Narrativa straniera Romanzi Il giardino di Amelia
 

Il giardino di Amelia Il giardino di Amelia

Il giardino di Amelia

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


Cile, anni ottanta, sotto la dittatura del generale Pinochet. Un giovane sovversivo, Miguel Flores, sospettato di attività rivoluzionarie, viene mandato al confino nei pressi di un grande tenuta di proprietà di una ricca latifondista, Amelia. Tra i due nasce un profondo legame. Amelia è una signora avanti negli anni, molto colta. La sua mentore è stata una cugina, Sybil, che vive a Londra e lavora in una casa editrice. La vita scorre tranquilla, finché una notte arrivano i militari perché sono state scoperte delle armi nella tenuta. Lui riesce a fuggire, Amelia viene catturata, torturata e solo quando viene riconosciuta estranea ai fatti viene rilasciata. Molti anni dopo Miguel, che si è rifatto una vita in Europa, tramite Sybil viene a sapere cosa è successo ad Amelia dopo la sua fuga. Gettato nello sconforto, Miguel capisce che per superare i sensi di colpa deve tornare in Cile e affrontare il passato.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il giardino di Amelia 2016-10-03 14:26:14 annamariabalzano43
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
annamariabalzano43 Opinione inserita da annamariabalzano43    03 Ottobre, 2016
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Amelia Sybil Mel e il fascino inquietante di Migue

Attraverso tre personaggi femminili, Marcela Serrano affronta con il suo ultimo romanzo “Il giardino di Amelia” temi molto interessanti, alcuni di carattere sociale, altri di interesse politico, senza tralasciare quelli più specificamente letterari. Un intento, il suo, portato avanti con una semplicità narrativa che rende l’opera di facile lettura. Non si tratta certamente di un capolavoro, ma vale la pena considerare i punti più salienti del romanzo dai quali possono scaturire interessanti riflessioni.
La storia si dipana apparentemente intorno al personaggio di Miguel, giovane mandato al confino durante la dittatura di Pinochet per la sua attività contro il regime. In realtà intorno a lui emergono figure di donne portatrici di principi e valori che sembrano coincidere con quelli conservatori delle classi più abbienti, mentre in realtà esprimono idee solidamente sostenitrici dell’emancipazione femminile.
Amelia la signora proprietaria de La Novena, latifondo nel quale Miguel trova rifugio e ospitalità nei momenti più drammatici del suo confino, è una ammiratrice di Elizabeth Gaskell, autrice di un romanzo”Mary Barton” pubblicato nel 1848, che possiamo giustamente annoverare tra i romanzi di carattere sociale. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un dettaglio insignificante diviene, a mio avviso, un importante spunto di riflessione. I dialoghi infatti tra Miguel e Amelia vertono spesso su questioni sociali, sulla differenza di classe imperante ai tempi di Pinochet, sul conservatorismo sprezzante delle classi abbienti. Eppure Amelia si sente spiritualmente vicina a Mary Barton, le cui vicende la portano a prodigarsi per i più deboli, così come è nello stesso rapporto tra Mary e suo padre che Amelia rivede in parte la sorte toccata al suo genitore, relegato nell’angolo più remoto del suo cuore durante la sua giovinezza. E qui subentra un altro tema, affrontato nuovamente verso la fine del romanzo, e cioè il tema del perdono. “ In nome di chi o che cosa si può negare la benevolenza del perdono?”
E il perdono distinguerà Amelia, anche quando si sentirà tradita da Miguel e per causa sua subirà le torture del regime. Qui, ovviamente, si potrebbe discutere sulla opportunità di confessare un crimine o un reato commesso, se questo travolge persone innocenti. Qui la politica mostra il suo lato più feroce, poiché pone innanzi l’eventuale salvezza di molti contro la salvezza di un singolo innocente. La scelta non è solo difficile, è drammatica e coinvolge la coscienza del singolo. Difficile giudicare.
Altre due donne, Sybil, cugina di Amelia, con la quale Miguel viene a contatto dopo la sua fuga a Londra, e Mel, figlia di Amelia, subiscono il fascino inquietante e un po' ambiguo di questo giovane.
Proprio Mel, nel tentativo di capire meglio la personalità di Miguel, gli chiederà: “ Sei sempre di sinistra?” E lui: “È difficile smettere di essere di sinistra, una volta che lo sei stato. È una questione chimica, direi. Appoggio tutte le cause giuste, tutte, senza distinzioni. E mi scende una lacrima ogni volta che sento L’Internazionale, non so se mi spiego.” L’ambiguità, tuttavia, permane.
Dal punto di vista più specificamente letterario, la Serrano si affida a diverse tecniche narrative: il racconto procede in terza persona, quando l’autrice vuole mantenere le distanze dai personaggi e dare un’ illusione di imparzialità nel racconto dei fatti, mentre la narrazione di Miguel in prima persona fa sì che il linguaggio si adegui al personaggio, e faccia uso di termini anche volgari, rivelando un aspetto intimo, più nascosto del carattere. Infine i fatti ci giungono filtrati attraverso gli occhi e il giudizio di Mel, della quale risalta la spiccata femminilità. Tutto ciò per offrire al lettore una narrazione quanto più imparziale, basata su diversi punti di vista.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
180
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0  (1)
Contenuto 
 
