Narrativa straniera Romanzi storici La notte ha cambiato rumore
 

La notte ha cambiato rumore La notte ha cambiato rumore

La notte ha cambiato rumore

Letteratura straniera

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Sira Quiroga è una giovane sarta nella Madrid degli anni Trenta, sta per sposarsi e avviarsi a un destino senza imprevisti quando perde la testa per un carismatico imprenditore e, prima che scoppi la Guerra Civile, lascia la Spagna per trasferirsi con lui in Marocco. Ma qui si ritrova presto sola, ingannata e piena di debiti. Con l'aiuto di alcuni improbabili amici Sira riesce ad aprire un atelier di alta moda che diventa il punto di riferimento per le signore più ricche e influenti della città. Una clientela all'apparenza insospettabile, ma che nasconde dei segreti. E qui il destino di Sira subisce una svolta imprevedibile, intrecciandosi con quello di un variegato gruppo di personaggi, alcuni dei quali storicamente esistiti, come Juan Luis Beigbeder, il ministro degli Esteri del regime franchista, e la sua amante, l'eccentrica e affascinante inglese Rosalinda Fox. Saranno loro a dare a Sira la possibilità di riscattarsi, di ricostruire pezzo a pezzo il suo destino.



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La notte ha cambiato rumore 2021-04-23 19:04:32 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    23 Aprile, 2021
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Più affascinante il titolo del romanzo

Romanzo che inizia come una storia d’amore nella Spagna della fine degli anni ‘30 ma ben presto vira verso altri lidi non solo geograficamente. La protagonista è una giovane sarta , Sira Quiroga, che si innamora di un avvenente commerciante scaltro e bugiardo il quale la convince a seguirlo in una strampalata impresa in Marocco per poi abbandonarla dopo averla ovviamente anche derubata di ogni avere. Sira si rimbocca le maniche e si costruisce una reputazione come creatrice di abiti per le ricche signore della borghesia straniera in esilio più o meno volontario in Marocco, mogli di dignitari di ufficiali tutta una serie di conoscenze che le apriranno le porte per un ricongiungimento familiare importante ma soprattutto la riporteranno in Spagna con un’altra missione e qui il romanzo prende la piega della spy story ma molto leggera . Nel complesso un romanzo piuttosto lungo ma non noioso anche se mai ho trovato momenti di tensione o suspance , per lunghi tratti sembra di leggere qualcosa di già vissuto e raccontato conoscendone già l’epilogo. Piacevole ma niente di indimenticabile.

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La notte ha cambiato rumore 2014-11-18 16:54:41 Cris 81
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Cris 81 Opinione inserita da Cris 81    18 Novembre, 2014
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quel tempo vissuto tra le cuciture...

Titolo originale "El tiempo entre costuras" che significa "quel tempo vissuto tra le cuciture". Lettura piacevole e interessante; racconta di Sira, una ragazza che vive nella Madrid degli anni Trenta insieme alla madre sarta. E' un romanzo ricco di mistero e storia, solidarietà e amicizia, humour e colpi di scena, arricchito da personaggi vari, che appassiona sin dalle prime pagine e coinvolge insieme alle descrizioni delle diverse ambientazioni!

Ho amato lo stile, il modo di scrivere dell'autrice insieme a delle descrizioni inerenti la vita di Sira di quando allegoricamente come fa i suo mestiere di sarta si trova a tagliare e cucire la sua stessa vita a seconda delle esigenze, a seconda delle emozioni e dei dolori che vive. ho anche apprezzato che l storia sentimentale non sia centrale ma ogni tanto sporadicamente faccia capolino, ai lati della storia centrale dove vari personaggi di rilievo e non intrecciano le loro vite alla vita di Sira e soprattutto agli avvenimenti storici.

