Vanessa e Virginia Vanessa e Virginia

Vanessa e Virginia

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Vanessa e Virginia è la storia di due donne: la celebre scrittrice Virginia Woolf, autrice di capolavori come Gita al faro e La signora Dalloway, e sua sorella Vanessa Bell, pittrice. Cresciute nel perbenismo vittoriano di una famiglia borghese di Londra, le due sorelle lottarono fin dalla gioventù per liberarsene, seguendo ciascuna la propria vocazione artistica; all’inizio del Novecento, intorno a loro si raccolse il famoso «Circolo di Bloomsbury», un gruppo di intellettuali e artisti che avrebbe influenzato radicalmente la cultura inglese ed europea. Narrato dalla voce di Vanessa e strutturato per capitoli che fotografano diversi momenti nella vita delle due sorelle, il romanzo ripercorre il loro rapporto, segnato da complicità, gelosia, competizione, reciproci tradimenti e inestirpabile affetto.



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Vanessa e Virginia 2015-11-07 08:14:56 Natalizia Dagostino
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Natalizia Dagostino Opinione inserita da Natalizia Dagostino    07 Novembre, 2015
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Sororità

Il romanzo d’esordio di Susan Sellers racconta le relazioni vivaci e le contaminazioni d’arte fra la sorella carnale e la sorella cerebrale (p.83), fra una santa e un diavolo (p.18), fra Virginia Woolf e la sorella maggiore Vanessa, pittrice incerta, moglie del critico d’arte inglese Clive Bell.

L’autrice, studiosa e co-direttrice delle edizioni critiche delle opere di Virginia Woolf per la Cambridge University Press, si appassiona alle vicende personali e professionali delle due donne e le racconta attraverso episodi isolati e memorie frammentate con una coscienza capace di analisi e di tenerezza.

“Ancora oggi, quando leggo, è la tua voce che sento e non la mia, e hanno la tua inflessione i pensieri che mi pulsano in testa mentre piano piano scivolo nel sonno” p.20

Vanessa/Susan racconta e diviene co-madre di Virginia, l’accompagna e la protegge senza simbiosi e parassitismi. I rapporti complessi, esclusivi ed anticonformisti nel Bloomsbury Group, contrastano l’ipocrisia delle convenzioni dell'epoca. Oltre il pregiudizio che li fotografa come un circolo di intellettuali eccentrici e snob, sono uomini e donne giovani che amano in maniera delirante la vita e l’autonomia delle scelte.

“Ci hanno addestrato a diventare due signore. Abbiamo imparato a venerare l’angelo della virtù, una creatura capace di una tale abnegazione da non avere bisogni propri. Questo era il modello che ci veniva costantemente proposto: il nostro punto d’arrivo e il nostro implacabile pungolo. Ci umiliava quando non riuscivamo a imitarlo, ostacolava qualsiasi ambizione potessimo nutrire.” p.21

Il perbenismo vittoriano della famiglia londinese di Vanessa e Virginia anticipa la visione della borghesia occidentale che crederà nell’ emancipazione, nella parità, nella lotta ai diritti. Il capitalismo sarà capace di promuovere parità in vista della competizione che produce profitto.

“Spesso mi è stato rinfacciato il mio isolamento, il mio rifiuto di aprire le porte a una cerchia più ampia. Non ho niente da rimproverarmi a tale proposito. Avevamo vissuto sotto il dominio di altri per troppo tempo. Era deliziosa, la libertà di poter scegliere le persone da frequentare, di stabilire secondo quali regole.” p.51

L’arte è partire da sé e creare una biografia attraverso parole e colori, pagine e tele. Vanessa e Virginia, “spietate fustigatrici dei difetti altrui”, scelgono “una vita in cui ognuna fosse libera di praticare la sua arte d’elezione” e scelgono di proporsi con autenticità, nei conflitti d’idee, nei tormenti amorosi, nei successi dolorosi e nei fallimenti previsti e inevitabili.

In quelli anni Freud dichiara la sua teoria psicanalitica e molti, a causa delle derive che ne seguono, impareranno a chiamare, in ogni caso, depressione il dolore e l’eccedenza della vita e inizieranno a curarli. Ma il dolore rimane una forma complessa di sensibilità che si può riconoscere, chiamare, accettare, custodire e trasformare in possibili rinascite.

“La verità non è mai facile. La tua tara era fonte per me di sollievo e terrore. Gli dei ti avevano dispensato troppi doni.” p.50

Il 28 marzo 1941 Virginia si incamminerà inesorabilmente nelle acque del fiume Ouse, stanca, viva e interrogante.

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Vanessa e Virginia 2014-04-24 11:51:19 LolloP
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LolloP Opinione inserita da LolloP    24 Aprile, 2014
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Arte: Scrittura o pittura?

Virginia Woolf è stata una delle più grandi scrittrici di sempre, donna audace, intelligente e fragile.
Sua sorella Vanessa è stata una notevole pittrice, figura sicuramente meno nota ma altrettanto complessa e forse per questo più affascinante.
Sono questi i due pilastri attorno cui il romanzo si sviluppa.
Esso è una descrizione della vita delle due sorelle, dall'infanzia fino alla piena maturità e vecchiaia, una vita intesa e contrastata, vista attraverso gli occhi di Vanessa.
Non avrei potuto usare verbo più adatto : " vedere".
Il racconto evoca immagini, frammenti di memoria, stralci di vita familiare, tratti di conversazioni, disegnati e collegati tra loro con una maestria invidiabile, tale da rendere la narrazione di due esistenze godibili come se si stesse osservando un quadro. E rendendo così giustizia all'arte prediletta dalla sorella narratrice.
Amore fraterno, complicità , bisogna d'affetto e di continue conferme, invidie e rivalità anche accese, sono i colori che l'autrice mette nella sua tavolozza per dare corpo a questo eccellente romanzo, che condensa biografia ed invenzione in un unico corpo.
Lo scontro tra due arti irrimediabilmente vicine ma allo stesso tempo nemiche, scrittura e pittura, si incarna nella vita delle due donne, che con il fardello della proprie umane fragilità si rendono attrici di una battaglia che non può lasciare indifferenti.
Sono rimasto piacevolmente colpito dalla penna di questa autrice, Susan Seller, che debutta proprio con questo romanzo e che ho trovato acuta, vivace ed estremamente poetica allo stesso tempo.
Una doppia biografia romanzata, che avrebbe impiegato poco per spegnersi in dettagli o narrazioni monotone, è stata resa un fiume dirompente di emozioni che mi hanno tenuto incollato fino all'ultima pagina.
Potrò apparire forse troppo entusiasta ma sono convinto, una volta tanto, di aver letto un piccolo romanzo da lode.

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