Narrativa straniera Romanzi Causa di forza maggiore
 

Causa di forza maggiore Causa di forza maggiore

Causa di forza maggiore

Letteratura straniera

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Nell'esistenza di un individuo assolutamente normale irrompe l'imprevisto: uno sconosciuto sceso da una Jaguar suona alla porta di casa, chiede di fare una telefonata e viene colpito da infarto appena composto il numero. Un segno del destino? Un complotto? Una sfida? Baptiste Bordave non sta a porsi troppe domande e, ispirato anche da una vaga somiglianza con il defunto, si impadronisce dei documenti, dei soldi, della macchina e cambia vita per sempre.

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Causa di forza maggiore 2012-08-08 12:00:26 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    08 Agosto, 2012
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Chiacchiere, champagne e bugie

Ormai sono abituata alle assurdità e alle stranezze di Amelie Nothomb e non mi stupisco più di nulla.
Ma questo romanzo l'ho trovato talmente strano e reale al tempo stesso e questa combinazione non me l'ha fatto apprezzare in pieno. E recensirlo non è facile.
L'assurdo comincia fin dalle prime pagine: il protagonista "ruba" e assume l'identità dell'uomo che gli muore in casa per un attacco cardiaco e da quel momento in poi il fu Baptiste Bordave, che da ora in poi sarà Olaf Sildur, si stabilisce a casa del morto godendo della compagnia della sua moglie vedova, ozio, riposo, abbuffate e tanto, tantissimo champagne.
I motivi di questa scelta sono tanti: paura, desiderio di cominciare una nuova vita....
A mio parere, però, "Causa di forza maggiore" non ha una vera e propria trama.
Anche altri romanzi della Nothomb sono così, ma questo non mi è piaciuto granchè.
Più della metà del libro è costituito da dialoghi, dialoghi che non coinvolgono e non appassionano per il semplice fatto che sono troppo mondani. Annullano l'aura di mistero e suspense che uno si aspetta e deludono per la loro semplicità. Tipici discorsi da amici al bar, insomma, che sembrano scritti apposta come riempitivo.
Da parte mia, in queste parole mi aspettavo qualche piccola perla di filosofia, ironia e sarcasmo di cui la Nothomb è maestra, e invece niente.
A tutto questo si aggiunge il forte senso di immobilità e staticità che crea una sensazione di noia e oppressione. Poche pagine, ma la lettura è stata lenta.
C'è da dire però che mi è piaciuto tanto il finale, anche se terribilmente irreale, che mi ha perfino commossa per la sua ingenua dolcezza.
Che dire? Non lo considero fra i migliori libri dell'autrice e il mio consiglio è di lasciarlo fra gli ultimi in ordine di lettura.

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Causa di forza maggiore 2012-07-28 17:03:48 Sara moncalieri
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Sara moncalieri Opinione inserita da Sara moncalieri    28 Luglio, 2012
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Siamo davvero chi siamo?

Il fu Mattia Pascal versione Nothomb: voto cento volte la versione Nothomb, senza dubbio.
Chissà a quanti è capitato, magari solo per un momento, di sentire il desiderio di sparire, prendere una nuova identità, una nuova vita, abbandonare la carcassa di quella precedente e buonanotte ai suonatori.
Bene, la Nothomb con questo romanzo concede una possibilità unica a Baptiste, che la accoglie al volo, impulsivamente, senza frapporre tanti se e tanti ma. Con il suo sì a un brutto scherzo del destino, Baptiste si trasforma in Olaf, il suo morto personale in casa.
Il morto resta morto, lui diventa il morto, il morto diventa lui.
E caso vuole che Baptiste, ora Olaf, abbia tutto da guadagnarci. Almeno parrebbe.
Con una disinvoltura e una faccia di bronzo da Oscar Della Fonderia, il protagonista svolta.

La trama procede in un modo stranamente assurdo: non succede quasi nulla, ma succede in modo così intrigante, curioso, misterioso, coinvolgente, naturale, che sembra sempre stia accadendo qualcosa di unico ed importante.
Si può considerare trama lo stare in accappatoio a bere champagne per tutto il giorno?
Si può, eccome.
Magia della Nothomb, che tiene sempre ben teso quel filo chiamato attenzione.
Non si riesce a staccarsi dalle pagine, si vuole sapere cosa e perché, si vuole capire. Capire. Capire.
Si capirà qualcosa alla fine di tutto questo bere, rilassarsi e conversare?
Dove è veramente finito il nuovo Olaf, con chi, perché e per quanto tempo?
Difficile restare con più domande aperte rispetto alla prima pagina del libro; difficile ma non impossibile.
Possibilissimo, anzi, e con un senso di appagamento che ha dell'incredibile.

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Causa di forza maggiore 2011-11-02 09:06:59 lucabettin
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lucabettin Opinione inserita da lucabettin    02 Novembre, 2011
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Cause di forza maggiore

Premessa doverosa: sono sfacciatamente di parte perché adoro questa scrittrice.
Lo stile e l’originalità della Nothomb mi affascinano e mi sorprendono ogni volta di più. Quando prendo in mano un suo libro penso che sia impossibile che possa inventarsi qualcosa di più sorprendente del libro precedentemente. Puntualmente mi smentisce con una naturalezza disarmante.
Le sue storie sono spesso assurde ma si incastrano così bene con le debolezze umane da sembrare, alla fine, normali. Il linguaggio è talmente diretto che non è consigliato a chi soffre di vertigini o mal sopporta la velocità.
Nessun preambolo. Nessuna titubanza. Nessuna curva.
Un’autostrada imboccata a tutta velocità verso le incertezze e le nascoste paure del lettore.
Lei ti guarda. Ti scruta. Ti scopre.
Capisce le incongruenze dei tuoi pensieri e li mette a nudo.
Come ci si sente mentre si legge?
In mutande, imbarazzato, sul pianerottolo di casa, sperando che qualcuno apra la porta e ti faccia entrare.

Cause di forza maggiore inizia con uno sconosciuto che suona alla porta del protagonista e chiede di fare una telefonata.
Entra. Muore.
Da lì una sequenza di avvenimenti improbabili. Ma sono davvero tutte assurdità? Oppure dietro si cela un retroterra composto dalle nostre insoddisfazioni e dai nostri tabù?

Un libro piccolo che si legge in una sera. Difficile da consigliare. Può piacere moltissimo, come a me. Può essere considerato inutile. E’ questo il bello, no?

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Causa di forza maggiore 2009-05-14 17:15:18 Concetta de Sanctis
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Opinione inserita da Concetta de Sanctis    14 Mag, 2009

Sotto l'ombrellone

Eccentrica si, avvincente no. Tutt'altro. A tratti anche pesante nonostante la buona prosa e le poche pagine. Il finale lascia interdetti e non fa pensare, scivola via in una ora di lettura che si potrebbe spendere meglio.

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