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La notte ha cambiato rumore 2014-09-05 12:28:29 SARY
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SARY Opinione inserita da SARY    05 Settembre, 2014
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Sira

Romanzo ambientato in Spagna e nel Protettorato Spagnolo in Marocco tra la guerra civile e la seconda guerra mondiale. Sira, la protagonista, vive avventure e sciagure, incontra svariate persone di ogni etnia, credo e professione, alcune positive, altre negative. Proprio grazie a questo ventaglio di conoscenze si spoglierà dei suoi consunti abiti e modi da sartina spaurita per indossare sgargianti indumenti e un’identità nuova, determinata e fredda. Un compito importante le viene assegnato, la scelta è a senso unico, voltarsi indietro è proibito, schivare, cogliere, riferire, mentire per la patria e l’umanità. Cosa ne sarà di lei e del popolo spagnolo schiacciato dal Caudillo Franco e dal Terzo Reich?
A far da sfondo a questa storia c’è una Spagna sofferente e bombardata, in generale l’Europa è la terra del fuoco. I protagonisti si arrabattano per sopravvivere, c’è chi abbassa la testa e spegne la coscienza e chi si ribella e lotta. La fortuna di Sira è racchiusa nella sue mani, sacri strumenti in grado di creare meraviglie dal nulla, prezioso dono per le affamate modaiole tedesche. La vita e la missione dell’ex madrilena si consumano tra una cucitura e l’altra.
Una trama ricca di ingredienti e tematiche, una storia romanzata di quell’epoca con reali personaggi, luoghi e dati, una spy story con risvolti sobri d’amore e teneri accenni sull’amicizia e i sentimenti, lungi dall’esser banale o scadente. Ogni comparsa ed ogni evento sono descritti e sviluppati nei dettagli, suscitano profondo interesse.
La seconda metà del libro è la migliore, aumenta l’azione. Il finale è originale, potrebbe contrariare un esigente lettore. La mole potrebbe sconfortare ma non è davvero questo il caso, le pagine volano senza sforzo, grazie anche alla penna precisa, semplice e gradevole. Come contenuto e come stile associo questo libro a “La casa delle sorelle” e “L’amore graffia il mondo”.
Concludendo, un tuffo in un passato non tanto lontano e difficile da dimenticare.

“Uno degli effetti dell’innamoramento folle e cieco è l’annullamento dei sensi, che ci rende incapaci di cogliere ciò che accade intorno a noi. Estirpa alla radice la sensibilità, la facoltà di percepire tutto il resto. Costringe a concentrare l’attenzione su un unico essere e isola dall’universo, imprigiona dentro una corazza e mantiene ai margini delle altre realtà, anche quelle a due passi.”

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La notte ha cambiato rumore 2012-07-28 08:49:45 DanySanny
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DanySanny Opinione inserita da DanySanny    28 Luglio, 2012
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Il tempo tra le cuciture

La vita è come una sarta: ci cuce addosso un abito di avvenimenti, situazioni, ed emozioni.
A volte l'abito ha una cucitura sbaglita, è troppo pomposo, oppure il taglio non è di nostro gradimento. Insomma, spesso si vorrebbe cambiare tutto, voltare pagina, ma il vestito della vita si può soltanto rammendare, pezzo per pezzo, parte per parte. Perchè se lo cambiassimo rimarremmo per un attimo nudi. E sulla pelle nuda i colpi fanno più male.

L'abito di Sira era dritto, senza fronzoli, scendeva con una linearità disarmante, un idillio di semplicità e perfezione. Un vestito comodo, ma che lascia indifferenti.
Poi c'è una macchina da scrivere, un'Olivetti, la migliore nel periodo prebellico. Dalla macchina da scrivere, come da quella da cucito, nascono cose nuove, testi o capi d'abbigliamento, nascono nuove vite, o alcune, cambiano nettamente. Perchè Sira, un lavoro tranquillo, un futro sposo, Ignacio, magro e gentile, aspirazioni irraggiungibile e solo desideri comuni, incontra Ramiro, la trasgressione da una vita monotona. La sua mano e quella di Ignacio si separano e lei cade nella braccia di Ramiro.

