma si vinca il male con il bene, che non si scenda a compromessi con chi si considera “padrone della vita”, ma si abbia più a cuore alla propria anima rimasta incorrotta dopo aver ricevuto tanto male.

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Il destino della luna sul fiume 2011-10-02 15:53:00 Roma
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Roma Opinione inserita da Roma    02 Ottobre, 2011
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LA LUNA CI OSSERVA ...

Splendida la copertina che ricorda una bella notte estiva. Il romanzo è molto coinvolgente ma, nello stesso tempo, anche ricco di informazioni sul periodo trattato.
Parla dell'emigrazione di inizio Novecento dal punto di vista dei nostri "nonni" ed offre interessanti spunti di riflessione sull'oggi.
Ritroviamo i temi di sempre: l'amore, l'amicizia, il rapporto padre-figlio, il bisogno di riscatto e l'esigenza di voler vivere appieno la propria vita.
L'ho regalato ad un'amica e, dopo averlo letto, mi ha ringraziato.
Lo consiglio anche a voi.

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Pavese e Verga.
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