La diva Julia La diva Julia

La diva Julia

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Julia Lambert, "la più grande attrice d'Inghilterra", come scrivono i giornali, sa decisamente irretire il suo pubblico: quello adorante che riempie le sale, quello che si lascia soggiogare da lei nella vita privata, e infine noi, che seguiamo sulla pagina questo suo lungo, trionfante monologo. Durante il quale Julia ci sembra di continuo sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha vent'anni meno di lei, nei trabocchetti tesi da debuttanti ansiosi di rubarle la scena. E ogni volta, dal loggione, vorremmo ingenuamente metterla in guardia, ma Julia è una Marlene che non ha neppure bisogno di invocare il suo von Sternberg, perché sceglie benissimo da sé il tono, il gesto, l'inquadratura.



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La diva Julia 2018-08-19 07:21:49 Niki
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Niki Opinione inserita da Niki    19 Agosto, 2018
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raffinato e distensivo

Siamo a Londra, negli anni '30; Julia Lambert è un'attrice teatrale di grande e incontestabile successo, prossima ai cinquant'anni. Il teatro è la sua vita e la vita è il suo palcoscenico: il ruolo dell'attrice le è talmente congeniale ch'ella non ne abbandona i panni nemmeno nella quotidianità, circondata da persone che ne ammirano il talento, fino all'adorazione. Chi la 'vede' veramente è il figlio Roger ('Sono sempre vissuto in un’atmosfera irreale. Voglio toccare terra. Tu e papà vi trovate benissimo a respirare quest’aria, è la sola che conoscete e per voi è un’aria celestiale.. Io ci soffoco') ma le sue proteste rimarranno vane: Julia ama la dimensione in cui si muove e non potrebbe concepire un altro modo di comportarsi se non come se fosse sempre sotto i riflettori, come se l'unica esistenza possibile fosse quella garantita dalla ribalta ('Pronti ad andare in scena - Quelle parole, udite chissà quante volte, le davano ancora un brivido. La rinvigorivano come un tonico. La vita acquistava significato. Stava per lasciare il mondo della finzione per entrare nel mondo della realtà'). Intorno a lei il mondo del teatro fatto d'impegno costante sia da parte degli attori che di chi sta dietro le quinte, dal commediografo agli operatori. Lo stile di Maugham non mi ha mai delusa; è un tipo di scrittura che apprezzo, che trovo evocativa e coinvolgente. Non è adatto a chi predilige i thriller dal ritmo sincopato mentre è consigliatissimo a chi gusta la lettura come momento distensivo, a largo respiro. Un romanzo suadente, morbido, frizzante, che scorre con fluidità senza eccessi, senza elucubrazioni ma non effimero.

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La diva Julia 2014-11-30 17:08:23 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    30 Novembre, 2014
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Ciò che è vero non è verosimile

“Dicono che recitare è soltanto finzione. Questa finzione è la sola realtà”.
Parole di Julia Lambert, la migliore attrice d'Inghilterra, uno fra i personaggi più enigmatici e affascinanti usciti dalla penna di Maugham.
Il romanzo procede su differenti livelli di lettura: c'è il punto di vista privilegiato del lettore, che sa esattamente cosa passa per la testa di Julia (delizioso il contrasto tra i suoi pensieri e ciò che dichiara a voce alta), e c'è lo sguardo dei suoi tanti ammiratori, non troppo diverso da quello di marito, amici e amante.
Chi è Julia Lambert?
Si potrebbe considerarla a buon diritto una donna narcisista e superficiale, capace di imitare alla perfezione una vasta gamma di sentimenti (“Tu non esisti”, è l'accusa che un giorno le rivolgerà il figlio).
Ma Julia è molto più di questo: è un'eletta con il dono della recitazione, dono che le permette di scrollarsi di dosso qualunque sofferenza gli altri (i “commedianti” della vita) possano infliggerle.
Il suo talento è uno strumento di libertà che le consente di elevarsi al di sopra delle miserie umane, trasformandole in arte.
Julia è un'intoccabile - lo capirà a sue spese chiunque cercherà di metterle i bastoni fra le ruote - ed è una vincente, che calca le tavole del palcoscenico smascherando senza pietà il bluff di una realtà che ha tentato di smascherarla.
Con una regola inderogabile: sul palco i sentimenti devono sembrare veri ma non devono assolutamente esserlo, altrimenti non saranno verosimili.
Splendide le ultime pagine, affrancate dall'amaro fatalismo pirandelliano e cariche di gioia di vivere, esaltate ed esaltanti:
“Cos'è l'amore in confronto ad una bistecca con le cipolle?”.

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Pirandello.
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La diva Julia 2013-01-29 19:26:10 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    29 Gennaio, 2013
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Eroina “pirandelliana”

Non bisogna essere naturali ma sembrare naturali. Su questo precetto si fonda la carriera di Julia Lambert, la migliore attrice d’Inghilterra. Quando si trova sul palco, la protagonista di questo libro sa sempre come comportarsi, che posa assumere, che espressione prendere, che tono di voce usare, che sguardo e che sorriso sfoderare. Grazie al suo talento riesce a far innamorare di sé il pubblico, rendendo piacevoli e coinvolgenti anche le sceneggiature più banali. Ma Julia una volta uscita dal teatro continua a comportarsi come se fosse ancora in scena. Anche nella vita di tutti i giorni le sue maniere sono sempre effettate, i suoi gesti calcolati, le sue parole mirate. E’ come se non smettesse mai di recitare. Lo fa con i suoi ospiti, con il marito, con il figlio, con i domestici, con gli amici. Recitare le viene praticamente naturale, la finzione diventa la sua verità, tanto che non la si può nemmeno accusare di essere falsa. Sembra non esistere realmente ma essere il risultato delle innumerevoli parti interpretate, come se non avesse un proprio “io” ma sia solo un veicolo per i personaggi che impersona. L’unico che sembra accorgersi di ciò è il figlio Roger, mentre tutti gli altri sono talmente soggiogati, irretiti, quasi succubi di questa diva seducente da non rendersi conto dell’artificiosità dei suoi comportamenti. Un’eroina ammaliante, con un che di “pirandelliano”, attraverso la quale l’autore ci racconta un mondo controverso e ricco di fascino come quello del teatro, con i suoi retroscena, le rivalità, le abitudini, i vizi e le virtù, descrivendo bene la fame di successo e il bisogno viscerale degli addetti ai lavori di strappare un applauso al pubblico. Ma c’è una domanda che sembra accompagnarci per tutto il libro: la fama, il denaro e il successo bastano di per sé a dare la felicità?

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