Ora l'abito di Sira ha preso una piega diversa, ha raccolto uno strascico di droga, alcol, divertimenti sfrenati ed è diventato tropo pesante da portare. Perchè Sira è caduta in un mondo più grande di lei, povera aspirante sarta che aveva conosciuto soltanto la via di casa sua e un uomo pacato. Ramiro la ingannerà per poi abbandonarla. Sira non perde solo lo strascico, ma quasi tutto il suo vestito.

Costretta a ricucire i brandelli della sua vita, in un luogo sconosciuto, il Marocco, da sola e senza denaro, nuda sotto i colpi della vita, Sira decide di reagire. E allora conoscerà le strade speziate di Tangeri, la vivacità e l'allegria dei cittadini, i rumori delle grida dei bambini che riempono le strade. Conoscerà tanti personaggi, l'altruismo, l'amicizia, la disperazione, il dolore. Insomma, inizia a sanguinare. E con il rosso del sangue, si crea un nuovo abito, temprato dalle avventure e destinato, ormai, solotanto a scalfirsi. E con un nuovo vestito aprirà un atelier di moda, frequentato dalle mogli dei politici e dei militari che all'alba della guerra detengono il potere, entrando così in un gioco più grande di lei.

E' un libro affascinante, avvincente, capace di inchiodarti alle pagine con uno stile scorrevole, che perde un po' in alcuni capitoli centrali, e la descrizione vivace della vita tra Spagna e Africa, negli ambienti alti, durante la seconda guerra mondiale. E' un libro dallo sfondo storico ben delineato, portavoce di una gamma di emozioni incredibili e descrittore di un mondo altolocato dove l'ipocrisia domina imperante, dove i valori si arrendono all'utile. Dove il potere è l'unica logica.
UN velo di malinconia si frappone tra me e questo libro, un ricordo offuscato dal desiderio di rileggerlo, magari in una giornata d'Ottobre, mentre fuori piove, e non sotto l'ombrellone, come ho fatto io.

Perchè in fondo la lettura è un brandello di stoffa che si cuce con il nostro abito, rendendolo sempre più ricco e sorprendente. Perchè ogni libro, anche il più brutto, ci regala una vita. E quella di Sira sorprenderà e arricchirà ciò che siamo.
Perchè in fondo, una cosa l'ho imparata da questo libro: non è il destino a cucire il nostro abito, ma le nostre azioni, e questa grande libertà è la causa di ogni sofferenza. Ma anche, inevitabilmente, di ogni soddisfazione. Leggete questo libro, e arricchite il vostro abito. La vostra vita. Arricchite voi stessi. Questa è una grande Opportunità.

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La notte ha cambiato rumore 2012-03-15 18:28:12 Carlo Turco
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Opinione inserita da Carlo Turco    15 Marzo, 2012

Tanto rumore per nulla

Mi sono lasciato affascinare dal vantato successo del “passaparola” e dall’indubbia carica suggestiva del titolo della versione italiana (peraltro assolutamente privo di riferimenti alla storia, al contrario di quello spagnolo - Il tempo tra le cuciture), ciò che ha finito per acuire la delusione inflittami da questo romanzo.
Gli ingredienti per farne una storia affascinante ci sono tutti: la vicenda un po’ feuilleton della protagonista Sira Quiroga, sartina divenuta titolare di un atelier d’alta moda e spia; l’esotismo dell’ambientazione nel Marocco allora spagnolo; il contesto storico del colpo di stato franchista e la partecipazione romanzata di personaggi reali del periodo. Ma nella narrativa conta moltissimo come una storia ci viene raccontata, ed è proprio qui che, a mio parere, tutto cade.
L’impressione è che la ricchezza delle fonti storiche – testimoniato dall’estesissima bibliografia – e la preoccupazione di utilizzarle ampiamente abbia finito per prendere la mano all’autrice. Molte delle informazioni “storiche” vengono infatti trasmesse al lettore con una dovizia di particolari solo assai parzialmente funzionali rispetto alla narrazione. Non a caso questa informazione viene spesso fornita attraverso colloqui tra i personaggi che in realtà si risolvono per lo più in monologhi , o al massimo scambio di monologhi, anziché dialoghi; e per di più in circostanze e situazioni che li rendono del tutto implausibili.
La ridondanza dell’informazione non riguarda soltanto gli eventi storici. E’ certamente necessario, per esempio, che la protagonista informi il commissario che la inquisisce delle proprie vicende e dei propri intenti: ma perché ricorrere a un discorso diretto che ripercorre per filo e per segno quanto il lettore già conosce, quando basterebbero pochi cenni di discorso indiretto?
Una parte notevole, nel romanzo, tocca al personaggio di Felix, che si colloca nei confronti della protagonista narrante come una sorta di Pigmalione. La stessa narratrice afferma, a proposito delle questioni di forma su cui lui la istruisce: “Non riuscii mai a capire dove avesse imparato quelle cose, visto che la sua esperienza sociale era inesistente e la sua cerchia di amicizie scarsa quanto la mia. La sua vita si limitava al lavoro monotono presso l’Assessorato alle forniture e ai servizi, a sua madre e alle sue miserie, alle sporadiche scappatelle notturne in locali malfamati e ai ricordi di qualche raro viaggio a Tangeri prima che iniziasse la guerra: tutto lì. Non aveva mai messo piede in Spagna in vita sua.” Il mistero rimane tanto più fitto e paradossale per il lettore, soprattutto perché è proprio lo stesso Felix a fornire con dovizia di particolari notizie sul generalissimo Franco, il suo entourage e relativi intrighi, i suoi familiari, quasi parlasse di compagni di merende. Vero è che Felix leggeva moltissimo, anche riviste straniere, ci informa poco dopo la narratrice: ma molte di quelle informazioni non possono essere tratte altro che dai testi citati in bibliografia, di decenni posteriori all’epoca delle vicende narrate!
Le vicende di Sira Quiroga si inserisco in un periodo tragico della storia di Spagna, ma l’eroina appare motivata da ragioni puramente personali, egocentriche, e quindi, rispetto alla drammaticità degli eventi, assolutamente priva non solo di passione ma persino di una partecipazione appena più che superficiale, di maniera. Ecco come sintetizza gli eventi dell’anno che si chiude: “Poi, in aiuto dei repubblicani accorsero le Brigate internazionali, Hitler e Mussolini riconobbero la legittimità di Franco, Josè Antonio Primo de Rivera venne fucilato in un carcere di Alicante, misi insieme ottanta sterline, arrivò il Natale.” All’editing sfuggono spesso anche particolari banali come, ad esempio, “quasi cinquantamila pesetas” consegnati alla protagonista a p. 50 che diventano d’un tratto “centocinquantamila pesetas” a p. 55. Si lasciano passare descrizioni dell’abbigliamento delle donne arabe del tipo: “Di solito un pezzo di stoffa copriva la bocca e il naso e scendeva fino alle sopracciglia.”
Ci sono molteplici questioni in cui la credibilità delle vicende è messa a dura prova. Così quando si sostiene che ben 19 pistole possano essere legate con fasce al corpo della protagonista (e a chi e quanto possono essere utili 19 pistole senza un adeguato corredo di munizioni?); o che la stessa riesca poi a trascinarsi dietro un sacco con le pistole, con un piede scalzo e l’altro no, lungo i binari del treno, per tutta la tratta tra la stazione di Tetuàn e quella di Malalien (è facile verificare che si tratta di quasi 3 km!). Più in generale, non appare del tutto plausibile che Sira riesca a confezionare perfettamente i modelli di case rinomate scopiazzandoli dalle fotografie delle riviste di moda, riuscendo a soddisfare le esigenze di una clientela tanto mondana quanto, evidentemente, disponibile ad accontentarsi di imitazioni.
Non mancano poi molteplici casi di un linguaggio figurato talora assai arduo da digerire, come là dove si legge, a proposito di voci maschili provenienti da un ufficio: “… le voci sapevano che c’erano dei clienti e una di loro [la voce?!} ci venne incontro, contenuta in un corpo robusto vestito di scuro.” ; immagine ricorrente, visto che in un altro passo si legge:”’Buongiorno, signorina’ disse la voce togliendosi il cappello. ‘Posso entrare?’” E cosa vedere quando ci si dice che “sentimenti e sensazioni mi si confondevano in testa rimbalzando contro le pareti del cervello” .
Insomma, tutti questi elementi hanno finito per far sì che la mia lettura proseguisse quasi per doverosa inerzia, stancamente, al solo scopo di “vedere come andava a finire”. Accanto al rimpianto per qualcosa che avrebbe potuto essere, ma non è stata, anche una decisa irritazione per il tentativo di parallelo effettuato nel risvolto di copertina con l’ineguagliabile “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn: un confronto assolutamente impossibile, da pubblicità ingannevole.

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La notte ha cambiato rumore 2011-09-29 08:15:18 miro
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Opinione inserita da miro    29 Settembre, 2011

avvincente romanzo nella Spagna anni '30-'40

Bellissimo romanzo ambientato nella Spagna della Guerra Civile. La storia personale di una giovane sarta, Sira, si intreccia agli eventi che hanno attraversato la Spagna e l'Europa negli anni '30 e '40. Ottimo ritmo, avvincente, non si vede l'ora di proseguire la lettura. Spero ne facciano presto un bel film. Ne consiglio la lettura nell'originale spagnolo a chiunque conosca questa bella lingua. Anch'io sono rimasta un po' perplessa dal finale..
Lo consiglio a tutti.

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La notte ha cambiato rumore 2011-05-02 20:28:20 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    02 Mag, 2011
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la notte ha cambiato rumore

Ho appena finito questo libro e devo dire che è stata una lettura interessante e appagante.
Sira è una giovane ragazza di Madrid, lavora con la madre Dolores in un piccolo atelier ed è fidanzata con Ignazio, un giovane impiegato statale pazzamente innamorato di lei, insomma le si prospetta un futuro abbastanza sicuro al fianco di un uomo devoto ma un giorno tutto cambia, Sira conosce Ramiro un uomo decisamente interessante, fuori dagli schemi che le fa scoprire cose che lei non conosceva, sesso alcool, feste, le fa riscoprire la sua femminilità e decide quindi di lasciare il suo sicuro futuro per l’incerto ma passionale Ramiro.
Alle porte della Spagna bussa prepotentemente la minaccia di qualcosa di terribile, la guerra civile, e Sira spinta dal padre che in quei giorni ha conosciuto e da cui ha ricevuto una cospicua somma di denaro decide di partire alla volta del Marocco al fianco del suo amato. Giunti lì però Ramiro si svela per quello che è e la abbandona al suo destino in una terra sconosciuta. Sola e derubata dei suoi soldi comincia per lei una nuova vita, tutta da reinventare , ma Sira si rivela una ragazza forte e desiderosa di ricomiciare, con l’aiuto di una contrabbandiera apre il suo atelier di moda e comincia a cucire abiti per le signore della città, mogli di diplomatici politici generali tutti lì al sicuro dalla guerra civile in Spagna e dalla seconda guerra mondiale che sta per avere inizio. La seconda parte della sua vita si rivelerà decisamente meno noiosa della prima e farà conoscenze importanti che cambieranno tutta la sua esistenza in modo radicale.
La lettura risulta molto scorrevole e già dall’inizio il libro è coinvolgente, solo nella parte centrale in alcuni capitoli si perde un po’ d’interesse per poi ripartire alla grande ,ma è normale è un libro di circa 700 pagine e dei momenti meno interessanti ci possono essere, non può essere tutto adrenalinico . Ho trovato interessanti le descrizioni dei sontuosi palazzi dove si svolgevano le feste, fatte forse appositamente per rendere ancora più forte il contrasto di chi rimasto in Spagna stava vivendo gli anni d’oro del generalissimo in case magari senza nemmeno le finestre e senza avere cibo e lavoro per sfamare i propri figli.
Un libro che consiglio a me è piaciuto molto, e la donna nella copertina sembra proprio lei, è esattamente come mi ero immaginata Sira.

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