3.0  (1)
Piacevolezza 
 
3.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il giardino di Amelia 2017-02-10 12:04:28 Belmi
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Belmi Opinione inserita da Belmi    10 Febbraio, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Doña Amelia

Siamo in Cile, a metà degli anni ottanta, sotto la dittatura del generale Pinochet. A causa di un cane, due persone molto eterogenee si trovano a contatto.

Da una parte abbiamo il giovane sovversivo Miguel Flores che mentre è in fuga dalla polizia si ritrova a inciampare in un cane e quindi arrestato. La sentenza è delle più semplici, l’esilio. La sua metà è un paesino di campagna a qualche ora dalla città e li incontrerà la Signora Amelia, una ricca latifondista.

“E lei grandissima stronza, la oligarchia in odore di fascismo solo per questioni di classe, sfruttatrice di contadini, lei ti ha teso una mano”.

Marcela Serrano ci porta nella sua terra e ne racconta le ingiustizie e le sue incongruenze. La storia affronta temi importanti come l’esilio, la vita di campagna, la lotta di classe, la fiducia, la tortura e il perdono. A differenza di “Dieci donne” qui ho trovato una Serrano un po’ più superficiale. Sono molte le cose che dice, ma sono molte di più quelle che non dice. Se molte le possiamo immaginare grazie alla lettura di altri testi e quindi colmare le lacune con quelle, rimane comunque il fatto che la Serrano non mi ha mai fatto entrare nella storia. Alla fine della lettura la sua scelta può essere comprensibile quando i “nodi vengono al pettine”, ma non sufficiente per scusarla.

Mi aspettavo un testo diverso conoscendo “le corde” che quest’autrice è capace di toccare; questa volta sono poche le corde toccate, direi solo leggermente “pizzicate”. Importante come sempre l’argomento scelto, mai dimenticare un passato, poi così non proprio lontano..

“Ascoltami bene, gli aveva detto, ora ti leggo un pensiero di Imre Kertész, lo scrittore ungherese che poco tempo fa ha vinto il Nobel: “Nessuna persona torturata, nessuna, rimane senza macchia, lo so perfettamente e non chiedermi perché. Non potrai mai più parlare di innocenza, al massimo di sopravvivenza””.

Buona lettura.

Trovi utile questa opinione? 
140
Segnala questa recensione ad un moderatore

 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Fine
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
L'inverno più nero
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli estivi
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I baffi
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il vento selvaggio che passa
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I segreti del professore
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Tutto chiede salvezza
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il regno delle ombre
Valutazione Redazione QLibri
 
1.8
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Il signor Cardinaud
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Insegnami la tempesta
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Desiderio
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La notte della svastica
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri